23 dicembre 2012

In Central Perk Award #3

Dopo aver parlato di cinema, parliamo ora del piccolo schermo. Ammetto di non aver seguito molte nuove serie TV visto che dovevo recuperare e tenere il passo con tutto le altre che già seguivo, in ogni caso ecco i miei (insindacabili) giudizi:

#16 Alcatraz (stagione 1)

La nuova opera di J.J. "Lost" Abrams delude, eccome. L'idea intrigante dei misteri che attorniano la prigione di stato Alcatraz sembra interessante sulla carta ma non entusiasma quanto si spera. Episodi costruiti con singoli casi e un fil rouge lasciato spesso indietro nella trama la relegano all'ultimo posto. Spiace per Jorge "Dude" Garcia.




#15 666 Park Avenue (stagione 1)

Iniziata bene ha poi finito per essere una ripetizione di sé, con lo stesso palazzo malefico che viene a noia visti i numerosi inquilini su cui ci si sofferma nel corso degli episodi. La presenza del diabolico Terry "Locke" O'Quinn e della bella Rachael Taylor non basta a salvarla, e infatti è già stata cancellata dal palinsesto americano. Si attendono gli episodi finali che forse, ma forse, riusciranno a risollevare la serie.



#14 Misfits (stagione 4)

Una stagione da dimenticare quella del telefilm culto made in UK. Persi i preziosi pezzi del cast uno dopo l'altro, non convincono i nuovi arrivati né le trame degli episodi a cui manca del vero mordente. Si salva Rudy, polically scorrect e dirompente come pochi!



#13 The big C (stagione 3)

Non convince troppo nemmeno il terzo capitolo sull'odissea di Cathy e il cancro. Dopo le commoventi e esilaranti prime due stagioni, questa perde infatti di spirito e si lascia andare a troppe diramazioni un po' inutili. Cathy però è sempre Cathy, e ora è attesa per gli ultimi 4 episodi che chiuderanno il cerchio.



#12 Dexter (stagione 7)

Arrivati alla settima stagione si inizia a sentire il tempo che passa. Dexter è cambiato ma a quanto pare Miami continua a pullulare di serial killer. Troppe le storie raccontate in quest'unica stagione, che nonostante l'arrivo del vero amore e il cambio di registro che impone la scoperta del segreto da parte di Deb, convince meno di tante altre. Nota positiva: con tutti gli ingredienti spalmati in 12 episodi, si prospetta una stagione finale, la prossima, accattivante. Speriamo bene!



#11 Fringe (stagione 5)

Mancano solo 3 episodi al gran finale e le cose sono ancora abbastanza complicate. Ambientato nel 2036, la quinta stagione di uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni perde in pathos (la stessa storia d'amore tra Peter e Olivia è spesso in secondo piano) ed efficacia narrativa (l'espediente dei VHS annoia dopo un po') ma riesce comunque a stupire e appassionare.



#10 The Killing (stagione 2)

La coppia Linden e Stephen Holder (yo!) risolve finalmente il caso della piccola Larsen. Il finale amaro e poetico lascia scendere più di una lacrima e risolleva l'umore dopo i mille sospettati indagati per l'omicidio. Ora che è confermata una terza stagione ci si chiede se si riuscirà a trovare un caso all'altezza di questo.



#9 Boardwalk Empire (stagione 3)

La serie nonostante la lentezza di alcuni episodi e la mancanza di un pezzo fondamentale come Michael Pitt (che si fa sentire, eccome) riesce a conquistare costruendo una trama decisamente interessante. Da una parte la caduta morale e affettiva di Nucky, dall'altra l'ascesa di un cattivo davvero pericoloso come Gyp Rosetti. Cast come sempre superbo, finale di stagione non con il botto ma comunque bellissimo.



#8 Downton Abbey (stagione 3)

La guerra è finita, a Downton torna la pace? Non proprio. Una delle serie british più apprezzate degli ultimi anni continua ad appassionare con gli amori contrastati e l'arrivo della modernità. Questa terza stagione, nonostante un finale non proprio tra i migliori, ha però al suo interno uno degli episodi più tristi e strazianti di sempre, preparate i fazzoletti.



#7 Games of Thrones (stagione 2)

L'epopea del Regno d'inverno continua a tenere con il fiato sospeso e a creare ambientazioni e trame da sogno, anche la mancanza di Eddard Stark è ben sostituita. I non amanti del fantasy dovrebbero dargli un'opportunità perché anche solo la sua fattura ve la farà amare.



#6 American Horror Story Asylum (stagione 2)

Dopo l'exploit dello scorso anno e la paura di come portare avanti una stagione in sé conclusa, Ryan Murphy e Brad Falchuk hanno deciso di reinventarsi. Ambientato in un manicomio degli anni '60 American Horror Story guadagna in spaventi provocati anche se spesso i cliché utilizzati fanno sorridere. Solo nei primi episodi però, poi preparatevi a saltare dal divano.



#5 C'era una volta (stagione 2)

La magia è tornata ma a Storybrooke ci sono parecchie cose da sistemare. Continua ad appassionare la serie TV che mescola sapientemente tutti i protagonisti delle fiabe in una grande avventura! L'arrivo di Capitan Uncino e della malefica Cora la rendono ancora più interessante e mai ripetitiva.



#4 The walking dead (stagione 3)

Dopo la poco entusiasmante seconda stagione (troppo, davvero troppo, filosofica), l'azione è tornata anche nel regno degli zombie. L'ingresso di un nuovo cattivo, vivo e vegeto, convince e rende ancora più precaria la situazione di Rick e gli altri, sempre meno "umani" nelle loro scelte.



#3 Spartacus Vengeance (Stagione 2)

La mancanza di Andy Whitfield si fa tristemente sentire ma la sceneggiatura fa decollare questa seconda stagione. Scene splendide, intrighi magistrali e battaglie iperviolente e ipersanguinolente preparano ad un finale epico! Indimenticabile l'episodio numero 5!



#2 Girls (Stagione 1)

Geniale, indie e decisamente divertente. La serie creata, scritta e diretta da Lena Dunham è un perfetto mix di complicazioni amorose e aspirazioni lavorative. Ambientata in una New York molto più reale di quella di Gossip Girl, crea dipendenza, attenzione!



#1 Homeland (Stagione 2)

Dopo aver stupito con la prima stagione, con la seconda si supera. Carrie e Brody sono i personaggi dell'anno, il loro amore contrastato tra doppi e tripli giochi, con la paura di un attacco terroristico imminente, tiene con il fiato sospeso. Il finale è uno dei migliori di sempre. Mai primo posto fu più meritato.

22 dicembre 2012

In Central Perk Award #2


Secondo appuntamento per svelare infine i migliori film di questo 2012 secondo la sottoscritta! Ma prima... diamo un'occhiata anche ai peggiori :)

Peggior film

3. To Rome with love - Woody Allen

Woody questa volta non si può perdonare, il passo falso fatto in Italia è veramente tra i peggiori della sua filmografia e dei film usciti in sala quest'anno. Episodi inutili e senza nervo che fanno eclissare la magia che era riuscito a creare con Midnight in Paris, il peccato peggiore.




2. Cosmopolis - David Cronenberg

Volevo abbandonare la sala. Noia, prolissità e un Robert Pattinson fin troppo monocorde. Quei minuti finali in cui la trama e il ritmo si risollevano gli negano la palma d'oro dei peggiori, quando si chiama fortuna, eh?




1. Magic Mike - Steven Soderbergh

Patinato, mal recitato, mal scritto. Le donnine urlanti non salvano il campione d'incassi di Soderbergh, si potrà leggerci la redenzione o il malessere di una società, per me è stata solo un'esibizione neanche troppo bella di muscoli.





Miglior film

MENZIONE SPECIALE: Moonrise Kingdom - Wes Anderson

Dolce, poetico e perfetto. La favola moderna di Anderson si aggiudica questa menzione speciale solo perché meno d'effetto e meno "potente" delle altre ma è comunque capace di scaldare il cuore!



3. Argo - Ben Affleck

Il mascellone Ben si conferma non solo ottima regista ma anche ottimo interprete. Confeziona così un film solido e lineare, che ci immerge negli anni '70 e in una storia vera che non poteva non diventare un film!


2. Hunger/Shame - Steve McQueen

Steve McQueen quest'anno ha saputo stupire e farsi un nome. I suoi due film shock usciti in Italia sono delle vere e proprie opere d'arte, d'impatto, forti e veritieri come pochi. 




1. Amour - Michael Haneke

Haneke colpisce ancora e il suo film, drammaticamente reale, riesce a fare proprio della quotidianità un'opera unica e indiscutibilmente potente. Un film che non smette di pulsarti dentro, tra paure e commozione, anche a luci accese. E come funziona anche per Cannes, essendo il miglior film di quest'anno, ciò significa anche premiare gli strepitosi Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva.





In Central Perk Award #1

Alla fine dell'anno, si sa, è tempo di bilanci. Ecco quindi che anche In Central Perk assegna i suoi premi. Questa prima parte ha diverse categoria, secondarie e non, e svela i migliori attori e attrici (secondo me). 

Nota Bene: i film candidati sono quelli che ho visto, quindi se anche altrove primeggiano Take Shelter, Holy Motors, Killer Joe o Ruby Sparks, io ancora non ho potuto vederli (me tapina!) causa mancanza di programmazione in zona.

Miglior colonna sonora
1. Moonrise Kingdom - Wes Anderson
2. Tutti i santi giorni - Paolo Virzì
+ Miglior canzone
Skyfall - Adele

La scelta non è stata difficile, sono stati pochi i film che quest'anno mi hanno colpito grazie alla musica che li accompagnava. Se su Wes Anderson si poteva scommettere - visto il suo amore per la musica vintage e indie- la scoperta di Thony da parte di Virzì è una splendida sorpresa! 
Non c'è storia invece per Adele, la canzone che accompagna 007 che ancora gira e rigira per la mente di molti.




Miglior fotografia
1. Moonrise Kingdom - Wes Anderson
2. W./E. - Madonna

No way. Anderson e la sua simmetria perfetta regnano incontrastati in questa categoria! 
Madonna ha però saputo sorprendere... per alcuni troppo fredda, per altri poco competente e con un gran ghost director dietro, a me non è affatto dispiaciuta la sua seconda prova alla regia.





Miglior film di esordio
Chronicle - Josh Trank

Ricorda un po' Misfits anche se i dialoghi sono del tutto diversi. Il piccolo film sui giovani con superpoteri che non  fanno i superoei è stato un ottimo esordio per Josh Trank che ha conquistato il pubblico. La sceneggiatura a firma Max Landis fa sperare ad un proseguimento altrettanto all'altezza.




Miglior film di animazione
1. La luna - Pixar

I film di animazione non hanno brillato, perfino la Pixar ha deluso un po' con la sua Ribelle. Fortunatamente il cortometraggio che la precedeva era MERAVIGLIOSO, ci sono ottime speranze anche per la Disney che con il suo Ralph Spaccatutto promette bene, purtroppo però la visione sarà solo domenica.... 




Miglior film di genere
1. Skyfall - Sam Mendes
2. Hunger Games - Gary Ross

Due generi diversi ma comunque a parte rispetto almeno ai film che solitamente vedo. Lo 007 d'autore di quest'anno ha saputo stregarmi, ottima regia, ottima storia, ottima interpretazione (e ottima canzone). Lo stesso vale per Hunger Games, la trilogia distante anni luce dall'adolescenziale Twilight.



Miglior film italiano
1. Tutti i santi giorni - Paolo Virzì
2. Diaz-Don't clean up this blood - Daniele Vicari
3. Reality - Matteo Garrone

L'Italia quest'anno ha brillato meno del previsto. Troppe le commedie prodotte senza criterio, tra queste si salva però quella di Virzì, un ritratto reale dei trentenni di oggi che emoziona come solo le piccole storie sanno fare! Seguono il pugno allo stomaco che non si può e non si deve dimenticare sui fatti del G8 di Genova e la favola moderna di Garrone portata a Cannes.




Miglior attore
1. Michael Fassbender - Hunger/Shame
2. Mads Mikkelsen - Il sospetto
3. Ben Affleck - Argo

Il film sarà anche datato 2009, ma l'interpretazione di Fassbender colpisce così tanto che si merita comunque il primo posto (e poi lo scorso anno non ho avuto il tempo di premiarlo come si deve per la sua messa a nudo in Shame). Fassbender non solo ha dato un'ottima prova di sé in Hunger entrando nei magri panni del dissidente Bobby Sands, ma anche saputo mettersi a nudo come pochi in Shame. Scandali a parte, la sua interpretazione sorprende, eccome!, e gli permette di farsi perdonare la successiva scelta di Prometheus. A Mads Mikkelsen il secondo posto per la sua fredda e sofferta recitazione di un sospettato impotente mentre a Ben Affleck il terzo perchè ha saputo reinventarsi benissimo come regista e come interprete di uno dei film migliori di quest'anno. Bravi!



Miglior attrice
1. Tilda Swinton - ... e ora parliamo di Kevin
2. Jennifer Lawrence - Hunger Games
3. Marion Cotillard - Un sapore di ruggine e ossa

La signora Tilda Swinton per quanto mi sia sempre stata un po' antipatica -troppo algida, troppo perfettina- non ha rivali quest'anno. Disperata, depressa, affranta, ti entra dentro, come il film. Più giovane e più combattiva l'attrice al secondo posto. Jennifer ha la strada spianata davanti a sé e dopo avermi convinto con Un gelido inverno, si è dimostrata all'altezza delle aspettative con il primo capitolo di questa trilogia. La francesina Marion oltre ad aver partecipato all'ultimo Batman di Nolan (con una scena di morte un po' ridicola...) ha colpito per la sua interpretazione forte e reale in Un sapore di ruggine e ossa.



21 dicembre 2012

Cassata Siciliana

Il Fabbricatorte.

Cosa non si fa per amore! Non è un dolce tipicamente natalizio né tipicamente leggero ma il compleanno del mio giovine cade a dicembre e se in Sicilia si è innamorato della cassata lo si deve accontentare. Nonostante racchiuda tutte le cose che detesto nei dessert (marzapane-glassa-canditi-ricotta) e la lavorazione sia piuttosto macchinosa, ecco la ricetta:

INGREDIENTI


Per il pan di spagna:
75g Farina
75g Fecola di patate
Sale
5 Uova
1 bustina di vanillina
150g Zucchero

Per la glassa:
175g di zucchero a velo
1 cucchiaio di succo di limone
1 albume

Per il ripieno:
250g di ricotta (meglio di pecora)
50g di canditi misti
50g di scaglie di cioccolato fondente
40g di zucchero a velo

Per la pasta reale:
250g di farina di mandorle (o di mandorle sbucciate da poi tritare)
150g di acqua
250g di zucchero

PROCEDIMENTO:
1. Iniziare preparando il pan di spagna unendo in una terrina uova, zucchero e farina. Il segreto per avere un buon pan di spagna sta nel mescolare bene e a lungo l'impasto, il consiglio è quindi quello di usare delle fruste elettriche per almeno 15 minuti. Una volta pronto, mettere in forno per 30 minuti a 150°.

2. Nel frattempo passare alla preparazione del ripieno che si ottiene semplicemente setacciando con un passino la ricotta e aggiungendoci i canditi, il cioccolato a scaglie (a scelta) e lo zucchero a velo. Amalgamato il tutto lasciare riposare in frigorifero coperto da pellicola per anche una giornata (io, sapendo che il dolce sarebbe stato mangiato il giorno dopo l'ho tenuto in frigo solo fino al momento dell'assembramento).

3. La terza fase consiste nel preparare la pasta reale. Si può tranquillamente trovare pronta nei supermercati ma chi si vuole arrischiare e provare a farla (come malauguratamente ho fatto io) ecco come fare. In un pentolino  portare ad ebollizione l'acqua e lo zucchero per 10 minuti, fino a farli filare. Spegnere il fuoco ed unire la farina di mandorle e il colorante verde (o la pasta di pistacchi se riuscite a trovarla). Una volta mescolato il tutto versare su un piano di marmo freddo e lasciare intiepidire. Raffreddata, lavoratela ancora e stendetela bene.

4. Prendendo una tortiera dai bordi alti iniziare mettendo come base un disco di pan di spagna (che avrete precedentemente tagliato in due parti) per bagnarlo poi con del maraschino. Foderate poi i bordi della tortiera alternando un rettangolo di pan di spagna ad uno di pasta reale, finita quest'operazione versare il ripieno di ricotta in modo uniforme cercando di dare la classica forma a montagnola (o a zinna). Ricoprire il tutto con la pasta reale e poi con la glassa (che si ottiene semplicemente mescolando assieme albumi e zucchero a velo) che conferisce lucidità. Decorare a piacere e... Buon Appetito!



 (mi scuso con i siciliani doc per le modifiche apportate)

20 dicembre 2012

A Che Ora è la Fine del Mondo?

Che giorno è domani? Ormai se ne parla ovunque, e allora perché non parlarne anche qui. Se i Maya hanno profetizzato la fine del nostro pianeta, c'è chi lo aveva previsto anni or sono e trasposto la sua idea in film. Quali sono quelli più memorabili, nel bene e nel male? Eccoli:


#5 The day after tomorrow
Sarà anche ricco di cliché, ma per una visione collettiva tra popcorn, chiacchiere e divano non è poi così male. Tra ghiaccio e tragedie, il lungo cammino per salvare il figlio Jake Gyllenhaal di Dennis Quaid fa parte dei disaster movie dell'ultimo periodo e apre ad un finale tutto sommato interessante.

#4 Il pianeta delle scimmie
Scimmie che colonizzano il nostro pianeta, mettendo l'umanità in schiavitù. Il mondo non si distrugge ma i suoi abitanti sì. Una pietra miliare del cinema (con un remake discutibile firmato da Tim Burton nel 2001) con un finale che da solo vale la visione.

#3 Armaggedon
Uno dei polpettoni più polpettoni che gli americani (e Michael Bay) potevano pensare. La fine del pianeta arriva dallo spazio e sottoforma di un enorme asteroide. Come risolvere il problema? Chiamando dei veri esperti in trivellazione capitanati da un Bruce Willis arcigno e geloso della figlia, la sexy Liv Tyler, alle prese con i muscoli di Ben Affleck. A completare il cast Steve Buscemi Billy Bob Thorton e Owen Wilson. Tra romanticismo e divertimento, preparate i fazzoletti per il finale!

#2 Depp Impact
Un altro asteroide, un altro grande classico degli anni '90-2000. Tutti i tentativi per fermare la fine del mondo si incrociano con amori e difficoltà famigliari giusto per condire il tutto con un po' di lacrimucce vecchio stile. Tea Leoni, Vanessa Redgrave, Elija Wood, Robert Duvall e Morgan Freeman nel cast.

#1 Melancholia
Lars von Trier, scandali a parte, ridefinisce un genere. La fine del nostro pianeta diventa qualcosa di poeticamente sublime sorretto da una Kirsten Dunst splendida. Film non per tutti, certo, ma da vedere. Assolutamente. (La recensione)

Silenzio in Sala

Complici le vacanze imminenti, al cinema arrivano pellicole mooolto interessanti! I 2 soliti idioti? NO, proprio no, ecco cosa In Central Perk vi consiglia:

Ralph Spaccatutto
Il 52° film targato Disney ha tutte le premesse per interessare e continuare il filone positivo dopo la fusione con la Pixar. Come in Monsters & Co. veniamo catapultati in un universo parallelo, quello dei videogiochi. Qui Ralph, un personaggio secondario di Felix aggiustatutto, intraprenderà una spassosa avventura nella sala giochi che lo ospita. Il tutto ambientato nei mitici anni '80.





Ernest & Celestine
Presentato a Cannes, il cartoon fa dei suoi tratti poetici e teneri il marchio di fabbrica. La storia, quella di una topolina in fuga da una società opprimente che incontra un orso giocherellone e buono, conquista grandi e piccini. Sceneggiatura e dialoghi di Daniel Pennac.






La regola del silenzio
Robert Redforn è il protagonista di questo thriller preesentato a Venezia. Shia LeBeuf completa il cast per raccontare la fuga di un ex pacifista degli anni '70 la cui vera identità viene svelata. L'FBI e un giornalista gli danno lacaccia, la verità riuscirà ad essere dimostrata?





Vita di Pi
Acclamato in tutto il mondo, il nuovo film di Ang Lee pone l'accento sulla visionarietà e la bellezza delle immagini. La storia di un ragazzo che dopo un naufragio si ritrova a condividere una barca con una tigre affascina ma, personalmente, non convince.






Love is all you need
Convince poco anche la commedia sentimentale firmata Susan Bier. Dopo l'Oscar per Un mondo migliore la regista si prende una pausa per raccontare di un amore particolare. Al matrimonio di Pierce Brosnan e Trine Dyrholm la madre di lei e il padre di lui si innamorano. L'italia sullo sfondo.






19 dicembre 2012

Misfits - Quarta Stagione

Quando i film si fanno ad episodi.

La scorsa domenica, come si nota dagli ultimi post "seriali", è stata ricca di season finale. Dopo quello così così di Dexter e quello magnifico di Homeland, ne arriva uno che proprio non può essere promosso.
Si tratta di Misfits, un tempo telefilm di culto e di tendenza, che rimescolava tutti gli stereotipi dei supereroi calandoli nei sobborghi popolari dell'Inghilterra. Un tempo, sì, perché se già la terza stagione aveva risentito della mancanza di Nathan (che ancora si fa sentire, sob!) ma era riuscita a sorreggersi grazie ad una trama intrigante e ad un finale strappalacrime, con questa quarta stagione sembra si sia toccato il fondo. Certo, i dialoghi sono comici e ironici come pochi, infarciti di quel gergo UK insostituibile, Rudy, chiamato proprio a sostituire Nathan, è un idolo indiscusso che da solo potrebbe portare avanti episodi ed episodi e i nuovi personaggi non sono così male. A rimpiazzare gli amati Simon, Kelly e Alisha ci sono invece Finn, dal secco accento irlandese, insicuro e con una cotta per Jess, ragazza dura ma fragile. Si inseriscono poi Alex, barista sexy da un piccante segreto, e Abbey, smemorata e alla ricerca di sé.
Ma. Questo ma è grosso come una casa perché in 8 episodi ci si trova davanti ad una miriade di storie mai approfondite come si deve e che pretendono invece di "entrarci dentro". La morte (scusate lo spoiler) di Curtis dovrebbe meritare più spazio vista la sua presenza dal primo episodio (anche se già con la terza stagione il suo personaggio aveva perso mordente), l'inserimento a metà della storia di Abbey e di Alex "the barman" per quanto smuovano un po' le acque non danno la spinta necessaria e la saga famigliare di Finn viene presto dimenticata. Per finire, il ruolo del sorvegliante è superfluo e mal utilizzato (tranne nella scena del karaoke dove si respira la buona aria di una volta) mentre Nadine che tanto dovrebbe commuoverci nel finale, non può essere apprezzata come si deve vista la sua comparsa solo negli ultimi episodi e il suo approfondimento solo in quello finale. Insomma, sembra davvero che gli autori si siano lasciati sfuggire le cose un po' troppo di mano, perfino la storia dei superpoteri sembra non interessare più nessuno e gli stessi protagonisti li usano più che raramente e la musica ha meno spazio e meno stile.
La notizia di un probabile film che riunisca tutti i protagonisti di questa serie TV un tempo rivoluzionaria, lenisce la ferita. Per il momento, il fatto che la quinta stagione sia già confermata fa un po' paura.


18 dicembre 2012

Homeland - Seconda Stagione

Quando i film si fanno ad episodi.

A volte è possibile, a volte una serie TV può superare se stessa e regalare una seconda stagione ancora più bella della precedente.
Homeland è tra le poche a riuscirci, e dopo la scorpacciata di Emmy di quest'anno non ci sono dubbi che anche al prossimo non se ne farà scappare.
La potenza di questa stagione conferma infatti la bravura del suo cast, con una Claire Danes ancora più combattiva ed instabile e un Damian Lewis ambiguo e tormentato. Li avevamo lasciati lei in cura per cercare di arginare il suo bipolarismo, lui fedele ad Abu Nazir e ormai assassino spietato. Li ritroviamo in continua lotta con se stessi, divisi tra la fedeltà ai propri principi e l'amore passionale che li coinvolge, tra ambizioni lavorative e politiche e la famiglia sempre più a pezzi.
Questa seconda stagione mette il piede sull'acceleratore sui temi già trattati nella precedente, portando ancora più azione e più adrenalina ad una trama dove non mancano i colpi di scena. Unica nota dolente, la storia parallela di Dana, la figlia di Brody, un po' irritante, un po' irrilevante. Tornando ai protagonisti, per Carrie non sarà facile riuscire a tornare a lavorare alla CIA dopo che la sua malattia è venuta allo scoperto, ma ancora una volta la sua intelligenza e le sue capacità la fanno brillare riuscendo a conquistare la fiducia di Saul e in parte del capo Estes. Da un'operazione che la riporta in Iraq, parte un doppio gioco che si evolve poi in triplo, con Brody al centro di esso. Fermare il terrorista Abu Nazir e i suoi seguaci non sarà facile, e proprio quando tutto sembrava sistemato, dopo che un tesissimo penultimo episodio aveva fatto sobbalzare lo spettatore sulla propria poltrona, l'ultimo episodio, partito in sordina, esplode letteralmente portando a delle conseguenze che solo una terza stagione (fortunatamente già confermata) saprà mostrarci.
La forza di questa serie TV sta qui infatti. Oltre ad un cast eccellente e ad una regia sapiente (basti vedere qualche inquadratura monumentale del 2x12), ogni singolo episodio è costruito proprio come un film, con un inizio tranquillo che si sviluppa poi in modo imprevedibile ma perfetto per sorprenderti.
Sarà dura ora aspettare un altro anno per sapere cosa ne sarà di Carrie, ma soprattutto di Brody. Le scommesse sono aperte: potrà la prossima stagione superare le precedenti? Non c'è che da sperarlo!


17 dicembre 2012

Dexter - Settima Stagione

Quando i film si fanno ad episodi.

Ammettiamolo: Dexter ha ormai perso il suo mordente. 
Dopo sei stagioni altalenanti, in cui tra alti (la prima e la seconda più la quarta stagione) e bassi (senza dubbio la terza e la sesta) il perito ematologo più famoso della TV sente lo scorrere del tempo e le scelte non propriamente sagge dei suoi autori. L'ultima stagione non aveva brillato poi molto, ma era riuscita a salvarsi con un finale al cardiopalma che rimetteva tutto in discussione. Partire da uno stravolgimento simile non deve essere stato facile, perché i rapporti tra Dexter e la sorella Deb (che, ricordiamolo, si è innamorata di lui) cambiano profondamente. Il passeggero oscuro viene allo scoperto, e con questa premessa si poteva costruire in modo più equilibrato una stagione-traino a quella finale. Ma un tale shock nella vita dei Morgan sembra non bastare, così i 12 episodi si popolano di serial killer efferati che prediligono Miami come luogo di azione (motivo per cui eviterei di andarci in vacanza, a questo punto...), coinvolgendo Dexter e il suo codice in più avventure e dubbi morali. Da una parte abbiamo, infatti, la mafia ucraina con il loro capo Isaak pronto a tutto pur di vendicare un suo socio ucciso, dall'altra abbiamo la bellissima e ambigua Hannah McKay, che entra in sordina ma che dà nuova vita alla stagione e al killer stesso. Le loro anime oscure si attraggono infatti, portando finalmente il vero amore nella vita di entrambi e dando vita a risvolti per quanto assurdi, romantici. Ma la sottotrama decisamente più interessante e che farà da fil rouge anche nella prossima stagione è quella di LaGuerta, il tenente sempre più convinto che il compianto John Doakes non sia il macellaio di Bay Harbor e che questo sia quindi ancora a piede libero. Le indagini segrete che porterà avanti, ci trascineranno ad un finale meno d'impatto rispetto a quello dello scorso anno, ma che lascia aperte molte strade. Speriamo solo che gli autori imbocchino quella giusta dando vita ad una grande conclusione a una delle serie televisive più innovative e intriganti di sempre!