Dai cortometraggi di finzione, passiamo a quelli di animazione, ovvero i miei preferiti da cercare e vedere:
Retirement Plan
su Disney+
La bellezza di un corto fatto di una voce narrante che anticipa, corregge e descrive i sogni di pensionamento di un uomo.
L'umorismo, ma anche la commozione, è data da queste piccole correzioni con l'animazione semplice e lineare a farne un piccolo racconto con dentro gioie, dolori e rimpianti di quando ormai l'età è avanzata.
Senza esagerare, senza chissà quale manifesto, vince la semplicità.
The Three Sisters
su Youtube
Tre sorelle, tre case, un'isola deserta.
E il bisogno di rifarsi dalla sfortuna e guadagnare del denaro affittando una delle loro case, con l'arrivo di un aitante marinaio che farà perdere la testa, e il senso, a tutte e tre.
Nella sua essenzialità, tanto grafica come di racconto, senza bisogno di parole ma solo di musiche di sfondo, Konstantin Bronzit realizza un corto divertente e furbo, magari un filo prevedibile, ma che funziona.
Forevergreen
su Youtube
Quota ambientalista degli Oscar, con un corto dall'animazione un filo troppo geometrica per convincermi e una storia un filo ruffiana.
Quella di un albero maestoso che salva e che cresce un orso curioso, e quella di un orso curioso fin troppo che lo sfida e lo abbandona per vedere quel mondo più succulento lasciato dagli uomini.
Vero che è semplice, vero che le lacrime affiorano anche quando così chiamate, ma convince in parte, come una favola troppo buona e troppo verde per essere vera.
Papillon
su Youtube
Quota politica degli Oscar, che va a raccontare la storia vera di Alfred Nakache, campione olimpico di stile a farfalla, vittorioso proprio davanti a Hitler e poi imprigionato in quanto ebreo con la sua famiglia nei campi di concentramento.
Una storia che pur raccontando il vero ripete lo stile di altri racconti simili, e pur facendo indignare, pur rattristando, con quello stile di disegno a mano e artistico, non convince.
La jeune fille qui pleurait des perles
su Youtube
Siamo nel mondo della plastilina e della stop-motion, e dovrebbe essere il mio preferito.
Ma è una plastilina che fa un po' paura, pur essendo la storia raccontata solo piena di povertà e di miseria.
Quella dei bassifondi, degli orfani che cercano conforto spiando le famiglia degli altri, delle figlie vessate che piangono perle.
Perle da vendere e barattare, perle per cui indebitarsi, perle da continuare a volere, però, nonostante la tristezza da infliggere.
La morale la si spiega pure, ma manca il centro in personaggi che hanno fattezze spaventose e squallide, in un racconto che beffa tutti, senza lasciare molto.





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