28 maggio 2014

Maps to the Stars

Andiamo al Cinema

Si accendono le luci e pensi: "Mi devo sentire in colpa se questo film mi è piaciuto?".
Sì, dopo aver massacrato Cosmopolis, dopo aver pensato al peggio ad una nuova collaborazione con Robert Pattinson, dopo aver fatto un breve excursus sul passato del regista, il fatto che il suo ultimo film non mi abbia turbato e solo in parte inquietato, è un bene o male?
Difficile dirlo, davvero, perchè alcune cose in Maps to the Stars funzionano alla meraviglia, altre molto meno.
Funziona la trama, che vede tre storie incrociarsi nel segno del fuoco, vede personaggi ai margini simbolo di una Hollywood decadente, vede dialoghi carichi di ironia e di uno humor nero muoversi nel mondo di oggi, mostrando tutto il marcio del cinema e del suo ambiente.
Funzionano ancora di più gli attori, con una Julianne Moore strepitosa, giustamente premiata a Cannes che qui non si risparmia nel mostrarsi e nell'essere fisica nella sua interpretazione, con una Mia Wasikowska che pian piano scala lo star system anche se finisce in progetti sempre ambigui, e funziona pure Robert Pattinson, decisamente più espressivo ma pur sempre relegato in una limousine, senza passo allungato però.
A funzionare meno sono invece John Cusack in un ruolo urlato, e una realizzazione non eccelsa, che culmina in un effetto speciale francamente orrendo e nella ripetizione al limite dell'ossessione della splendida poesia di Paul Eluard, che perde così in efficacia.


Preso nella sua singolarità, Maps to the Star lascia decisamente il segno, dipingendo al pari delle Bling Ring girls di Sofia Coppola e molto meglio di Lindsay Lohan in The Canyons una società dell'apparire che ha nel fastidioso Benjie Weiss e nella narcisista Havana Segrand gli esempi perfetti.
Cronenberg sembra così voler deridere tutto questo, infarcendo il film di riferimenti all'oggi, tra attori affermati (da Emma Watson a Carrie Fisher, nei panni se stessa, da Anne Hathaway a Ryan Gosling) e piccoli divi che crescono parecchio male, tra pratiche new wave e spirituali.
C'è spazio così anche per una psicologia spiccia, per momenti epifanici e traumi da superare simbolizzati senza neanche troppi misteri, all'interno di una storia, o tre storie, che nel misterioso e nel non detto vorrebbero vivere, ma che invece appaiono poco approfondite nei momenti cruciali e lasciate sospese in un finale quasi forzato, in una soluzione pulp e violenta che comunque un po' ci si aspetta.


Preso quindi all'interno del discorso del regista, il film si fatica ad incasellare, soprattutto perchè con gli ultimi suoi lavoro Cronenberg sembra essersi perso, a partire dal quasi didascalico A Dangerous Method e passando per il più soporifero e più ostico Cosmopolis. Nonostante il richiamo ad un cinema della carne ci sia, e ben marcato sulla pelle della Wasikowska e dalle sempre funzionali musiche di Howard Shore, manca decisamente la stessa sensazione estrema delle prime pellicole.
Come detto, però, quando le luci si accendono il film continua a funzionare e a piacere, preso come affresco sprezzante dell'oggi, dimenticando quanto del regista si è visto o si è detto, tralasciando, almeno per una volta, difetti di sceneggiatura e di carattere.



9 commenti:

  1. Lo vedrò con piacere, se lo daranno anche da me. Non sono un vero fan di Cronemberg, dipende dai suoi film, e questo potrebbe piacermi. Anche solo per la Moore, che è sempre eccelsa. Non si è capito che mi piace tanto, vero? Don Jon l'ho trovato decente solo per la sua presenza - oddio, pure Scarlett non guastava. Il tema di questo film mi affascina molto, poi. E The Canyons, nonostante l'aria da soap, non l'avevo proprio detestato. Quello della Coppola, invece, sì :P

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    1. Qui la Moore la vedrai davvero al suo meglio, e anche al suo peggio, volendo, visto il personaggio che interpreta!
      E se sei riuscito ad apprezzare The Canyons, questo ti parrà un capolavoro :P!

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  2. oh, finalmente un'altra persona a cui è piaciuto! mi sento meno solo ;)

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    1. Non dirlo a me, che i sensi di colpa dopo quanto ne avevo letto e sentito erano molto forti!

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  3. Non sono un fan di Cronemberg, ma devo dire che esci dalla sala soddisfatto. Ottimo il cast, bellissima recensione!

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    1. Grazie! Io con Cronenberg ho un rapporto discontinuo e mi aspettavo il peggio... invece per quanto qualche difetto ci sia, piace e rimane.

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  4. A me son più le cose che non hanno convinto che quelle che hanno convinto.
    Certo, rispetto a Cosmopolis sembra un capolavoro, ma rimane sempre troppo vago senza andare mai a fondo.

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    1. Rispetto a Cosmopolis anche i video su Ugo sono dei capolavori :) Vero che non tutto viene approfondito, ma l'ironia e i richiami alla Hollywood di oggi fanno dimenticare queste mancanze.

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  5. Sono d'accordo, si esce con la sensazione di aver visto qualcosa di davvero potente ma che manchi di qualcosa o abbia dentro qualcosa di troppo.
    Però ha delle interpretazioni meravigliose, delle scene fortissime e un'atmosfera davvero densissima.

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