26 febbraio 2016

Zootropolis

Andiamo al Cinema

Si era presa un anno di pausa, ma ora è tornata.
Un anno di pausa un po' per lasciare il posto alla sorella Pixar, che a quel capolavoro di Inside Out ha fatto seguire il deludentissimo Il viaggio di Arlo, un po' per riflettere sul da farsi, visto che al successo tuttora inarrestabile di Frozen è seguito il flop di Big Hero 6, probabilmente troppo maschile e troppo moderno per chi si è ri-innamorato di castelli e principesse.
Un anno di pausa, quindi, e la Disney è tornata tornando sui suoi passi: dopo le principesse, gli animali.
Specie infinite di animali, che popolano un mondo fatto per e a misura di animali.
No, no, aspettate a storcere il naso, aspettate a gridare alla bambinata, perchè qui, prendendo spunto dalle idee della sorella "minore" Pixar, ogni scelta, ogni passaggio è ben ponderato e giustificato.


Zootropolis è la città principale di un regno animale dove dopo anni di evoluzione si è arrivati a una coabitazione pacifica e tranquilla tra prede e predatori.
Una coabitazione che ha portato anche ad altri cambiamenti: se l'uomo non sembra esserci più, gli animali stessi sono diventati più umani, vestendosi, usando la tecnologia, vivendo in case e appartamenti. A guidare questo cambiamento, un sindaco leone che crede nell'integrazione, e che crede che tutto sia possibile.
Con questo sogno cresce anche Judy Hopps, più nello specifico con il sogno di diventare un poliziotto, e poco importa se i genitori cercano da sempre di distoglierla e coinvolgerla nella loro fattoria, poco importa se la sua stazza da coniglio è inferiore di almeno un quinto rispetto a quella dei colleghi elefanti, orsi e lupi, con caparbietà e soprattutto con intelligenza, ce la farà.
Il suo successo diventa così il fiore all'occhiello di Zootropolis, dove però non c'è spazio per un coniglio né nell'ambiente artico né in quello della Savana né in quello della giungla. Il suo posto è nel cuore della città, come ausiliare del traffico, però.
Pregiudizi e nonnismo non si discutono, e anche se Zootropolis è scossa dalla sparizione di 14 animali predatori, Judy deve accumulare multe, fino a che...
Fino a che il suo percorso incrocia quello di Nick Wilde, una volpe che come tutte le volpi truffa il prossimo, vivendo di espedienti intelligenti e acuti. Sarà lui a fornire a Judy gli indizi essenziali per risolvere il caso di una lontra scomparsa, parte di quei 14 missing, unico modo per Judy di rimanere nella squadra di polizia e dimostrare di sapercela fare.


Parte così, né più né meno, un buddy movie, dove alla tenace coniglietta si affianca lo sbruffone dal cuore d'oro di una volpe, e insieme partono in una corsa contro il tempo all'inseguimento di colpevoli e indizi, finendo tra un guru dalla memoria da elefante a un boss malavitoso, a scoprire la verità.
La struttura di Zootropolis si incastra così in quelle di tante altre commedie poliziesche, con due nemici che diventano amici, con un sogno che a fatica si realizza, con un lieto fine dietro l'angolo.
Questo non significa però che questa struttura annoi o sembri ripetersi, anzi.
La forza del film sta in trovate geniali e intelligenti che giustificano non solo l'antropizzazione degli animali, ma che permettono una riflessione profonda sulla tematica del razzismo e delle paure consce o inconsce verso il diverso, e nel saper compiere non uno ma ben due lieti fine.
Così facendo, Zootropolis si fa godibilissimo anche per gli adulti, che troveranno in gag esilaranti di che godere: resterà negli annali per genialità e tempi comici la scena con il bradipo Flash, così come quella radio che trasmette solo canzoni tristi. E non da meno sono i disegni, perfetti e teneri, capaci di rendere adorabile anche uno gnu, o un ghepardo, anche una gazzella dalla voce di Shakira (che canta Try Everything il brano portante, scritto da Sia).
Certo, verso il finale tutti i discorsi di appesantiscono soprattutto a causa di dialoghi che perdono la loro brillantezza andando avanti a spiegoni e frasi buoniste di cui si poteva fare a meno, e certo, la scelta di rendere Paolo Ruffini e Frank Matano doppiatori di due personaggi -per quanto marginali- è discutibile, ciò nonostante, in un mondo animale dove i sogni si possono avverare, dove la coabitazione è possibile superando timori e differenze, e dove si cita perfino Breaking Bad, si sta tanto bene.


Regia Byron Howard, Rich Moore
Sceneggiatura Jared Bush
Musiche Michael Giacchino
Se ti è piaciuto guarda anche
Fantastic Mr. Fox, Robin Hood, Ratatouille

3 commenti:

  1. Penso sinceramente che la Disney sia ritornata ai fasti di un tempo, questo periodo è un "Rinascimento Disney 2.0". Anzi, sono sempre più convinto che gli Studios Disney abbiamo raggiunto i livelli artistici della Pixar... Non superati, questo no. Ma oggi possiamo dire che parliamo di due studi di altissima qualità
    E questo mi fa davvero piacere!

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  2. Ho rinunciato a vedere Arlo, c'erano talmente tanti pareri discordanti, ed io avevo gli occhi ancora pieni di Disgusto & company... Che... Va beh, a Zootropolis darò una possibilità in questo weekend stesso, perché la Disney è sempre la Disney!

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