11 ottobre 2013

Rush

Andiamo al Cinema

Con tutta probabilità non c'era storia più cinematografica di quella che vede accomunati Niki Lauda e James Hunt.
Corse folli, vite completamente agli antipodi, sfide piene di eccessi e drammi sentimentali e fisici dietro l'angolo. Il tutto condito da belle donne e belle auto.
C'è voluto Ron Howard per raccontarcelo su grande schermo, in quelli che per molti è un film da Oscar e che grazie all'immedesimazione di Chris Hemsworth e Daniel Brühl con i piloti acquista ancora più valore.
Per me, invece, altro non è che un classico filmone hollywoodiano. Ben fatto, per carità, ma nulla di così nuovo o stupefacente.
E non lo dico da donna, da allergica ai motori, perchè -anche se la mia guida non lo potrebbe mai dimostrare- di motori sono stata appassionata, e conservo speciali ricordi di domeniche pomeriggio sul divano a vedere gran premi.


Il fatto è, che quanto mostrato da Howard è fin troppo dentro i canoni: il duro lavoratore e perfettino Lauda, l'inguaribile donnaiolo e pieno di eccessi Hunt, la loro viscerale opposizione, le frasi -tante- ad effetto, la corsa verso il successo, la caduta.... tutto è dosato al millimetro, con annessa colonna sonora ad hoc che passa dall'adrenalina all'emozione al momento giusto.
Si parte, infatti, dall'esordio di entrambi in formula 3, passando per gli sforzi -comprati- di arrivare tra i grandi; si passa per la tormentata storia d'amore di Hunt con la modella Suzy Miller e quella più nei canoni di Lauda con la donna della vita (almeno fino al 1991), Marlene Knaus; si attraversano ancora i numerosi gran premi del 1976, che li vedevano scontrarsi in un lungo testa a testa, per arrivare al famoso e tragico incidente del 1° agosto. E poi, la riabilitazione, la rinascita e la sfida finale in Giappone -quanto mai cinematografica-, fino al rispettivo ammirarsi.


Equilibrio dunque, fin troppo equilibrio e didascalismo in una storia che non ha neanche troppo bisogno di essere romanzata, ma che poteva dare molto di più e poteva essere molto più particolare nelle mani di un altro regista.
Un regista che magari avesse evitato così tanti product placement -giustificati, visto il marketing dell'epoca, ma degni di 007- e di rendere noi italiani, con tanto di Favino al seguito, le solite macchiette -ora, ditemi dove hanno preso quei meridionali che scarrozzavano beatamente per il Trentino...
Ron Howard è un mestierante, niente da dire, un artigiano che calibra con precisione le sceneggiature e la regia, ma non è certo un innovatore né un regista che sa sconvolgere le masse. Accontenta, fa il suo lavoro conoscendolo nel profondo. E' un Niki Lauda, insomma, non certo un viscerale e spassionato James Hunt, che gioca la sua stessa pelle, la sua vita in quello che fa.
E se in pista questa minuziosità viene premiata, in sala, da una storia simile, io mi aspetto di più. Peccato.


12 commenti:

  1. Visto proprio ieri sera, e, stranamente (da profana totale) a me è piaciuto.
    Ma ho sollevato le tue stesse perplessità sui due "benefattori" che danno un passaggio a Niki e Marlene. Mi piacerebbe sapere nella versione originale con che cadenza parlavano, sinceramente.

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    1. Secondo me quello era il dialogo originale, in inglese avranno messo dei sottotitoli... provo a googolare!

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  2. Anch'io ho pensato "ma a Trento, come cavolo hanno fatto a beccare due napoletani?!" Questa è noncuranza.. E superficialità..

    A parte questo a me il film è piaciuto più che a te a quanto pare. Mi piaciuto il fatto che abbiano sottolineato la pericolosità della Formula 1 dell'epoca. Io sono un 86, per niente patita di motori, sono sempre stata abituata a piloti in auto sicure.
    Bruhl è bravo dai! E anche Thor, ehm volevo dire Hemsworth, a sorpresa! E poi - non so quanto l'abbiano pagato per dirlo - ma ho visto un'intervista al vero Lauda, in cui diceva di essere soddisfatto della resa..

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    1. La trasposizione dell'epoca è riuscita, anche perchè nemmeno io pensavo alla pericolosità della formula uno di quegli anni! Sugli attori non ho niente da dire, adoro Bruhl, anche quando lo imbruttiscono... però, come scritto, mi aspettavo e c'era da aspettarsi un po' di più!

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  3. Ehm......direi che la pensiamo in maniera leggerissimamente, ma leggerissimamente diversa....:-)
    Guarda, mi è piaciuto talmente tanto che francamente del siparietto italico me ne son bellamente fregata....

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    1. Quel siparietto però, visto l'amore per i motori degli italiani, poteva essere più curato!
      Detto ciò, eh, de gustibus :)
      p.s.: anche il giovine è uscito dalla sala soddisfatto!

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  4. Mi sembra ingeneroso rinfacciare a Howard l'episodio dei napoletani a Trento, unica sbavatura in 123 minuti di adrenalina pura... i luoghi comuni ci sono anche nei film italiani, eccome se ce ne sono!
    A parte questo, e premettendo che io sono un 'nostalgico' (anche per ragioni anagrafiche, sniff...) della Formula Uno gloriosa degli anni '70-80, e quindi di parte, ho trovato il film bellissimo e convincente: è chiaro che Howard non poteva che farne un film 'classico', del resto la storia che racconta (documentata e reale, il film è rigorosamente attentissimo allo svolgimento dei fatti) è così bella e così 'vera' di suo che non era necessario cambiare niente. Rush è un convincente filmone commerciale che ti conquista dall'inizio alla fine e, per quanto mi riguarda (ma, lo ripeto, non sono obiettivo su questo) vedere nelle scene finali i veri Hunt e Lauda mi ha perfino commosso. Io lo promuovo a pieni voti.

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    1. Io sono partita un po' scettica visti gli elogi letti qua e là, e trovarmi una storia così avvincente e spettacolare raccontata in modo fin troppo classico mi ha annoiato in alcuni punti -ebbene sì- e infastidito in altri -musica toccante/scena commovente.
      Ma ripeto, resta un film ben fatto, classico e hollywoodiano e va bene anche così!

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  5. Mi accodo a Beatrix: il siparietto italico è discutibile, ma il film ha davvero una marcia in più, quasi in alcuni punti - soprattutto il finale - dietro la macchina da presa ci fosse stato Michael Mann.

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    1. Punto a favore di Howard: riesce davvero a farti sentire in pista.
      Questo lo concedo.

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  6. non l'ho ancora visto, ma finalmente qualcuno che ne parla (relativamente) male!
    che poi in italia tutti a osannarlo, ma negli usa non è che se lo siano filati più di tanto...

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    1. Gli italiani amano i motori e che si parli dei loro! Ferrari e marchi a gogo quindi... attendo quella che -quasi quasi ci scommetto- sarà una stroncatura :)

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