28 febbraio 2017

The Missing - Stagione 2

Mondo Serial

Era comparsa lo scorso anno nell'anonimato.
Quel titolo, che sapeva di già visto, di già sentito, di niente di nuovo.
Quella storia -un bambino scomparso, le indagini per ritrovarlo- già vista e già sentita, in innumerevoli salse, ormai, nel mondo delle serie TV.
E invece, The Missing, aveva saputo sorprendere.
Sorprendere con una storia tesa che ti teneva incollato, con un giallo che si muoveva negli anni, trasformando volti e persone, creando personaggi difficili da dimenticare.
Il finale, piuttosto devastante, non lasciava speranze a una seconda stagione, che invece, ancor più a sorpresa, è arrivata.
Non si parla però di Oliver Hughes, no, si parla di un altro caso che ha ossessionato il detective Julien Baptiste, quello di Sophie Giraoux e che si collega a un'altra ragazza rapita, scomparsa per gli ultimi 11 anni: Alice Webster.


Siamo questa volta in Germania, dove è di base anche l'esercito inglese, e proprio lì la giovane Alice è sparita nel nulla una mattina qualunque. Ha lasciato una famiglia distrutta ma capace di andare avanti, e che ora deve affrontare un'altra difficoltà: riaccoglierla.
Riaccoglierla cambiata, cresciuta, diversa.
Normale dopo 11 passati in uno scantinato, prigioniera, normale se la vita la si è persa, e se laggiù si è lasciata un'amica, Sophie.
Ma qualcosa non quadra, a capirlo è una madre che certe cose le capisce, a capirlo è un Baptiste come sempre fondamentale, un passo avanti alla polizia tedesca e all'esercito inglese.
Parte così un'indagine solitaria, che arriva fino in Iraq, fino in Svizzera, con colpi di scena e twist che lasciano a bocca aperta, con la narrazione sempre divisa in due piani temporali che man mano si avvicinano, con soli due anni a dividerli ma molte svolte da avvenire.


Il paragone con la prima stagione nasce spontaneo, lì, i personaggi, erano più umani, più vicini a noi, qui, causa esercito, causa soldati, non tutto torna.
La tensione iniziale, che già dal pilot fa sussultare a più riprese, si perde un po' con il passare degli episodi, con soluzioni non proprio semplici, non proprio immediate, e molte volte troppo fortuite, troppo dovute al caso.
I conti tornano a malapena, a ben guardare, tra gli intrecci che si creano e le promesse da rispettare.
Ma questo poco conta, se si guarda a come The Missing è riuscita anche questa volta a tenere incollati allo schermo, a come ha saputo creare personaggi nuovi ben scolpiti e ben interpretati, con Baptiste spanne sopra agli altri, lui e la sua testardaggine, lui e la sua ricerca per la verità.
Una terza stagione non è ancora stata confermata, ma gli indizi per un nuovo ritorno ci sono già, vedere per credere.


4 commenti:

  1. La prima stagione mi era piaciuta molto, spero che questa seconda sia quantomeno all'altezza del suo ricordo.

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    1. All'altezza lo è, anche se la storia ha meno mordente e qui e là qualcosa non torna. Baptiste, comunque, merita da solo la visione.

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  2. La stagione 1 aveva sorpreso pure me, nonostante le diffidenze iniziali di quel titolo così anonimo.
    La stagione 2 è passata più in sordina e tu sei tra le prime che ne parlano, almeno nel nostro circolo di bloggers fichissimi. :) Mi hai fatto venire voglia di un recupero, anche se mi sembra di capire che sia inferiore alla precedente e al momento il tempo per guardarla scarseggia. Magari tra un po'...

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    1. Era passata così in sordina che io manco sapevo l'avessero fatta :) Inferiore, per ovvi motivi, lo è, ma ti motivo dicendoti che l'ho finita in due pomeriggi: quando un giallo/thriller prende, prende.

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