11 marzo 2016

The Wolfpack

E' già Ieri. -2015-

Non una stanza, ma un appartamento.
Non 5 anni, ma praticamente una vita intera.
Una vita chiusa dentro un appartamento, a poter solo immaginare come fosse la vita lì fuori, una vita da condividere tra -tanti- fratelli, assieme a una madre che è anche insegnante, assieme ad un padre che detta le regole.
Diverso da Room, ma per molti versi simile a Room, il documentario The Wolfpack ci porta alla scoperta della particolare famiglia Angulo, composta da ben 6 fratelli più una sorella, che risiede in un appartamento non certo benestante nel non così benestante quartiere di Lower East Side, a Manhattan.
Quel padre-padrone, di origine inca peruviana, devoto alla religione Hare Krishna, per le sue credenze e convinzioni, tagliò di netto i ponti con il resto della società, credendosi onnipotente probabilmente anche a causa della quantità di alcool assunta, chiudendo la sua famiglia in quelle mura, mettendo di volta in volta i figli in una determinata stanza che potevano lasciare solo su suo ordine.


Le uscite nel mondo vero? A volte 8, a volte 6 all'anno, a volte mai.
L'unico modo che hanno questi fratelli per distrarsi, per conoscere quanto c'è là fuori, sono i film. Decine di film, centinaia di film, che vanno dai grandi classici a Tarantino. E quando anche le visioni annoiano, loro prendono nota di tutta la sceneggiatura, mettendo in funzione la loro creatività, e facendo rivivere quei film all'interno del loro appartamento.
Pistole di scena di cartone, costumi di Batman fatti con tappetini, tutto prende forma, con tanto di top 30 perfettamente stilate sui propri gusti (al primo posto Il Padrino parte I e II) e film migliore da interpretare, Pulp Fiction, che ha ruoli per tutti loro.
Il cinema, quindi, li ha salvati.
Letteralmente.
Almeno finchè la maturità non è arrivata, finchè quelle decisioni di un padre-padrone non sono state messe in discussione, e la porta della libertà è stata presa, poco a poco, quel mondo lo si è imparato a conoscere.


Ed è qui, nel mondo, che la storia dei fratelli Angulo è potuta arrivare a noi, notati per strada dalla regista Crystal Moselle per il loro stile particolare, per quell'assomigliarsi, tutti con quei capelli lunghi, mai tagliati, perchè gli Hare Krishna credono nella crescita. Ed è così che ha deciso di conoscerli, di seguirli, di raccontarli, aiutandoli così ad entrare nella vita vera.
Probabilmente per rispettare la privacy di una famiglia e di fatti che potrebbero comprometterla, si sente che parte della verità in questo documentario non viene raccontata, e così anche la struttura ne perde, con filmini di repertorio, messe in scena e interviste che si mescolano.
Probabilmente, aspettare qualche anno per fare chiarezza sarebbe stata la mossa più giusta, ma quando si ha una storia così folle, così originale, quando il cinema stesso diventa più di un semplice mezzo per evadere, quella storia la si vuole raccontare subito, e così The Wolfpack diventa un documentario particolare, su una particolare famiglia, di cui vorremmo sapere di più.



Regia Crystal Moselle
Musiche Danny Bensi, Saunder Jurriaans,
Aska Matsumiya
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