7 maggio 2013

Dogma #1 - Festen

Settimana Danese

Per parlare del cinema nel regno di Danimarca come non partire dal Dogma 95?
Il movimento cinematografico che nel 1995 cercò di cambiare le carte in tavola stilando una lunga lista di dogmi con cui far rinascere/far ritornare il cinema alla sua essenza naturalistica è alla base della filmografia del Paese.
Primi firmatari di questo manifesto furono i signori Lars Von Trier e Thomas Vinterberg che di conseguenza furono anche i primi registi a mettersi in gioco con queste nuove regole. A distanza di qualche giorno vennero infatti presentati nello scenario prestigioso del Festival di Cannes i loro due film.


Festen è il primo a vedere la luce (o il buio) in sala e colpisce subito lo spettatore, non solo per la sua trama, ma anche per il nuovo modo in cui la regia si appresta a metterla in scena.
Bandite le ricostruzioni in studio, i carrelli per la macchina da presa e le luci artificiali, Festen si racchiude quasi interamente in un lussuoso albergo in mezzo alla campagna danese dove un'intera famiglia è riunita per festeggiare i 60 anni del padre in una costruzione quasi teatrale.
Durante la cerimonia molti sono gli scricchioli: da una sorella il cui funerale è stato da poco e da un fratello ubriacone e facile all'ira e alle scappatelle fino al vero dramma, che esplode come un tuono durante quello che sembra il più innocente dei brindisi. Quel padre sessantenne che si festeggia e si celebra oggi, anni addietro ha ripetutamente violentato e abusato dei suoi figli gemelli, ed è quindi la probabile causa del suicidio di una di questi.
Gli invitati, sbigottiti e attoniti, non sanno se prendere il tutto come uno scherzo o andarsene indignati e il film prosegue in bilico tra queste due ipotesi: il figlio è pazzo o dice il vero? Come reagire a una tale dichiarazione?
Vinterberg segue con la camera in spalla le varie reazioni, costruendo dal nulla scene e inquadrature poetiche e originali, soprattutto quando si ritrova a far fronte al buio che incombe e a dover illuminare i suoi protagonisti in qualche modo.
Ecco quindi che Festen non solo ti si insinua dentro per il tema trattato ma soprattutto per il modo in cui è raccontato, con scene traballanti e emozionanti e montaggi sapienti a seguire i tre fratelli motio che ha spinto -giustamente- la giuria di Cannes a premiarlo per la miglior regia.
Se, infine, rapportato all'ultimo lavoro di Vinterberg (staccatosi dal Dogma 95 nel 2003) Il sospetto, che ancora di abusi su minori parla, il film mantiene intatta la sua potenza.


14 commenti:

  1. Dio, quanto ero in fissa per Dogma all'epoca! Un'operazione geniale, che se non erro corrispose con la conversione al cattolicesimo di Lars Von Trier, e che si espresse con una serie di punti chiamata "voto di castità"!
    Tanto fumo negli occhi (i film prima del 1960 non si facevano come li avrebbero "rifatti" Trier & soci) ma anche tanta sostanza e la possibilità di puntare i riflettori su una cinematografia, o almeno su delle idee, che altrimenti non avrebbero avuto la giusta rilevanza.
    Se ben ricordo Festen si era preso alcune libertà rispetto il Voto di Castità: compare anche un fantasma, giusto? E per il Dogma non si può moralmente riprendere quello che in scena "non c'è".
    Un grandissimo film che all'epoca mi sembrò minore rispetto alle opere del Gran Maestro Lars ma che rivisto offre sempre spunti nuovi ad ogni occasione. E come per gli altri film Dogma ho apprezzato molto le occasionali incursioni nel comico.
    Anni fa avevo visto in internet che di film Dogma ne esistevano parecchi, almeno una quindicina (e Trier aveva pure chiesto a Bergman di girarne uno!), ma qui in Italia sono arrivati solo Mifune, quello italiano (Diapason), Idioti, forse quello argentino e poco altro.
    Ai tempi conoscevo uno che voleva fare Idioti 2... ma spero scherzasse.

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    1. Wiki informa che in totale sono stati girati 35 film seguendo il dogma anche se tutti, bene o male, hanno trasgredito a qualche regola dichiarandolo a fine film (per Festen oltre al fantasma/ricordo della sorella, è stato acquistato anche un abito appositamente per il film, cosa vietata). Di Lars parlerò nel pomeriggio e continuerò in questa lunga settimana danese :)

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    2. Errata corrige: 42 film, ma altrove si parla anche di un centinaio e più...

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  2. Anche io l'avevo apprezzato molto, davvero ottime alcune sequenze sul finale, temi scottanti gestiti in maniera convincente. Non so se ho visto qualcosa d'altro appartenente al Dogma però questa prima uscita era davvero ben riuscita.

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    1. Credimi, te ne saresti accorto se avessi visto altri film Dogma! Adesso mi è venuto in mente che c'era pure quello di Harmony Korine.

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    2. Il tema è davvero esplosivo ma Vinterberg lo tratta molto bene, senza scadere o eccedere. Il rischio di cadere in pura forma è stato evitato.

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  3. come ben sai a me Von Trier non sta molto simpatico, ma Vinterberg ha uno stile che mi appassiona. Film molto bello, e con "Il sospetto" si è addirittura superato!

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    1. Sì, credo anch'io che Il sospetto sia migliore rispetto a Festen ma i punti in comuni sono molti. Con l'ultimo oltre a non avere dogmi a cui aderire dà uno sguardo più lucido agli altri oltre che alla vittima, e qui sta la forza del film.

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  4. Lo vidi all'epoca, e mi parve una sorta di copia minore del lavoro di Von Trier.
    Curioso che ora, con Il sospetto, Vinterberg si sia dimostrato molto meglio dell'ormai delirante collega. ;)

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    1. Lars è sempre nel mio cuore nonostante i suoi deliri :) Vinterberg è più roccioso ma meno poetico rispetto al collega e ammetto pure che ho preferito questo a Idioti, di cui parlerò oggi.

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  5. grandissimo film che ho rivisto anche recentemente e che non è invecchiato per niente...

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    1. Già! A parte a livello estetico (costumi e fotografia) il film ha conservata intatta la sua provocazione e la sua forza!

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  6. Vinterberg mi piace molto. Sembra che i "buoni sentimenti" siano una materia a lui totalmente sconosciuta.

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    1. E la sua fissa per la sfera infantile è abbastanza preoccupante...

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