14 giugno 2014

Nausicaä della Valle del vento

Once Upon a Time - 1984

Considerato da molti l'opera zero dello Studio Ghibli, composta e diretta prima della sua fondazione, Nausicaä ha già tutti gli ingredienti che Miyazaki svilupperà poi nella sua filmografia.
Abbiamo un'eroina giovane e intrepida, una principessa ben diversa da quelle Disney, che combatte con le parole e per salvare il suo popolo; abbiamo il tema dell'ambientalismo, con una foresta tossica che si vuole bruciare ma che si può salvare, con animali torturati barbaramente; abbiamo l'antimilitarismo, con una guerra che incede e che si può, senza armi e con l'intelligenza, fermare.


Abbiamo però anche qualche incertezza, sia a livello di sceneggiatura (francamente molto, troppo lunga) che di animazione. I disegni appaiono infatti datati agli occhi di oggi, statici e a tratti abbozzati, e con tutta probabilità, passati un po' di anni, la fantasia di Miyazaki si sarebbe sbizzarrita molto di più, creando una foresta ancora più incantevole nella sua pericolosità.
Non che sia riuscita male, per carità, il sottosuolo di pietra, le sue acque infestate e i mostro-tarli riescono ad incantare, anche se molto più ci riesce la Valle del Vento dove Nausicaä vive.
Una Valle che viene però invasa senza pietà dall'esercito della Tolmechia, che vuole bruciare la foresta che crea le nubi tossiche che poco a poco stanno facendo morire il pianeta. Ma la giovane principessa ha una cura a tutto questo, che da tempo studia e sperimenta per guarire anche chi, come il padre, toccato dalle spore si sta trasformando in pietra.
La Tomalchia non è purtroppo l'unico nemico della Valle, dal fronte opposto si stanno muovendo con gli stessi obiettivi anche i soldati di Pejite, che hanno scoperto il futuro uso dell'unico Guerriero Invincibile rimasto e che 10 anni addietro aveva quasi annientato l'umanità, per distruggerli e per portare alla supremazia unica la principessa Koshana.


A rendere più magico il tutto, anche se un po' scontato, il mito che prevede la discesa di un eroe che salverà il mondo, d'azzurro vestito. Chi potrà mai essere, ci si chiede già fin dall'inizio?
Per evitare però di essere troppo ovvi, Miyazaki carica la scena di pathos e di misticismo, che consegna definitivamente Nausicaä nel regno delle eroine più impavide del mondo del Maestro.
Manca il personaggio buffo che aiuterebbe la sceneggiatura ad essere più leggera, manca un mondo fantastico più fantasioso, ma resta una storia che di ambiente e della sua salvaguardia parla (non a caso venne presentata dal WWF), e che già dimostra come i film di animazione non siano solo intrattenimento spiccio per bambini.


5 commenti:

  1. Come dici te, uno dei film del sensei che mi ha dato meno, così come il manga

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    1. Un po' datato, più è andato avanti più ha saputo giocare con la fantasia e con i temi legati all'ambiente, e in modo molto più entusiasmante.

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  2. Che film Nausicaä!
    Non sono mai riuscito a comprare il manga, purtroppo costa un pochino :P

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    1. Ne sono rimasta un po' meno entusiasta di te, in realtà... Troppo lungo e un po' pesantino, rispetto agli standard Ghibli.

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  3. Io invece amo questo film, mi ha fatto piangere, e poi ha una colonna sonora da brividi

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