23 dicembre 2014

The Affair

Quando i film si fanno ad episodi.

Lui ha un matrimonio solido, in cui c'è ancora spazio per la complicità, per il buon sesso (quando non è interrotto dai figli), per l'ironia.
Quattro figli a cui badare, due dei quali adolescenti problematici, un lavoro che soddisfa e arricchisce (quello del professore), un sogno che forse si è infranto ma per il quale c'è ancora una speranza di sfondare (quello dello scrittore).
Unico neo: i suoceri. Ricchi e viziosi ai quali ci si rivolge per prestiti sempre rinfacciati, con un padre dispotico scrittore di best sellers e una madre i cui valori stanno nella magrezza, nella bellezza, nella ricchezza.
Ovvio che andare per l'ennesima intera estate in vacanza da loro non è certo il massimo.

Lei ha un matrimonio complicato.
Giovane, ancora bella come bello è il marito, ha però un passato, un figlio che non c'è più, a tormentarla, rendendo l'unione dei due sempre in bilico, sul filo di un rasoio dove basta un nulla per far scoppiare in lacrime, in un litigio, in un amplesso sfrenato.
Manca quella stabilità, che nemmeno una famiglia unita come quella del marito riesce a dare: il ranch di cui si occupano e che possiedono è in crisi, le finanze scarseggiano e il rischio di una bancarotta è dietro l'angolo.


Queste due solitudini si scontrano e si uniscono in una calda estate a Montauk, dove lui, Noah, trova in lei, Alison, la musa ispiratrice, la ventata di freschezza necessaria a una vita in cui si chiede sempre troppo, e in cui lei trova in lui una solidità a cui aggrapparsi, un amore travolgente con cui dimenticare e, forse, andare avanti.
Ecco quindi che la loro, di estate, è fatta di incontri segreti, di gite fuori porta nascoste a tutti, ma non certo così bene. Iniziano una tresca, un affair fatto di pause e di riprese, di litigi e di pacificazioni.
Ma c'è dell'altro, c'è del marcio in questo racconto dove anche l'illegale ha il suo spazio, dove alla narrazione fatta a due voci, a due punti di vista, si unisce anche un indagine avvolta nel buio, su di un omicidio che ancora non vediamo.


Intrighi e tradimenti fanno così di questa nuova serie targata Showtime un prodotto in cui ci si immerge e da cui si viene catturati fin dallo splendido pilota, merito, oltre che degli attori coinvolti, anche della modalità di racconto che mostra le crepe e le discrepanze tra il punto di vista maschile e quello femminile, in un lento dispiegarsi che risolve almeno in parte i dubbi.
Il granitico Dominic West affascina meno del sempre aitante Joshua Jackson (che, davvero una potrebbe tradirlo?), mentre la da me mal digerita Maura Tierney, viene eclissata dalla freschezza di Ruth Wilson. Al loro gioco di coppie, vanno ad aggiungersi figli ribelli e figli in preda agli ormoni.
A episodi intimi (in tutti i sensi) in cui i protagonisti scoprono le loro carte, vanno ad affiancarsi poi altri più d'azione, più intriganti in cui passato e presente si mescolano.
La realizzazione raffinata riesce così a reggere anche al di fuori di Montauk, di quell'estate, portando nella New York autunnale dove il finale, non troppo frettoloso ma certamente capace di trascinare, lascia parecchie porte aperte per la già confermata seconda stagione, dove di certo più di una domanda troverà la sua risposta.


2 commenti:

  1. Mi manca solo l'ultima puntata.
    Risente, spesso, di un'eccessiva prolissità, ma è un gran bel prodotto. Finirà nei listoni di fine anno, sì.
    Spicca soprattutto lei, la Wilson. Di una naturalezza impressionante, con un ruolo tutt'altro che semplice :)

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  2. una delle novità più intriganti dell'annata.
    dopo il grande episodio pilota ogni tanto ha qualche momento di calo, però nel complesso è piuttosto imprevedibile e non si capisce bene dovrà andrà a parare. in mezzo a tante serie scontate, è una dote non da poco.

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