11 maggio 2016

The Dressmaker

Andiamo al Cinema

Finito il film, balzano in testa subito due domande:
1. quanto è bella Kate Winslet ultimamente, quasi più bella e più giovane di quando era giovane?
2. quanto è bello questo film, tagliente e divertente sempre al punto giusto?
Risposta ad entrambe le domande:
Tanto.
Sì, perchè non solo Kate Winslet qui sfodera una bellezza e un phisique du role di quelli splendidi, nei panni di una vendicatrice che ha stoffa -letteralmente- da vendere e che tiene testa anche a un belloccio giovane e aitante come Liam Hemsworth, ma soprattutto The Dressmaker, presentato al Festival di Toronto prima e a quello di Torino poi, è una commedia nera che si gusta tutta d'un fiato, tifando un'eroina imperfetta e affezionandosi ai folli abitanti della cittadina di Dungatar.



Siamo nell'Australia più polverosa e più amena, in una paesino che consiste in una manciata di case attorno a una fermata della stazione ferroviaria.
Siamo nel 1951, e dopo 25 anni di allontanamento forzato, Myrtle, detta Tilly, torna a casa.
In questi 25 anni ha viaggiato per il mondo, da Melbourne a Londra, da Milano a Parigi, perfezionando la tecnica di cucito insegnatagli dalla madre, e diventando una stilista a tutti gli effetti.
Si presenterà in tiro, come non mai, a quegli stessi concittadini che l'hanno bandita quando ancora bambina fu accusata di omicidio, un omicidio che lei non ricorda di aver commesso, e che la madre, all'apparenza pazza, ha deciso di dimenticare.
Il ritorno sarà costellato dalle male lingue, dalle vipere di un paesino che nascondono tra loro segreti e pruriti, sarà caratterizzato da una ricerca della verità, dalla ricerca soprattutto del perdono.
Ma come fanno persone odiose e odianti a perdonare?
Myrtle ci proverà confezionando abiti su misura, abiti da capogiro, ma non sarà certo l'abito a fare il monaco, e nemmeno quando l'amore bussa, quando l'amore sembra avverarsi, torna quella maledizione che pende sopra il capo di una bambina che non può dimenticare i torti subiti.
L'unica carta da giocare, allora, è la vendetta.
Servita fredda, o quasi, servita con stile.


E che stile.
Già, perchè The Dressmaker fonde la commedia nera con il genere romantico, con il giallo, con l'epopea.
Ambientato in un polveroso far east, con cliché che servono a rendere più pepata la storia, più caratterizzati gli odiosi abitanti di Dungatar, The Dressmaker segue la strada battuta dai Coen di un tempo, con un'eroina che potrebbe essere tarantiniana.
E stupisce che in mezzo al deserto, alla sabbia, al caldo, ci sia tanta pulizia, in una fotografia attenta, dalle ampie angolature, dai colori sgargianti.
Non mancano le svolte inaspettate, che fanno stringere il cuore, non mancano le trovate più insolite, come uno sceriffo en travesti decisamente sopra le righe. Non manca soprattutto lo stile, con abiti splendidi, confezionati dalle mani esperte di Marion Boyce e Sophie Theallet.
In tutto questo, Kate Winslet è protagonista assoluta, divina e bravissima, capace di fare ombra alla grande Judy Davis come al fisico scolpito di Liam Hemsworth.
È lei che fa il film e fa la differenza, è lei che si ama e si tifa, in mezzo a comprimari e storyline che fanno da contorno ad una storia originale e intrigante, che dalla prima immagine, cattura.


Regia Jocelyn Moorhouse
Sceneggiatura Jocelyn Moorhouse
Musiche David Hirschfelder
Cast Kate Winslet, Liam Hemsworth, Judy Davis, Hugo Weaving
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8 commenti:

  1. Kate Winslet è sicuramente meglio adesso che ai tempi del Taitanic!

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  2. il film è stato interessante, ma l'ultima parte mi è sembrata un po' tirata via, e la sezione melo un troppo stereotipata...

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  3. terza domanda, ma perché ha tenuto tanto addosso la camicia Liam Hamsworth...
    film strepitoso ed intelligentissimo
    Kate immensa, davvero immensa

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    1. ah da me ti ho nominata...
      se ti va...

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  4. Ho cominciato ad amare Kate Winslet da quando ho visto "The reader, a voce alta". Voglio proprio rivederla in quest'altro film!

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  5. Lei, davvero, sempre più bella.
    E film sempre più interessante, andando avanti, anche se un po' pasticciato sul finale, nel mèlange di generi. Mi attira un mondo anche il romanzo, che sarò senz'altro meno frettoloso nella chiusa.
    L'attrice che fa la madre, sono troppo pigro per ricercarlo e fare copia-incolla, è straordinaria.

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  6. credo sia stato il film migliore visto all'ultimo Torino Film Festival. L'ho adorato.

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  7. Gran bel film per una grande attrice.
    Concordo in toto.

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