17 dicembre 2013

Masters of Sex

Quando i film si fanno ad episodi

Dopo aver denigrato la Showtime con Homeland, è arrivato il momento anche di tesserne le lodi. Il canale è infatti da sempre coraggioso con le storie che serve e che propone, sia per temi (basti pensare a Dexter) che per il modo in cui vengono raccontate (Shameless) a partire da sigle sempre perfette.
Con Masters of Sex il canale può appuntarsi un'altra stella nel suo firmamento, vista la stagione ben calibrata e soprattutto interessante da ogni punto di vista -dalla trama, alla confezione fino all'ambientazione- che si è appena conclusa.


Circondati come siamo al giorno d'oggi dal sesso, è difficile pensare ad un'epoca in cui questo era nascosto, molto prima della rivoluzione sessantottina e di quei donnaioli di Mad Men, a cui è impossibile non pensare in una serie in costume. Nella seconda metà degli anni '50, infatti tra miti e tabù il più sul sesso veniva taciuto, finendo in matrimoni senza passione, fugaci tradimenti e donne represse che non conoscono il piacere.
Ad aprire le porte di questo immenso universo, ci pensarono il dottor William Masters e la sua assistente, ex cantante da pianobar, Virginia Johnson con uno studio approfondito sulle fasi e sui comportamenti sessuali che rivoluzionò la mentalità a riguardo, sfatando molti di quei miti e sdoganando molti di quei tabù.
La serie segue la ricerca fin dal suo esordio, con le difficoltà di finanziare studi che prevedevano la masturbazione e il sesso promiscuo in un ospedale rispettabile, e che portarono i ricercatori a fare le prime analisi in un bordello, monitorando parametri, aggiungendo punti di svolta a cui arrivare, inventando marchingegni e strumenti che li potessero aiutare.
Ma Masters of sex è molto più di questa ricerca, è una bellissima composizione di personaggi sviluppati e ideati in modo splendido, che ruotano attorno all'ospedale e alle vite di Will e Virginia. Primi fra tutti le rispettive famiglie, con lui quasi intrappolato in un matrimonio senza passione con una donna comprensiva e magnifica che lo asseconda e lo sa domare, e a cui vorrebbe tanto regalare un figlio, e lei con due matrimoni alle spalle, due figli da mantenere e poco tempo da dedicargli, preferendogli spesso il lavoro e a volte il buon sesso. Mai banali e mai lasciati in disparte nemmeno gli altri personaggi, che acquistano pian piano la loro dignità e il loro spazio, partendo dall'ex protetto di Will e ora amante di Virginia, Ethan, la disinibita -per la ricerca!- Jane, il tecnico con velleità autoriali Lester, la dottoressa altera e rigida DePaul e la signora Scully, che con la sua vicenda rompe più di un cuore e fa scendere lacrime amare portando in sé tutte le donne frustrate di quegli anni.


Ne esce quindi un quadro perfetto di un'epoca in cui l'omosessualità era ancora un reato punibile con l'ergastolo, in cui le donne medico si contavano sulle dita di una mano, in cui si dormiva separati e il piacere non era così scontato. In questo ambiente, Virginia primeggia e svetta come donna sicura di sé in ogni campo, come madre a suo modo amorevole, come amante che sa cosa desiderare e come studentessa ambiziosa e capace. Il suo magnetismo non lascerà indifferente nemmeno Masters, che inizierà a coltivare per la collega qualcosa di più di una semplice ammirazione, vedendo in lei molto più di un corpo da studiare.
Questa prima stagione mostra così gli inizi non solo di una ricerca rivoluzionaria, ma anche di un rapporto tormentato e tormentoso tra due grandi menti, divise dalla passione e dalla scienza, lasciandoci con un finale che deve ancora essere scritto e che porterà a sviluppi già attesissimi per il prossimo anno.
Quello che è certo, è che anche i Golden Globes riconoscono la validità di questo prodotto e che con questo la stella dei bravissimi Michael Sheen e Lizzy Caplan brilla ancora più luminosa.


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