28 gennaio 2015

Whiplash

Andiamo al Cinema

E' il vero e proprio outsider della notte degli Oscar.
E non solo perchè proviene dall'ambiente indipendente, dove tra l'altro ha già trionfato sugli altri vincendo il Sundance Festival.
Whiplash è diverso dagli altri film perchè diversa è la sua storia.
Quella che racconta e quella che rappresenta.
Distante dai biopic che affollano le varie categorie, Whiplash è fatto da outsiders: ha per protagonista un attore di cui si fatica a ricordare il nome, quel genere di attore visto e visto più volte a cui però non si associa né una pellicola in particolare né, per l'appunto, un nome. E' il padre di Juno, è il burbero datore di Peter Parker. E' J.K. Simmons che solo ora, forse, all'età di 60 anni, trova il ruolo che lo consacra e lo farà ricordare.
Anche perchè sfido a dimenticarvi di Terence Fletcher.
Con lui, il giovane Miles Teller, finora abbonato a ruoli adolescenziali in film adolescenziali.
Nessun grande attore quindi, nessuna grande storia di un grande personaggio da raccontare, no.
Ma una storia che all'apparenza è come tante altre: quella di un ragazzo che insegue il sogno, che crede in quello che fa e che persegue con tutte le sue forze il suo obiettivo.


Ma Whiplash non è un film come tanti altri.
Per emergere, ha dovuto sudare e prepararsi, ha dovuto battersi.
Finito nel 2012 nella black list delle migliore sceneggiature non prodotte, è passato poi per un cortometraggio di soli 18 minuti, nella speranza che qualche grosso produttore lo notasse e ne permettesse la realizzazione.
E finalmente, il successo, molto più di quello sperato, è arrivato.
La stessa fatica dovrà fare Andrew per emergere.
Batterista dotato, iscritto al duro Conservatorio Shaffer, ha una concezione di sé parecchio alta, e vuole sfruttare tutte le sue carte con l'obiettivo di diventare qualcuno da ricordare, un Buddy Rich, un Charlie Parker.
Per farlo, deve farsi notare, da Fletcher in particolare, il vero master della scuola, che con poche parole, semplici gesti e un secondo di ascolto sa capire di che stoffa sei fatto.
Andrew inizialmente ce la fa, entra nella classe dei migliori anche se la per la sua famiglia non conta granché a confronto con il football, nemmeno ai suoi amici -visto che non ne ha- o alla sua presunta fidanzata, che si sente giudicata e respinta dal suo ego.
Ma poco importa a Andrew, anche perchè quel posto dovrà sudarselo letteralmente, sputando sangue, anche, subendo ogni tipo di umiliazione, di rimprovero, di vessazione da una maestro che fa paura. Che non perdona.


Nessuna fortuna del principiante, nessun talento innato o aiutante magico che d'improvviso ti porta alla tua meta.
Whiplash mostra senza edulcorare nessuna pillola che se vuoi emergere, se hai le carte per emergere, devi mettere da parte ogni tentennamento, devi rischiare tutto, devi prepararti, soprattutto.
Esercitarti, suonare, andare avanti fino a che le tue mani, piene di vesciche, non ce la fanno più, finchè il tuo corpo cede agli spasmi di muscoli affaticati.
Perchè nel grande giorno nemmeno la banale scusa, seppur veritiera, di un incidente, di una ruota bucata, di un errore o di una dimenticanza, può essere perdonata.
Whiplash insegna anche come all'interno di una persona possa coesistere uno Stronzo con la S maiuscola (che sa così catalizzare a sé tutta l'attenzione, intimorendo con uno sguardo) e un grande maestro, di vita e di musica.
Con le sue colpe, certo, ma anche con i suoi pregi.
Quello che parte come vero outsider alla prossima notte degli Oscar, è uno di quei film che emerge per i suoi meriti, per degli attori fisici e iconici in stato di grazia, per un montaggio e delle riprese che ti fanno entrare nel dolore, oltre che nella musica, per una colonna sonora trascinante che entra in testa, con quel finale incessante che sfonda con un'onda ogni porta.
Ci saranno un po' troppi tecnicismi, ma c'è tanto di quel cuore, di quella forza prorompente che gli outsider sono abituati ad usare, che Whiplash raggiunge il suo obiettivo: uscendo dal mucchio, non facendosi dimenticare.
E questo è il vero lieto fine.


19 commenti:

  1. Grande film, grandissimo J.K.

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  2. Sai che sono d'accordissimo. In questo primo mese dell'anno nuovo, il film più bello.
    Ho guardato anche Birdman, e non mi ha entusiasmato: lo pensavo più indipendente. Perciò Whiplash, con la musica trascinante e un comprimario fighisismo, è il vero outsider. E si tifa per lui, per la rivincita dei perdenti. :)

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    1. In realtà, messi a confronto forse forse mi sono lasciata trascinare più dalla musica di Birdman che da questa.
      Ma la storia, così diversa dal solito, mi ha catturato.
      Lunga vita ai perdenti!

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  3. dev'essere oggettivamente un bel film

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    1. "oggettivamente" è il termine azzeccato
      tutti gli altri film devono la loro nomination, almeno in parte, a cose come la fama del personaggio di cui parlano (Turing, Hawking), del progetto insolito (Boyhood, senza il discorso dei 12 anni di riprese dubito che avrebbe avuto tutto questo successo), temi che piacciono all'Academy (Selma e American Sniper), il presenza di attori/regista famosi (Grand Budapest Hotel, Aerican Sniper), la rivalsa dell'attore taldeitali (Birdman)

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    2. Oggettivamente lo è, e anche soggettivamente.
      Io continuo a tifare il grande Boyhood nella categoria principale, progetto o non progetto che gli sta dietro è ancora lì in mezzo al cuore.
      Qui si è davanti a una storia originale e davvero vincente, dove almeno gli attori dovrebbero trionfare.

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  4. Tra quelli visti fino ad ora il migliore. In un mondo cinematograficamente giusto meriterebbe la vittoria

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    1. Essendo nel nuovo anno, sì, ma mettendoci dentro quella cosa unica chiamata Boyhood io mi trovo a scegliere quest'ultimo.

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  5. Da grande voglio diventare come J.K. Simmons in questo film! :)

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  6. Tra i candidati all'Oscar che ho visto finora questo se la gioca con Boyhood, ma forse è addirittura un gradino sopra...

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    1. Eh, non per me. Premio l'originalità e il modo in cui lo si racconta, ma non arriva alla stessa emozione di Linklater.

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  7. Che a J.K Simmons vadano dati tutti i premi del mondo non si discute. Magnifico. Il ragazzino però non so.... E' piuttosto dimenticabile secondo me. Una sorpresa di film, soprattutto la prima parte poi perde qualcosa. Mi è piaciuta molto la regia del film e la musica incessante. Un'ottima sopresa ma alla fine non ero del tutto soddisfatta, se dovessi mettere sul piatto i film candidati agli Oscar io preferisco ancora Birdman.

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    1. Come ho scritto sopra, anch'io sono stata più "trascinata" da Innaritu, merito soprattutto della colonna sonora meno tecnica.
      Il ragazzino, egocentrico e egoista, è oscurato da un incredibile Simmons, mio dio, che interpretazione!

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  8. Ogni anno agli oscar spunta il film 'indie' che è la vera sorpresa della stagione... quest'anno è toccato a 'Whiplash'. Spero di farcela a vederlo prima del 22, così sarà più facile fare i pronostici!

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    1. E ringraziamo l'Academy per la nominations, solo così il film è riuscirà ad arrivare nelle nostre sale, anche se non so come e quanto bene sarà distribuito..

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  9. fino ad ora credo che sia il migliore tra quelli che sono candidati...

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    1. Solo perchè da bastian contrario non hai adorato Boyhood ;)

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