23 agosto 2016

The Get Down

Quando i film si fanno ad episodi

Una serie TV firmata Baz Luhrmann.
E poco importa se i fasti di Moulin Rouge sono un ricordo lontano, che nemmeno il folle, malinconico, confuso Grande Gatsby ha saputo oscurare.
Una serie Baz Luhrman è comunque un evento, anche perchè porta la firma Netflix, una garanzia ormai che produce solo qualità.
E infatti, qualità The Get Down ne ha da vendere.
Siamo nei ruggenti anni '70, in quel Bronx dove la malavita, la povertà, la criminalità regna sovrana: case che bruciano, baccano per strada, droga che gira, bande che si formano.
E soprattutto la musica.



La musica disco, melodica, dalla voce potente, che è quella che vorrebbe fare Mylene, che la voce ce l'ha, il fisico pure, e cerca con questi di lasciarsi quel Bronx degradante e quella famiglia troppo stretta, troppo religiosa alle spalle.
Ma anche la musica del ghetto, quella scratchata dai DJ, alla ricerca del Get Down, del flow, dove si inseriscono le parole potenti e festose, è il rap che sta nascendo, il rap al quale Ezekiel capisce di appartenere, lui, orfano, intelligente e poeta, timido alla ricerca della sua strada.
Sarà la strada stessa a incontrarlo, a fargli conoscere il fantomatico Shaolin Fantastic, graffittaro pronto al ritiro per mettersi dietro alle piastre e sotto le cuffie da DJ.
E se Mylene coinvolgerà nel suo sogno le amiche di sempre come coriste, Ezekiele farà lo stesso con gli amici di sempre, come rapper, come cantanti, di quel quintetto più uno che corrisponde al nome di The Fantastic Four +One.
Nel mezzo, la politica di una New York che non sa arginare il problema della delinquenza, della povertà e dei graffiti che dal Bronx partono, la corsa a sindaco, ma anche la storia stessa, con il famoso black out a fare da punto di svolta per ognuno di loro e il sogno del successo che si avvicina.


The Get Down ha i suoi difetti, sia chiaro.
Primo fra tutti quel pilot, che il produttore e creatore Baz Luhrmann ha personalmente diretto e si vede: quel suo montaggio al rallenti, quelle sue riprese aeree, quel suo incrociare i destini, i generi, quella musica che prende il sopravvento, sono la sua firma. Che piaccia o meno.
A chi piace, come a me, pur nella ripetitività del gesto, spunterà il sorriso, a chi viene il mal di mare, la buona notizia è che i restanti 5 episodi di questa prima parte sono diretti da altri, e si vede, privilegiando l'ordine, la semplicità, la linearità, pur continuando con quel registro di sovrapposizione fra le varie storyline.
Mettendo da parte il lato tecnico che gode ovviamente di fotografie e costumi da urlo, quello che davvero fa storcere il naso è la protagonista femminile della serie, quella Mylene il cui sogno stretto fra i denti di andarsene sfruttando ogni carta a sua disposizione, rende piuttosto antipatica e odiosa, soprattutto nel suo rapporto altalenante con il povero Ezekiel, diviso tra amore e amicizia, tra sogni e dovere.
Meglio quindi concentrarsi sulla sua storia, sulle sue rime che incantano, e sui suoi amici, i fratelli Kipling che tra perle di saggezza, ingenuità dell'età e feste folli a Soho sono fenomenali, mentre i grandi (in tutti i sensi se si parla di Giancarlo Esposito e Jimmy Smits) con i loro problemi e la loro politica fanno da necessario contorno e contesto culturale.
L'attesa per la seconda parte in cui il dramma farà sicuramente capolino, è alta, e ci si aspetta lacrime dopo tanto romanticismo, per quanto ancora Ezekiel adulto con la voce del rapper Nas ha da raccontarci.
Per il momento, immergersi nel mondo colorato, rumoroso e pieno di riferimenti alla pop culture di questo Get Down firmato Luhrmann, è un gran bel vedere, oltre che sentire!


8 commenti:

  1. Devo vedere gli ultimi due: mi hai superato.
    Non mi convince pienamente, troppo rumoroso, però si guarda bene :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie alla ferie ma soprattutto grazie alla serie, che inaspettatamente -visto il genere, di storia e musicale- mi ha preso ;) Mi ha convinto con il tempo, più la parte maschile che femminile, però. Dopo tanto rumore, mi aspetto il drama.

      Elimina
  2. Terminata giusto ieri sera! L'attesa sarà lunga ma sono sicura che ne varrà la pena :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche per me, dopo questo assaggio, la sensazione che nella seconda parte tutto possa diventare migliore è forte.

      Elimina
  3. Che figata di serie!
    A me è piaciuto anche il pilot. Dopo i primi confusi minuti in cui sembra mettere troppa carne al fuoco, il crescendo dell'episodio è notevole, e le altre puntate non sono da meno.
    Ma la seconda parte quando arriverà, che io sono già in fremente attesa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il pilot è piaciuto pure a me, nonostante la regia di Luhrmann da mal di mare... appena ci si abitua, è amore.
      La seconda parte sembra arriverà nel 2017, Netflix sa come tenere a bada i suoi clienti.

      Elimina
  4. Devo attendere il ritorno del mio boy dalle vacanze per vedermela tutta in un fiato, il trailer è tanta roba!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E vedrai che la serie non deluderà! Complici le ferie, me la sono divorata in tre giorni ;)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...