#LaPromessa2026
Orfani di Stranger Things uniamoci!
Che la serie dei fratelli Duffer affondasse a piene mani in quel gioioso filone di film degli anni '80 con protagonisti ragazzini alle prese con esperienze più o meno fantascientifiche è cosa nota.
Da It a Et, gli omaggi non sono mancati e i riferimenti neppure, e per noi giovani adulti è stato come tornare bambini ammalati sotto le coperte a vedere le repliche di questi film che chissà perché ricordo di aver visto solo in queste condizioni.
Se War Games e La Storia Infinita erano i miei preferiti, con i codici da decifrare da una parte e la narrativa verso mondi fantastici l'altro, Explorers mi mancava.
La pulce me l'aveva messa il buon Cassidy che aveva fatto sussultare il cuore del giovine che il film ricordava vagamente di averlo visto e di averlo amato, ma anche il mio, all'idea di trovarmi due imberbi come Ethan Hawke e River Phoenix, al loro esordio davanti una macchina da presa.
Un cast di giovani promesse poi mantenute che è merito di Joe Dante, uno che con i film per ragazzini negli anni '80 andava forte e arrivava dal successo dei Gremlins, con la Paramount a volerne ancora, a voler sfruttare a più non posso l'onda dei film "ragazzini in bici che hanno avventure da adulti" e che approva in fretta una sceneggiatura che circola da anni passata pure per le mani di Wolfang Petersen, che si è visto rifiutare la richiesta di girarlo nella sua Germania.
La storia è piuttosto semplice: Ethan Hawke fa strani sogni di strani componenti come se qualcuno lo stesse chiamando dallo spazio, River è il suo amico nerd e bullizzato che ha le capacità di costruire quello strano chip che Ethan sogna e quando lo fa si trovano davanti un'invenzione capace di farli volare sopra la città, previa costruzione di una navicella ad hoc, raccattata nella discarica dell'amico Jason Presson, emarginato pure lui, che li osserva titubante, ma che si unisce all'impresa.
Che inizialmente prevede un semplice sorvolo sopra la cittadina giusto per scroccare la visione di un film al drive-in che ricorda vagamente Guerre Stellari anche nel titolo (Starkiller) e per far colpo/spiare la bella Lori, metti poi pii che riesci anche a vendicarti dei bulli che ti pestano quotidianamente, è quanto puoi essere felice?
Le cose, come prevedibile, sfuggono presto di mano con uno sceriffo sospettoso e un richiamo dallo spazio così intenso da portare i tre fuori orbita alla presenza di una navicella sinistra e di… alieni verdi e teledipendenti.
Insomma, un film piuttosto matto ma che ci tiene ad avere le sue basi scientifiche, che rispetta tutti i cliché tanto amati a Hawkins tra protagonisti non propriamente popolari, un'amicizia che batte la solitudine e genitori assenti che permettono fughe notturne.
Siamo dentro al genere fantasy per ragazzini che tanto piace negli anni '80 e alla Paramount lo sapevano bene tanto che si è deciso di battere il ferro finché era caldo e di buttare il film in sala senza che questo fosse propriamente montato. E scritto, pure, con Dante e Eric Luke chiamati a iniziare le riprese pensando "vabbè, la sceneggiatura la finiremo man mano". Ecco perché ci si ritrova con una lunga coda finale in cui due alieni molto assurdi non fanno altro che scimmiottare la TV americana di cui si cibano, tra parodie, imitazioni, e assurdità varie che sembrano non finire mai portando a un leggero mal di testa, se posso permettermi.
Il finale vero e proprio con il ritorno alla Terra e la conquista della bella è altrettanto frettoloso e sembra quasi l'inizio di una nuova avventura, di un altro capitolo, che però non c'è mai stato.
Explorers è stato un flop, uscito sfortunatamente il weekend successivo a Ritorno al Futuro non aveva le armi per fermare un film cult, ma cult è riuscito a diventarlo lentamente grazie a un cast cresciuto bene, grazie a un regista di culto e grazie soprattutto al circuito VHS e alle repliche televisive.
Peccato non essermi mai ammalata durante una sua messa in onda, la cotta per Ethan sarebbe potuta nascere qui.


River è stata la mia prima cotta,ma nel più famoso Stand by me, sono rimasta sconvolta quando ho scoperto che era il fratello di Joaquin, non si somigliano per nulla
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