22 luglio 2015

5 to 7

E' già Ieri. -2015-

Lui è un giovane aspirante scrittore. La parola chiave è aspirante visto che finora ha collezionato nel suo povero appartamento di New York lettere e lettere di rifiuti, non demordendo però, e combattendo al blocco dello scrittore con passeggiate pomeridiane.
Lei è una donna francese di classe, che si fuma una sigaretta fuori da un hotel, consapevole della sua bellezza.
Quando lui, ammaliato, le si avvicina e le offre l'accendino, improvvisando una frase in quel francese che intuisce essere la sua lingua madre, qualcosa scatta, o forse è già scattato prima: un colpo di fulmine come pochi, che li vede flirtare, li vede darsi appuntamento allo stesso posto, alla stessa ora, per la settimana successiva.
C'è una cosa però che quel lui non sa: che lei è sposata, che è madre di due figli.
Tutto questo non è un ostacolo, almeno non per lei, il cui matrimonio è aperto, in cui amanti per entrambi le parti sono concessi, ma si devono seguire regole ligie, tra cui nessuna effusione in pubblico, nessun sgarro nell'orario: gli appuntamenti privati sono concessi solo dalle 5 alle 7 del pomeriggio.


Romantico di natura, monogamo pure, Brian ci metterà un po' a scendere a compromessi, a riuscire a dividere Arielle con il marito, decidendo che il gioco vale la candela, che quelle due ore passate insieme contano lo stesso, anche se così facendo deve passare sopra i suoi credi e a quelli dei genitori (Frank Langella e Glenn Close che regalano i momenti più divertenti).
Muovendosi tra le strade di New York, tra gallerie, spettacoli teatrali e ristoranti chic, o chiusi in una camera d'albergo, scontrando le loro diverse culture di americano medio e di francese chic, si arriva a quell'inevitabile punto, in cui no, lui non ce la fa più ad essere il secondo, ad essere relegato a due ore, in cui l'amore, da parte di entrambi cresce, coinvolgendo i figli, coinvolgendo pure il lavoro, e il momento di chiedere il conto arriva.


Il boy meets girl in questione è diverso dai classici boy meets girl, spesso in stile Sundance, spesso volti all'hipsterismo.
Qui si parla un linguaggio più maturo, sia di ceto sociale che del corpo, con un'eleganza che dai modi ai vestiti passa direttamente alla pellicola stessa.
Raffinata e di classe, 5 to 7 segue i suoi protagonisti nel loro conoscersi e scoprirsi, deviando a volte dal percorso, sottolineando quella cultura e quel fascino del francese che solo sulla carta (o su pellicola) dice di professare tranquillamente e quotidianamente questa relazione aperta.
Anton Yelchin aggiunge alla sua collezione di bellissime partner (Felicty Jones e Jennifer Lawrence, Alexandra Daddario e Ashley Greene) anche la sofisticata Bérénice Marlohe, creando con lei una chimica che profuma, che ammalia.
La storia romantica che intrecciano passa sopra ai cliché del genere e degli amanti, abbracciandoli in alcuni punti ma caratterizzandoli così tanto da renderli originali.
Non in secondo piano è però il tema letterario, con la carriera di Brian che a poco a poco svolta, che cresce grazie ad una musa d'eccezione che -cosa da non poco- gli apre anche le porte giuste.
Ma è la rivelazione finale quella che resta dentro, soprattutto ai lettori, in una verità, e in un amore, dal sapore dolceamaro che incanta così ancora di più.


5 commenti:

  1. Sai già. Davvero adorabile.
    E Bérénice Marlohe - non me ne vorrà Felicity, speriamo - è la più bella in assoluto delle partner di Yelchin.

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    1. Una classe che non eguaglia, ha ragione Yelchin a chiederle come fa, solo mettendo un abito ad essere così... fortunella e fortunello :)

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  2. Ne parlerò domani, in un post che verrà pubblicato tra le 5 e le 7...
    o magari anche prima. :)

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  3. J'aime les comédie très chic et romantique. Non so se l'ho scritto correttamente, ma rende l'idea, no? ;-)

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    1. La rende benissimo, e questa commedia è chic e romantique al punto giusto, bien sur!

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