5 novembre 2012

Downton Abbey - Stagione 3

Quando i film si fanno ad episodi.

Una terza stagione un po’ minore rispetto alle prime due ma che si mantiene comunque alta a livello estetico.
Lo sconvolgimento della guerra non lascia infatti acque tranquille dietro di sé, anzi, proprio le conseguenze che la guerra porta in un mondo aristocratico ormai alla deriva come quello di Downton sono al centro delle vicende di questo capitolo. Sullo scontro con la modernità si basa quindi questa stagione, uno scontro tra tradizionalisti a tutti i costi (da Robert fino a Carson) agli innovatori disposti anche a sacrifici utili per il rinnovamento (Matthew e Branson). Quello che viene a crearsi è un ambiente disposto ormai in un equilibrio precario, in cui ai piani alti come in quelli bassi le diatribe e i disaccordi sono all’ordine del giorno. A tenere le fila della trama sono innanzitutto tre storie che tra loro si intrecciano: il rapporto tra Branson e Sybil reso burrascoso e funestato dalla ribellione irlandese che li costringe a trovare ripara in famiglia, i tentativi di Robert di mantenere la proprietà dopo dei rovinosi investimenti e la vicenda giudiziaria di Bates. In mezzo la ricerca di un proprio ruolo da parte di Edith e quella di un figlio tra Matthew e Mary dopo il sontuoso matrimonio. Ma anche temi importanti sono trattati, come l’omosessualità (all’epoca ancora considerata fuori legge) e il disagio economico e non solo di reduci e vedove di guerra costrette a prostituirsi pur di sopravvivere, le schermaglie tra Lady Violet e Isobel su questo saranno come sempre pungenti e ironiche al punto giusto. Con il climax che si staglia come un fulmine a ciel sereno al quinto episodio, il più forte e commovente di tutta la serie con molta probabilità, gli ultimi tre lasciano smaltire la tristezza e la rabbia portando ad un finale lieto e felice ma non certo ad effetto come in passato si era riusciti a fare. Ora che però il vento del cambiamento ha bussato alle porte di Downton, non ci resta che aspettare il tradizionale episodio natalizio per vedere cos’altro spetta ai Crawley.


Biglietti, Prego!

Come prevedibile, 007 balza meritatamente in prima posizione. Il nuovo capitolo della saga dell’agente segreto sbaraglia la concorrenza e segna una gran vittoria in quanto ad incassi, in un solo weekend (per quanto lungo e favorevole dal punto di vista meteo) raccoglie ben 5.485.435 euro!! Nessun'altra nuova entrata in classifica da segnalare se non l’horror Silent Hill in nona posizione. Interessante vedere la resistenza di Bertolucci in settima mentre Le belve scivola subito al quinto posto e Nemo se ne esce mestamente dalla classifica. Ecco i dettagli:

1° 007 Skyfall
Inc. week-end: € 5.485.435
Inc. Totale € 6.149.426

2° Viva l’Italia
Inc. week-end: € 1.834.195
Inc. Totale € 3.655.583

3° I gladiatori di Roma
Inc. week-end: € 998.086
Inc. Totale € 2.915.447

4° L’era Glaciale 4 – Continenti alla deriva
Inc. week-end: € 789.304
Inc. Totale € 16.125.062

5° Le belve
Inc. week-end: € 768.289
Inc. Totale € 2.072.325

6° Ted
nc. week-end: € 570.035
Inc. Totale € 10.816.418

7° Io e Te
Inc. week-end: € 541.071
Inc. Totale € 1.302.776

8° The possession
Inc. week-end: € 489.282
Inc. Totale € 1.391.694

9° Silent Hill: Revelation 3D
Inc. week-end: € 489.282
Inc. Totale € 530.539

10° Il matrimonio che vorrei
Inc. week-end: € 378.095
Inc. Totale € 1.549.171

Fonte: Comingsoon.it

4 novembre 2012

Rumors Has It

Rettifiche e Conferme
Dopo la notizia della scorsa settimana su Vernon God little, Wernan Herzog torna nelle news per la sua futura collaborazione con Jude Law. L’attore sarà infatti nel cast di Queen of the Desert, film su Gertrude Bell che già vede coinvolti Naomi Watts e Robert Pattinson nei panni di Lawrence d’Arabia.
Sono forse stati decisi i protagonisti di Focus, la nuova commedia romantica scritta e diretta dagli autori di Crazy, stupid, love, John Requa e Glenn Ficarra. Scartati per impegni la coppia Ryan Gosling-Emma Stone, sembra proprio che a prenderne il posto siano gli insospettabili Ben Affleck-Kirsten Steward.
Francis Lawrence, invece, già al lavoro sul secondo capitolo della saga di Hunger Games è confermato anche per la terza e ultima parte (ovviamente divisa in due) delle avventure di Katnis!

Cast ancora aperti
Continua ad affollarsi la clientela del Grand Budapest Hotel di Wes Anderson! Ultimo nome da aggiungersi alla lunga lista è quello della giovane promettente Saorsie Ronan.
Berenice Marhohe dopo aver conquistato Bond in Skyfall si aggiunge invece allo stellare cast del film ancora senza titolo di Terrence Malick.

Grandi attese
Max Perkins: Editor of Genius promette già scintille! Il film biografico sull’editore che scoprì Hemingway e Fitzgerald vede coinvolti Colin Firth e Michael Fassbender mentre alla sceneggiatura c’è l’autore di Skyfall John Logan.
Trova finalmente finanziatori anche il progetto di Peter Landsman sull’assassinio del presidente Kennedy. Grazie a Tom Hanks che ha preso i diritti del film i nomi di Paul Giamatti, Billy Bob Thornton e Jacki Weaver sono già coinvolti!

Roma sta per arrivare
Fervono i preparativi per il Festival del cinema di Roma. Finalmente il direttore artistico Marco Müller ha annunciato i componenti della giuria internazionale che assegnerà i premi ai film in concorso.
Ad affiancare il Presidente di giuria Jeff Nichols saranno il regista Timur Bekmambetov (La leggenda del cacciatore di vampiri) l’attrice italiana Valentina Cervi, il critico cinematografico e direttore di festival statunitense Chris Fujiwara, l’attrice iraniana Leila Hatami, il regista australiano P.J. Hogan (Il matrimonio del mio migliore amico) e lo scrittore e regista argentino Edgardo Cozarinsky.

Fonte: Comingsoon.it

3 novembre 2012

Potiche

E' già Ieri. -2010-

La forza di un film originale come Potiche sta nel riuscire a coinvolgere nel suo racconto ogni fascia di pubblico.
Dalle donne felici per gli inni femministi che si respirano, agli uomini che sanno rivedere con ironia il loro ruolo; dai giovani che il passato lo vogliono conoscere, alle persone che giovani non lo sono più ma che ancora vogliono ricordare.
Certo, la commedia di François Ozon non ha avuto grossi riscontri di pubblico in Italia -nonostante fosse stato presentato proprio al Festival di Venezia- soprattutto per una scarsa pubblicità e per il poco spazio che si dà a dava ai film francesi nel 2010.
Ma chi si arrischia a vederlo ne resterà piacevolmente sorpreso!
Al di là dell'impianto chiaramente teatrale -il film è infatti tratto dalla pièce omonima di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy- e di una recitazione volutamente sopra le righe corredata da scenografie altrettanto retrò tipici di altri film del regista, la forza del film sta soprattutto nei suoi protagonisti.
Il cast si avvale infatti di uno statuario Gérarde Depardieu, di un buffo e stralunato Fabrice Luchini e della perfetta Catherine Deneuve che riesce, nonostante l'età e i ritocchi, a mantenere la sua bellezza e la sua bravura.
Il film è infatti costruito attorno alla sua figura, moglie 'bella statuina' di un padrone di fabbrica di ombrelli che apparteneva al padre, passa le sue giornate in casa, tra jogging e poesiole fino a chè non arriva il momento del riscatto.
La sua ascesa non sarà sicuramente priva di colpi di scena e di humor, e mostrerà quanto è labile la divisione dei ruoli che ci imponiamo.
Potiche non vuole però essere un inno femminista, né tantomeno una ricostruzione filologica di quell'anno di cambiamento che è stato il '77, ma vuole semplicemente coinvolgere il suo pubblico, renderlo partecipe e divertirlo e, credetemi, ci riesce alla perfezione!



2 novembre 2012

Girls

Quando i film si fanno a episodi.

Dimenticate la New York glitterata e festaiola di Gossip Girl, e dimenticate anche le ragazze alla moda e ricche di Gossip Girl. Qui si parla di ragazze laureate ma ancora in cerca della loro strada, intrappolate in problemi economici e amorosi ma con uno spirito decisamente intraprendente nell’affrontarli.
Le protagoniste sono quattro amiche così diverse tra loro ma anche così complementari: Hannah, aspirante scrittrice, pasticciona e un po’ in sovrappeso, innamorata di Adam, ragazzo dagli strani gusti sessuali che sembra non ricambiarla; Marnie, pragmatica e perfettina, lavoratrice e impegnata da 4 anni con Charlie, musicista, in una relazione che ora sembra giunta al capolinea; Jessa, sexy ammaliatrice, sicura di sé e bambinaia per necessità dopo aver girato il mondo; Shoshanna, insicura e vergine, un po’ sfigatella e alla ricerca del vero amore, o di un suo surrogato.
Insieme compongono un mondo che ha il sapore della verità, che racconta una generazione allo sbando e per questo attuale e naturale. La New York che ne esce è quella dei sobborghi, degli appartamenti condivisi, delle feste dove la droga gira libera, della musica indie, dei lavori precari e sottopagati con la provincia che per quanto economicamente più sicura diventa troppo piccola per le proprie aspirazioni.
La particolarità della serie è quella di essere stata scritta, ideata e in parte diretta proprio da una giovane così, da Lena Dunham che in Girls interpreta Hannah e che nel passato si è fatta le ossa con alcuni corti e web series e il film Tiny Forniture. Ecco perché ogni episodio presenta quel tocco unico della verità.
La prima serie composta da 10 episodi da 30 minuti l’uno è stata un piccolo successo (ora Mtv la sta trasmettendo) e per questo il canale HBO ha deciso di rinnovare per una seconda stagione.


1 novembre 2012

Un sapore di Ruggine e Ossa

Andiamo al Cinema.


Presentato all’ultimo Festival di Cannes, ero convinta che Marion Cotillard si sarebbe assolutamente presa la palma d’oro come miglior attrice. Interpretare una donna che deve affrontare la perdita di entrambe le gambe, la depressione e la rinascita in questa nuova situazione credevo sarebbe stata premiata dalla giuria. Al suo posto vinsero invece le protagoniste di Oltre le colline, film nelle sale da ieri assolutamente da vedere.
Ma perché quella statuetta non se l’è meritata Marion? Non credo ci sia nulla da dire nella sua recitazione in questo film. La sua Stéphanie riesce a comunicare tutta la disperazione e tutta la solitudine dopo il tragico fatto che la coinvolge. Il suo lavoro, la sua passione, addestrare orche, le porta via non solo le gambe, ma anche la dignità, la femminilità, la libertà. Rinascere non sarà così facile, anzi, solo un uomo come Alì, incurante delle apparenze e apparentemente privo di sentimenti profondi, può essere l’ancora di salvezza che arriva dal nulla. La sensibilità senza fini che li porta ad incontrarsi, un’amicizia, se così si può inizialmente definire, in cui non c’è posto per la pietà o per altri sentimentalismi sarà il motore che porterà Stéphanie alla rinascita, a riprendersi in mano la sua vita.
Il fatto è che non è lei la protagonista di questo film, Jacques Audiard decide infatti che la figura centrale sia quella scomoda e incongruente di Alì. Padre assente e spesso incurante, fratello inospitale e amante senza sentimenti. Diviso nella vita tra incontri saltuari con donne e incontri di lotta clandestina, sembra essere indifferente a tutto e a tutti, anche alla disabilità di Stephanie. Propria questa sua noncuranza colpirà lei, e la farà pian piano innamorare di lui. Ma come detto la loro non sarà una storia d’amore canonica, né tanto meno salvifica come in altre pellicole spesso succede. Lui insegnerà a lei ad amare ancora, a lasciarsi andare, ma l’amore, quello vero, stenterà ad affiorare. Forse solo un’altra tragedia, una che possa davvero toccarlo, riuscirà a svegliare Alì.
E propria questa tragedia, che arriva in modo pesante e fa sussultare il pubblico (possibile tutta questa sfortuna?) porterà a quel finale sperato e rimandato a lungo, ma non è un contentino questo, è un degno happy end di un film costruito come un percorso di rinascita e di redenzione. I molti episodi tragici del film sono spiegabili per la natura frammentaria da cui è tratto, Ruggine e ossa di Craig Davidson è infatti una raccolta di racconti da cui il regista Jacques Audiard ha tratto episodi qui e là per identificare meglio i suoi personaggi. E se la Cotillard è sempre splendida, anche quando la cinepresa si sofferma, sempre volutamente troppo, sulla sua menomazione, Matthias Schoenaerts non è da meno. Svogliato, animale, quasi primitivo nei suoi modi è assolutamente credibile. Insieme danno vita a due figure difficilmente dimenticabili, che compongono così un film che vuole scuotere, che non vuole far commuovere o far riflettere sulla disabilità ma che grazie alla libertà, alla naturalezza con cui affronta questi argomenti riesce a farlo ugualmente e in modo decisamente più efficace.

31 ottobre 2012

Silenzio in Sala

Visto il ponte che porta molti in vacanza, anche le sale si preparano per un lungo weekend di uscite iniziando anticipatamente da oggi. Ecco cosa non perdere:

Skyfall
Siamo arrivati all’episodio numero 23 della saga di James Bond e questo è il terzo con Daniel Craig nei panni dell’agente segreto. I motivi per vederlo? Sam Mendes alla regia (American Beauty, Revolutionary Road), Javier Bardem il cattivo e Adele a firmare la canzone colonna sonora.





Un’estate da giganti
Come in Stand by me, tre ragazzi partano zaino in spalla per vivere avventure nella vecchia casa di campagna del nonno appena defunto. Gli adulti che li circondano non sono in grado di comprenderli ma loro iniziano invece a crescere e maturare attraverso, ovviamente, la ribellione.





Oltre le colline
Due amiche divise dopo anni di orfanotrofio. Se la prima viene accolta in un convento, la seconda viene adottata ma da subito irrequieta scappa. Dopo anni di vagabondaggio torna per stare con l’amica ma il convento le è ostile e l’accusa di essere indemoniata. Da un fatto realmente accaduto, dirige Cristian Mungiu lo stesso che sconvolse con Quattro mesi, tre settimane, due giorni. Premiato a Cannes per la sceneggiatura e le interpreti femminili.





30 ottobre 2012

Io e Te

Andiamo al Cinema.


Sono passati nove anni dal suo ultimo film. Dopo il controverso The Dreamers, Bertolucci torna nelle sale con il drammatico Io e Te tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti. Ancora una volta il protagonista è un adolescente insicuro, incapace di affrontare la vita che si lascia scorrere addosso come il ritmo incalzante di una canzone. Il protagonista, Giacomo, vive chiuso in una prigione mentale fatta di paure così come il regista vive nella prigione del suo corpo fatta di rabbia. Questo elemento, questa prigione, diventa tangibile nella cantina sporca e ingombra in cui Giacomo decide di rifugiarsi: facendo credere alla madre apprensiva di essere partito per la settimana bianca con i compagni di classe, il giovane allestisce una vera e propria seconda dimora in questa stanza: computer, musica, libri e un formicaio gli faranno compagnia. Ma la sua pace viene presto scossa dall’arrivo improvviso di Olivia, la sua sorellastra. Allontanata dalla famiglia da qualche anno, Olivia è una tossica e decide di approfittare della situazione rimanendo con Giacomo a disintossicarsi in vista di una nuova vita. L’iniziale rapporto burrascoso, fatto di scontri verbali e fisici, si trasforma pian piano in una relazione che attraversa tutte le sfaccettature dei sentimenti: dall’attrazione fisica all’infatuazione, all’amicizia fino alla fraternità. La fiducia che tra loro si instaura, il progredire del rapporto permette allo stesso pubblico di entrare in empatia con dei personaggi tanto sfaccettati. Il percorso di conoscenza si svolge quindi sia nello schermo che fuori portando a galla problemi non risolti, incubi passati e le più semplici frustrazioni adolescenziali. Pur svolgendosi principalmente nella vecchia cantina, Bertolucci ha saputo come rendere vivo e ospitale l’ambiente, che diventa così elemento essenziale del cast, filmato e fotografato in maniera ottima. E se in The Dreamers la trama era più complessa e provocatoria con continui riferimenti e citazioni cinematografiche, qui l’arte che il regista utilizza per esprimere al meglio le emozioni dei protagonisti è la musica. Rifugio sicuro di Giacomo, che passa dai Muse a David Bowie, esplode nelle scene più significative del film, incorniciando un finale che, per quanto incompleto a livello di narrazione, è assolutamente significativo esteticamente.
Che a 72 anni Bertolucci sia ancora in grado di sorprendere non deve meravigliare, l’età non impone dei limiti alla sua filmografia così come non pone dei limiti alla bravura. Jacopo Olmi Antinori e Tea Falco, nonostante la pronuncia sbiascicata di quest’ultima, si rivelano infatti degli interpreti giovani ma eccellenti. Dopo 9 anni di silenzio il regista è quindi tornato per raccontare i tormenti che facilmente potrebbero essere classificabili come adolescenziali, e che nascondono invece le prigioni mentali e fisiche dietro cui ognuno si barrica.

29 ottobre 2012

Biglietti, Prego!

La commedia italiana si conferma campo sicuro su cui scommettere. Viva l’Italia balza subito in prima posizione in questo fine settimana che, visto il meteo, ha visto cinema affollati. Se il pubblico preferisce ridere e il disimpegno, a rimetterci sono i film d’autore di qualità che in classifica sono molto bassi. A parte Oliver Stone che si piazza in seconda posizione (ma Le belve ha comunque una piega commerciale), Bertolucci arriva solo in settima mentre il vincitore di Cannes, Haneke, non entra nemmeno nella top 10 (infatti è solo quattordicesimo). Non va bene nemmeno per Nemo che a differenza degli incassi stratosferici della sua prima uscita, con la digitalizzazione 3D incassa solo l’ottavo posto. Ecco i dettagli:

1° Viva l’Italia
week-end € 1.463.987 (totale: 1.463.987)

2° Le belve
week-end € 1.029.610 (totale: 1.029.610)

3° Ted
week-end € 809.969 (totale: 9.980.117)

4° I gladiatori di Roma
week-end € 789.443 (totale: 1.792.786)

5° The possession
week-end € 633.612 (totale: 633.612)

6° L’era Glaciale 4 – Continenti alla deriva
week-end € 611.954 (totale: 15.206.447)

7° Io e Te
week-end € 606.586 (totale: 606.586)

8° Alla ricerca di Nemo
week-end € 450.835 (totale: 450.835)

9° The wedding Party
week-end € 427.592 (totale: 1.255.829)

10° Il matrimonio che vorrei
week-end € 426.401 (totale: 1.096.959)

Fonte: mymovies.it