9 settembre 2016

Venezia 73 - The Women Who Left (Ang Babaeng Humayo)


Film filippino.
226 minuti.
Bianco e nero.
Camera fissa e film che si compone di tanti quadri.
Sembrerebbe il mio incubo peggiore, e invece, a sorpresa, é un film che colpisce, che resta, che non fa addormentare.

Cosa già di per sé non da poco vista l'esperienza Planetarium.
Certo, qualche scena in quei quadri, sembra superflua, qualche altra fin troppo lunga, soprattutto ad uno sguardo non abituato ai tempi e ai respiri orientali. Ma non importa, The women who left ha dalla sua una storia, una protagonista, e la voglia di saperne di più.
Non si può archiviare il tutto sotto un film di vendetta, c'è molto di più nella vicenda di una donna che viene scarcerata dopo 30 anni di prigione per un omicidio non commesso e si mette alla ricerca di quell'ex fidanzato che l'ha incastrata.
Lei, che il mondo non lo conosce più, che si ritrova con una figlia ormai adulta, e un figlio disperso chissà dove, rientra in questo mondo a partire dagli ultimi. Venditori ambulanti, poveri delle baraccopoli, prostitute trans... Aiuterà loro, prima di aiutare se stessa, o forse proprio per aiutare se stessa, con un'umanità impensabile in un paese come le Filippine che in quel 1997 è devastato da rapimenti e omicidi.
In tutto questo, ci sono una poesia e una forza che non lasciano indifferenti, che si sentono e si cristallizzano in una sola scena, quella in cui due donne che di notte si camuffano, cantano alla ricerca di un Somewhere, un Sometimes dove essere felici.
Non nego che i 226 minuti si sentono tutti, soprattutto su una scomoda poltrona del cinema, soprattutto nella staticità di una macchina da presa che si muove solo una volta, nella ricera, tra la spiaggia, di quell'amica, di quella nuova figlia. Ma il film che Lav Diaz ci mette davanti, é di quelli potenti, che non solo per la sua durata, si fa esperienza.

4 commenti:

  1. A me sa comunque di mattonazzo incredibile! :)

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    1. Leggero non é, ma lo si segue senza problemi, senza troppa pesantezza.

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  2. Però trovare un cine che lo proietti integrale sarà dura.

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    1. Sarà quasi impossibile, anche perchè a differenza di un Nymphomaniac se proprio non si vuole impegnare la sala per 4 ore, non si presta ad essere diviso in due parti. Vedremo cosa deciderà la distribuzione.

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