19 febbraio 2014

Philip Seymour Hoffman Day - Il Dubbio


Solitamente i Day organizzati dalla nostra congrega segreta servono a festeggiare compleanni di attori o registi, o celebrarne un nuovo film come fatto lo scorso mese con Scorsese.
Purtroppo questa volta poco c'è da festeggiare, se siamo tutti qui a scrivere è infatti perchè qualcuno di molto grande se n'è andato, e prima del previsto.
La morte di Philip Seymour Hoffman ha inevitabilmente toccato milioni di persone, da chi lo conosceva -come i suoi colleghi, tra cui la bella Cate Blanchett che gli ha dedicato il BAFTA vinto qualche giorno fa- a chi semplicemente lo ammirava sul grande schermo, rimanendo ammaliati dalla sua bravura e toccati dalla sua percepibile lotta interiore.
Personalmente devo ammetter che Philip non mi è mai stato particolarmente simpatico, visto che per forza di cose lo associo ai personaggi scomodi che spesso interpretava, come il subdolo Master.
Questa giornata a lui dedicata non mi sembra però un affronto, anzi, perchè la sua bravura, come la sua intelligenza, le ho sempre percepite e ammirate, e lo strano sentimento di tristezza e di sconforto che ho sentito non appena informata della sua morte, sono bastati a farmi capire che questa bravura e questa intelligenza scavalcano di gran lunga l'antipatia.


Esempi a dimostrazione ce ne sarebbero davvero tanti nella sua folta filmografia, ma Il dubbio -che ancora mi mancava- riesce non solo a portare a galla tutto il suo talento, ma anche a far eclissare, per una volta, una Meryl Streep ugualmente in forma che qui con i suoi urli e la sua testardaggine non ha la stessa forza emotiva del silenzio e dell'angoscia di Hoffman.
La sfida fra i due attori è comunque a livelli altissimi, resi ancora più solidi da una sceneggiatura derivata dall'omonimo dramma teatrale, premio Pulitzer nel 2005, e portato sul grande schermo dal suo stesso autore John Patrick Shanley.
Le parole, taglienti, così come la trama stessa, avvincono i due attori in un clima austero e freddo, facendo dei loro personaggi dei caratteri sfaccettati e complessi difficili da incasellare.
Come il titolo stesso dice, il dubbio aleggia su ognuno di loro.
Sorella Aloysius Beauvier e Padre Brendan Flynn sono infatti all'opposto, sia per come si approcciano agli altri -in modo gioviale e diretto lui, severo e inflessibile lei- sia per come intendono l'educazione: se il primo parla e comunica con i suoi ragazzi, lei li sorveglia, incute timore e li punisce in modo da renderli forti e da dare loro la disciplina necessaria in un modo che già nei primi anni '60 iniziava ad essere retrogrado.
Ma cos'è il dubbio di cui sopra? Noi pubblico inizialmente non possiamo che patteggiare per padre Flynn, per il suo metodo educativo e per il suo modo di rapportarsi con i ragazzi, capendoli e proteggendoli. Le accuse quindi di pedofilia appaiono come una vendetta o una ripicca per come esclude la Beauvier dalle sue decisioni e dai suoi rinnovamenti moderni, con lei che cerca scuse, che si appiglia a dettagli pur di avere ragione.
E se quella ragione invece la avesse? Se il dubbio che lei stessa per un momento ha, si insinuasse anche a noi, stravolgendo l'immagine buona di questo prete? In un niente, quindi, la Beauvier passerebbe nel giusto, e la sua ossessione diventerebbe l'unico baluardo di verità e di giustizia a cui appigliarsi.


Senza spoilerare oltre di una trama per quanto semplice ugualmente complessa, il film va visto appunto per gli attori coinvolti, per la loro bravura e per la loro intelligenza.
Oltre alla Streep e a Hoffman, c'è spazio pure per una timida Amy Adams, sempre simile alla connazionale Kidman, che qui calza a pennello come fragile e semplice sorella con la vocazione per l'insegnamento, e anche per una comparsata di Viola Davis, madre disperata e senza apparente coraggio.
I tre sono così i vertici di un triangolo dove le parole, la verità e i segreti si spostano man mano.
Come sarà anche per Osage County, la derivazione letteraria è particolarmente sentita, con la regia che per quanto perspicace e azzardata in qualche suo movimento preferisce nascondersi a favore di una sceneggiatura solida e di interpretazioni di alto livello.
Nonostante la caduta pietistica nel finale, Il dubbio ha sicuramente meritato quelle nomination agguantate -di cui nessuna però andata a segno- e merita di essere visto per ricordare un attore tanto bravo quanto intelligente, che strega la macchina da presa e cattura lo spettatore nella sua battaglia interiore, che qui, ancora una volta, si percepisce e si vede.


Per continuare a ricordare Philip Seymour Hoffman, passate anche da:

Il Bollalmanacco

White Russian

Viaggiando Meno

Non c'è Paragone

Cinquecento Film Insieme

Pensieri Cannibali

Montecristo

Director's Cult

50/50

Scrivenny 2.0

Combinazione Casuale

13 commenti:

  1. Non ho mai avuto il coraggio di vederlo, mi sa di film angosciantissimo, per quanto grande! :)

    RispondiElimina
  2. è un grande film, tratto da un ottimo lavoro teatrale (in Italia l'hanno messo in scena Stefano Accorsi e la Morlacchi)
    l'incertezza in cui si trova lo spettatore ricorda il Pirandello di COSI' E' SE VI PARE
    comunque, discutendone con i miei conoscenti, noto che ciascuno entra nel film con i suoi pregiudizi: chi detesta le suore trova che suor Aloisia è una stronza aggrappata al passato, chi diffida dei parroci A PRIORI conclude inevitabilmente che i sospetti su padre Flynn sono fondatissimi

    RispondiElimina
  3. Qui il titolo è fondamentale: il dubbio. Per tutta la durata il dubbio ci attanaglia e non ci lascerà mai. Un film per nulla leggero, ma resta da vedere per le grandi interpretazioni di Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman che giochicchiano a chi dei due è più bravo (come aveva fatto sempre Philip ma con Phoenix in "The Master").

    RispondiElimina
  4. Grande film, grandi protagonisti.

    RispondiElimina
  5. Devo recuperarlo questo, Era passato abbastanza in sordina nella mia mente.

    RispondiElimina
  6. Ammetto che questo film non l'ho ancora visto. Ma mi rifarò, grazie per avermelo ricordato.

    RispondiElimina
  7. Molto bello, ma quell'anno gli avevo preferito "Il nastro bianco", che ho trovato parecchio similare. Mi ricordo soprattutto le magnifiche interpretazioni di Hoffman e della Streep, davvero strepitose!

    RispondiElimina
  8. Per quanto interpretato alla grande, ricordo che mi lasciò abbastanza freddo, ai tempi della visione.
    Comunque, Hoffman ci mancherà.

    RispondiElimina
  9. Non l ho visto mi sembra un po sulla stessa linea di The Master, naturalmente con temi diversi...

    RispondiElimina
  10. film parecchio freddo e, come dici, un po' troppo letterario, e direi anche teatrale.
    però grandi attori, philip seymour e amy più della babbiona streep ahah :)

    RispondiElimina
  11. Ho perso l'inizio, ma che numeri di recitazione! Grande, ci mancherà!!!

    RispondiElimina
  12. Il finale è la cosa che più apprezzo.
    Sta tutto allo spettatore capire questo "Dubbio".
    Philip Seymour Hoffman è un grande che ricorderemo sempre

    RispondiElimina
  13. Ben fatto! omaggio doveroso e meritato...

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...