19 aprile 2016

Vinyl - Stagione 1

Quando i film si fanno ad episodi

Martin Scorsese, Terence Winter, Mick Jagger alla produzione.
Bobby Cannavale, Olivia Wilde, Juno Temple tra i protagonisti.
La musica anni ’70, il rock, il blues, la disco music ma soprattutto il ROCK di cui parlare.
HBO a mandarla in onda.
Insomma, tutte le carte in regola per una serie che spacca.
E la serie, in parte lo fa.
Il problema, però, è proprio quel “in parte”, perché o sei rock del tutto, o non lo sei, e deludi.
L’inizio è di quelli incredibili, con Scorsese che si mette dietro la macchina da presa e confeziona un episodio pilota tracotante, eccessivo: ci presenta Richie Finestra, discografico dall’orecchio d’oro, che ha creato una fortuna con la sua etichetta, la American Century, ma che dopo anni di eccessi, si trova sull’orlo della chiusura, una compagnia tedesca potrebbe comprare tutto –debiti compresi- e salvare lui e i suoi soci dalla bancarotta.
Non fosse che gli eccessi tornano, tra sangue e droga, tra un omicidio che è un “incidente”, certo, e la cocaina che gli permette di dimenticare quanto fatto. Ma nell’eccesso, arriva l’orgoglio: non si vende, si fanno tagli, cospicui, agli artisti come ai collaboratori, e si cerca di farcela, di rinascere dalle ceneri, di trovare nuovo ROCK!, nuove band, una nuova etichetta per lanciarle.



Di mezzo ci va un matrimonio diventato insipido, con una moglie che se ne va e torna alle origini libere e artistiche, di mezzo ci vanno colleghi abituati alla bella vita, di mezzo ci va un passato che torna crudele a bussare, ma c’è chi sfrutta l’onda, come la giovane Julie, che trova una band, che spacca, che fa del vero e immediato ROCK e che potrebbe essere la band su cui puntare.
Tutto questo, circa, ci viene presentato nel primo episodio.
Va da sé che di carne al fuoco ce n’è tanta, troppa, e seguire le varie storylines, in cui si mischia la mafia italiana, in cui si mischia l’amicizia, il tentativo di redenzione, un nuovo cantante alla Bowie, significa appesantire il tutto, senza prendere la giusta direzione.
Richie Finestra nel mentre continua a farsi alla grande, ad esagerare, ad essere quel Don Draper che sa di essere grande, che eccede e se ne frega degli altri. Anche degli amici.
Stesso carisma, stessa sfrontatezza, ma diverso fascino.
Non è così facile entrare in empatia con uno come lui, né tantomeno giustificare ogni suo eccesso.
Ma non è tanto Richie il problema della serie, è il suo sbandare letteralmente di qua e di là, con una costruzione degli episodi volutamente confusa nel suo tripudio di inserti musicali e in un tripudio di trame e sottotrame che si prendono e si lasciano, pur sapendo fare cose bellissime, vedi l'episodio The King and I.


Arrivati al gran finale, ci si aspetta qualcosa di più, e se quella band, quei Nasty Bits tanto amati grazie al fascino ruvido di James Jegger (sì, e il figlio di Mick) e della groupie Juno Temple, sfondano, molto altro resta in sospeso: che fine ha fatto Devon? Che fine farà il debuttante Xavier?
HBO ha rinnovato tempestivamente ma forse con troppo anticipo una serie che nel suo essere rock manca di basi solide, di una vera decisione da prendere.
Non a caso, gli ascolti sono scesi, Winter si è tirato fuori, consapevole che come già per Boardwalk Empire sempre da lui prodotto, assieme al fido Scorsese, la confezione perfetta, la regia dotata e effervescente, una colonna sonora a prova di bomba che però passa da un orgasmo all’altro senza troppo rispetto, non sempre significa successo.
Ci si chiede già cosa aggiustare, cosa sistemare oltreoceano, di certo abbiamo capito che l’anima rock, anche la più scalmanata, richiede una certa armonia come collante, una linearità e una solidità che, mancando, non porta a piena soddisfazione.


3 commenti:

  1. Devo ancora vedere l'ultimo episodio, però finora per me questa serie ha spaccato di brutto!

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    1. Ha spaccato soprattutto il pubblico in America. Io sto con chi c'ha visto troppi difetti, e troppa carne al fuoco: l'episodio finale lascia in sospeso così tanto che di finale ha gran poco.

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  2. Devo ancora iniziare il viaggio, e sono combattuto: non so se sperare di essere dalla parte di Cannibal o no. ;)

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