2 aprile 2016

The Diary of a Teenage Girl

E' già Ieri -2015-

Ancora crescita, ancora problemi, questa volta però non nella New York in rivolta degli anni '80, ma nella più solare e più libera San Francisco degli anni '70.
Ancora un'adolescente al centro della storia, Minnie, cresciuta da una madre quanto mai free, che la coinvolge nelle feste e nelle bevute con gli amici, e non si accorge, soprattutto, dei cambiamenti di sua figlia.


Minnie è infatti molto più che adolescente, è donna, ormai, e ci confessa, tra i nastri del suo diario registrato, di aver affrontato la fatidica "prima volta". E la vera domanda da porsi non è come o quando, ma con chi, visto quel chi in questione non solo ha il doppio dei suoi anni, ma è anche il fidanzato di quella madre che inconsapevolmente ha agevolato questa infatuazione spingendoli ad uscire insieme per una birra.
La relazione clandestina tra i due continuerà, con gli ormoni impazziti di un'adolescente a giustificare sveltine e segreti, con la facilità con cui avere queste sveltine a giustificare la condotta di un trentenne che non si fa troppi problemi a stare con madre e figlia.
Ma per Minnie sarà solo l'inizio, l'inizio di un percorso di crescita, ma soprattutto della scoperta di sé che passa attraverso il sesso, attraverso esperienze fortificanti ma anche umilianti, esperienze che non smetterà di raccontare a quei nastri per sua futura memoria, e usare come materiale di partenza per i suoi disegni, per il suo sogno nel cassetto di diventare, un giorno, chissà, una fumettista.
Ed è proprio dai fumetti che The Diary of a Teenage Girl prende vita, per la precisione dalla graphic novel The Diary of a Teenage Girl, an Account in Words and Pictures di Phoebe Gloeckner, e il film ne mantiene lo stile pop, arricchito da quei disegni che prendono vita e caratterizzano la vita e i sogni di Minnie.


A voler essere onesti, da un film così tipicamente in stile indie manca però qualcosa, manca il guizzo, manca quel non so ché a renderlo davvero indimenticabile: tutto scorre velocemente, le esperienze di Minnie si accumulano, portandola inevitabilmente in una strada molto più buia e di perdizione rispetto a quella da cui era partita, ma a lei non ci si riesce ad affezionare come si vorrebbe.
La colpa non è della brava Bel Powley, che dona senza troppe remore tutta se stessa al suo personaggio dimostrando però molto più di quei 15 anni richiesti, né dell'affascinante Alexander Skarsgård che come tutti i Skarsgård della sua famiglia, giustifica ogni pensiero o atto impuro.
E allora dove sta il problema di un film che offre uno script libero e senza filtri, una fotografia solare e artistica nei suoi disegni, e una colonna sonora decisamente 70's e rockettara?
Il problema sta forse che di film così, anche se diversi, anche se più edulcorati, ce ne sono e ce ne saranno tanti, e che le aspettative, con il tempo, si sono alzate.
Questo non significa che The Diary of a Teenage Girl sia un brutto film, o che il suo lavoro di intrattenimento non lo faccia, ma il tutto finisce e si dimentica ai titoli di coda, purtroppo.


Regia Marielle Heller
Sceneggiatura Marielle Heller
Musiche Nate Heller
Cast Bel Powley, Alexander Skarsgård, Kristen Wiig
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4 commenti:

  1. Neanche io mi sono particolarmente affezionato alla protagonista, mi incuriosiva più la sorella e il suo restare a margine. Ma nonostante questo il film mi è piaciuto. Sì, di film così – come dici tu – ce ne sono stati e ce ne saranno tanti, tuttavia si può dire la medesima cosa quasi di ogni film. Ad ogni modo, sì non è un brutto film. Quello che mi è rimasto, a visione ultimata, è stato l’affrontare l’argomento “sessualità” o “gente che fa cose con altra gente” con un tono naturale. Senza eccessivi drammi. Per quanto mi riguarda il bello di Diario di una teenager (titolo discutibile) è questo sguardo non atrofizzato dallo scandalo o da non richieste questioni, come dire, moralistiche. (Ciò che voglio dire lo spiego in modo più diluito nel link-spam che segue ma, in tutta onestà, mi sono spiegato meglio in queste mie quattro righe: http://sabatopizza.blogspot.it/2016/03/diario-di-una-teenager-di-marielle.html )

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  2. Io invece l'ho trovato, boh, alquanto squallido. Non ti so dire.
    Non che voglia il film con le adolescenti ingenue, vergini e profumate di rose, però... Mi ha infastidito. E l'ho trovato fin troppo indie, pure per me.

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  3. Mi aspettavo che potesse diventare un mio nuovo cult personale e invece...
    delusione.
    Anche per me manca qualcosa.
    Sembra la brutta copia della serie My Mad Fat Diary.
    E lei l'ho trovata insopportabile.

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  4. Allora se è un diludendo non mi sono poi persa tanto. Se lo mettono su Netflix bene, se no, passo! :-p

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