16 settembre 2014

Sons of Anarchy - Stagione 2

Quando i film si fanno ad episodi

Chi lo avrebbe mai detto che una banda di motociclisti sarebbe riuscita ad appassionarmi tanto?
Chi, visto che i suddetti motociclisti, oltre a essere motociclisti, sono coinvolti in traffici illeciti di armi, droghe e ora sbarcano anche nel mondo del porno?
Certo, la faccia d'angelo di quel belloccio di Charlie Hunnam potrebbe giustificare da sola questa mia passione, soprattutto perchè sembra che da questa seconda stagione il suo contratto preveda per la gioia delle signorine di mostrare spesso e volentieri il suo fondoschiena, ma in realtà è tutto il SAMCRO che ti entra dentro, tutti i membri di questo clan esclusivo che spopola a Charming e che non può fare a meno di farsi dei nemici, che diventa una seconda, sgangherata e politicamente scorretta famiglia, che non puoi fare a meno di seguire.


Quanto seminato nella prima stagione, con i troppi episodi a sviluppo orizzontale, viene finalmente raccolto, e ci si ritrova nel 2009 con una corposa e decisamente adrenalinica nuova stagione davanti.
Il nemico in questione non è più solo l'ATF, non sono più gli altri clan anche se accordi e disaccordi sono all'ordine del giorno, il vero nemico è il temibile Zobelle, uomo elegante e spietato, legato alla supremazia ariana, che arriva a Charming per aprire un negozio di sigari, ma che in realtà vuole conquistare il monopolio dei traffici illeciti, e per farlo, e davvero pronto a tutto.
Pur tenendo banco con il suo amore sempre tormentato e tormentante con forse l'unico personaggio che non riesce a coinvolgermi particolarmente (Tara), Jackson e il suo contrasto quasi insanabile con il patrigno Clay, deve lasciare la supremazia della stagione a Gemma.
Gemma, che dopo essersi dimostrata una madre chioccia insopportabile e onnipresente, diventa senza dubbi il baluardo dei Sons, capace con le sue scelte, e con le inevitabili ripercussioni, di unire e dividere, istruendo nel mentre Tara alla vita da Lady.
Se Gemma si fa più forte, il merito è come detto di un nemico molto più temibile, su cui perfino la polizia (e oltre a Unser, anche Hale) inizia ad avere dei dubbi schierandosi dalla parte dei meno criminali.


I SAMCRO sono come detto una grande famiglia, e anche se i Teller e affini sono al centro, non mancano le attenzioni per gli altri membri, a partire da Opie e il suo lutto tormentato, da Tig e i suoi sensi di colpa che diventa fortunatamente il prescelto per le parti umoristiche, o il silenzioso Chibs, di cui veniamo a conoscere il passato e la famiglia, o il bel MezzaSacca, devoto al clan fino alla fine.
La stagione è quindi decisamente più corposa, e gli stessi episodi sono fondamentali e insostituibili, arricchiti da una colonna sonora portante che li apre e li chiude nei migliori dei modi.
Il finale, poi, è di quelli in cui non ci si può distrarre in cui davvero ogni azione comporta una conseguenza, anche la più inimmaginabile, restando inchiodati davanti allo schermo, pronti a volerne ancora.
Chi lo avrebbe mai detto che una banda di motociclisti sarebbe riuscita ad appassionarmi tanto?


2 commenti:

  1. I SamCro spaccano. E vedrai andando avanti!

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    1. Sto già divorando la terza, eh, dovevo scoprirli prima questi motocilisti!

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