29 giugno 2013

Angel - La Vita, il Romanzo

E' già Ieri. -2007-


François Ozon, continua con un tema metaletterario come già aveva fatto in Swimming Pool.
Nel suo primo film in terra inglese, infatti, la protagonista non solo è ancora una scrittrice, ma una sognatrice che confonde vita e libri, che cerca disperatamente, come le eroine delle sue novelle, di realizzarsi e di rendere perfetta la sua vita.
Di umili origini, Angel si vergogna della sua situazione precaria e sogna ad occhi aperti la fama e l'amore, idealizzandoli all'interno della magnifica villa -. Scrittrice prolifica riesce all'improvviso a farsi pubblicare il primo scritto iniziando così una scalata che la porterà al successo, alle alte sfere dell'aristocrazia e alla ricchezza. Nella sua vita e nella sua fortuna inaspettata, celebrata e venerata più da chi non le interessa, manca però l'amore che si manifesta nel tenebroso e seducente Esmé. Ancora una volta come una protagonista delle sue favole al femminile, Angel si innamorerà più dell'idea di questo pittore bohemienne che della sua persona, vedendo nella sua vita volutamente diversa qualcosa di intrigante che può rendere ancora più speciale la sua di favola.
La sua conquista non sarà però tutta rosa e fiori, attratto forse più dalla vita nell'agio, Esmé si sentirà rinchiuso in una gabbia dorata fatta di eccessi di sentimentalismo e di melodrammi, dove gelosia, passione e lacrime vengono sparse a profusione. Cercherà quindi la fuga, prima in guerra, poi tra le braccia di un'altra, infine in un'altra vita, lasciando una moglie incapace di comprendere tali gesti e abituata al suo ideale di magnificenza e lusso in cui i gesti estremi non sono previsti.
La sua vita, a differenza dei suoi romanzi, finirà quindi non tra l'amore e la passione, ma tra la solitudine e la malinconia,circondata solo da chi continua a venerarla.


Ozon costruisce il film in costume come un melo dei vecchi tempi, con ironia e vezzi da star distanti dalla realtà, con abiti mozzafiato e girandole amorose degne della prima Hollywood. Nelle sue mani tutto questo si trasforma in materiale spumeggiante in cui non mancano i momenti di commozione ma soprattutto di grande fotografia, costruendo ambienti come sempre sognanti.
Nota a parte il cast, in cui spicca un ancora quasi sconosciuto (ma già parecchio intrigante) Michael Fassbender.

4 commenti:

  1. Lo guarderei solo per Fassbender, poi il fatto che si Ozon a dirigere potrebbe seriamente spingermi a recuperarlo.

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    1. Uno sguardo a Fassbender glielo si dà sempre volentieri, e poi è un film che sa essere leggero/romantico/malinconico al tempo stesso quindi è consigliato!

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  2. La protagonista mi aveva intrigato assai, brava e davvero molto bella. Il film in sé mi era piaciuto, ma la fine mi aveva lasciato un po' 'così-così'...

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    1. Io, per deformazione femminile, mi sono fatta intrigare più da Fassbender ;)

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