24 aprile 2017

Il Lunedì Leggo - Le Correzioni di Jonathan Franzen

So andare a ritroso, a volte, mettendo da parte la mia cura filologica.
So leggere gli ultimi libri, lasciando poi la scoperta di esordi o di pubblicazioni più acclamate per il dopo.
Così, dopo Libertà, mi sono concessa a Le Correzioni, ritrovando molti, ma non troppi, punti in comune.
Punti in comune poi con una certa corrente della letteratura americana che si diverte a scavare nel torbido della sua borghesia, di quelle famiglie apparentemente perfette, con le loro casette graziose e curate, scovando segreti, fantasie, malumori e dubbi.
Questa volta, Franzen ci racconta i Lambert.



I genitori Enid e Alfred, tanto casalinga disperata lei, quanto lavoratore instancabile e burbero lui, e i loro tre figli, il ligio e ricco Gary, il ribelle e letterato Chip, la cocca di papà ma per questo in perenne crisi, Denise.
Franzen ce li racconta, ce li mostra al loro meglio ma soprattutto al loro peggio rivelando le loro personalità sfaccettate, sì, complicate, certo, ma soprattutto piene di spigoli, di imperfezioni, di difetti ed egoismi che finiscono per essere anche i nostri. In un disvelamento che imbarazza, che mette di fronte a specchi per nulla deformanti.
I malumori di cui sopra, sono quasi un eufemismo, con una vita passata a lavorare, con una soffiata che fa arricchire a dismisura il vicino, portando negatività, una rabbia silente ma crescente in una famiglia in cui già l'amore non era di casa.
Ricostruendo la storia di ognuno dei componenti dei Lambert, una storia che vuole arrivare, vuole avere la sua fine nell'ultimo Natale che si festeggerà in quella casa che li ha visti crescere uniti, non ci viene risparmiato nulla, da altri matrimoni in crisi, tradimenti, triangoli pericolosi e soprattutto, una strada, una via da percorrere, che ancora non è decisa per quei figli lontani dal nido, dai genitori, troppo egoisti per tornare.
Ed è un modo per ironizzare amaramente anche su altro, sull'economia apparentemente florida di un'America prossima al collasso, sulla politica di una certa parte di Europa in cui Chip verrà invischiato, su una depressione che ci si auto-diagnostica, sulla demenza senile e quel matrimonio instabile, che contava soprattutto sulle apparenze e sui desideri più volte infranti, che si sfalda ancor più.
In tutto questo, si affaccia una nuova medicina, un farmaco che sembra miracoloso e che permette di corregge la proprio personalità, di limarla, di aiutare a stare nel mondo nel modo migliore, senza farsi male, senza fare male.
Un farmaco che proprio la scoperta fatta da Alfred nel suo amato e disordinato scantinato, ha aiutato a creare.
Sarà vero? Sarà un romanzo che ha del fantascientifico neanche fossimo dentro Black Mirror?
No, per fortuna.
Le correzioni di cui parla Franzen sono però ancora più amare, più difficili da digerire, nel trovare quel capro espiatorio che è forse il colpevole a suo modo.
Le correzioni necessarie per risentirsi famiglia, per trovare la propria strada e un po' di equilibrio, di pace, si fanno sullo scalpo degli altri.
E allora, ancor prima di Libertà, con una forza meno dirompente, forse, ma più sottile, con malumori, rabbia, crisi, che si insinuano pagina dopo pagina svelando debolezze e difetti che c'appartengono, Franzen inquadra già la peggio gioventù, la peggio borghesia ipocrita americana. E lo fa in modo amaramente splendido.

6 commenti:

  1. sinceramente conosco l'autore, ho due suoi libri, esattamente quelli da te citati, ma non mi ci sono ancora cimentata... dovrò sopperire il prima possibile

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    1. C'ho messo anch'io del tempo per schiodare i libri dagli scaffali, ma non me ne sono pentita, anzi, uno stile bellissimo e una trama amara e vera. Non te ne pentirai ;)

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  2. Voglio leggere anche questo, il più noto, ma Libertà viene prima.
    Da Ebay dovrebbe arrivarmi a giorni. :)

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    1. Ottimi acquisti, e so già che sì, ti piaceranno eccome. Tra i due, ora come ora, non saprei quale preferire, simili ma diversi, entrambi da divorare.

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  3. Grande libro, persino troppo.
    Può far sentire intimoriti dalla capacità e grandiosità della sua scrittura.
    Leggendolo, ho pensato: non riuscirò mai a scrivere manco lontanamente a questi livelli.

    Al di là di questo mio complesso di inferiorità, una lettura immancabile.

    Ironicamente, devo poi fare una correzione nel titolo del tuo post: hai scritto Le correzione anziché Le correzioni.
    Un errore voluto? ;)

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    1. Ecco, sapevo che scrivere di prima mattina non era l'idea migliore, corretto le correzioni, grazie ;)

      Franzen ha davvero uno stile impeccabile, scorrevole e intenso, non riuscivo a staccarmi dalle pagine nonostante la stanchezza. Per fortuna, ho altri due-tre titoli da poter leggere dei suoi romanzi.

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