26 giugno 2017

Calendario Serie TV - Estate 2017

Estate tempo di fiacca in TV?
Sbagliato.
Estate tempo di tante novità in TV.
Se infatti le serie di punta si ritirano per lasciare posto all'inverno che avanza -paradossalmente- sono tanti i nuovi prodotti tutti da scoprire e testare.
Netflix sbaraglia la concorrenza e sforna titoli su titoli, ma viste le sempre più numerose cancellazioni, le porterà poi avanti?
Non resta che scoprirlo, e soprattutto, segnarle in agenda.

Ricominciano

Preacher - Stagione 2
25 giugno
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta





Game of Thrones - Stagione 7
16 luglio
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta




Episodes - Stagione 5
20 agosto
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta





Fanno il loro esordio

Netflix quest'estate la farà da padrone con un bel carnet di nuove serie da scoprire.
Si è già partiti con il wrestler al femminile di GLOW (23 giugno) dove Alison Brie interpreta un'attrice alle prime armi che si ricicla su un ring, si prosegue con Naomi Watts psicologa in Gipsy (30 giugno), dove perde la testa per una sua cliente.
A luglio arriverà invece la leggerezza di Friends from College (14 luglio), che racconta -ma va?- di amici del college alle prese con la vita dopo il diploma, il drammatico Ozark (21 luglio) diretto e interpretato da Jason Bateman e con Laura Linney a raccontare il trasloco di un finanziatore con debiti di droga da sistemare.
Immancabile la riunione dei supereroi Marvel nella miniserie The Defenders (18 agosto),  ma molta, molta attesa per la Kathy Bates di Disjoined (25 agosto), battagliera fumatrice e spacciatrice prima, venditrice ufficiale poi, di marijuana.



The Mist - 22 giugno
Ennesima serie tratta da un libro di Stephen King, nella fattispecie, La Nebbia.
Avremo un adattamento come si deve? C'è solo da sperare.

Snowfall - 5 luglio
Ritratto dell'ondata di cocaina e crack che invase Los Angeles nel 1983 con gli occhi di chi -da poliziotti, spacciatori e giovani- ne venne travolto.

The Bold Type - 11 luglio
Commedia TNT che strizza l'occhio a Sex and The City, con protagoniste giovani e carine assunte in un magazine al femminile, i loro sogni e la vita che si fa adulta.

Somewhere Between - 24 luglio
Remake del coreano God's Gift: 14 days, dove una madre cercava di prevenire l'omicidio del figlio.
Con Paula Patton e il redivivo Devon Sawa.

Room 104 - 28 luglio
I fratelli Duplass producono per HBO una serie a camera fissa, in tutti i sensi. Telecamera puntata sulla stessa stanza d'albergo, e sui veri ospiti che la occupano giorno dopo giorno.

The Last Tycoon - 28 luglio
Tratto dal romanzo postumo di Francis Scott Fitzgerald, ambientato negli anni della II Guerra Mondiale e del cinema che si fa propaganda. Con Matt Bomer e Lily Collins.

The Sinner - 2 agosto
Jessica Biel ritenta la carta della serialità interpretando una madre colta da un'improvvisa furia di violenza. Nemmeno lei saprà spiegare perchè, e il mistero si fa al centro della serie. Con Bill Pullman.

The Tick - 25 agosto
Supereroe in chiave leggera e scanzonata, non che ce ne fosse bisogno, ma fa simpatia fin dalla locandina.
Tratto dall'omonimo comic book,

10 commenti:

  1. The Mist è inguardabile. Ed è un peccato, perché il film è una delle poche cose degne tratte dai romanzi di Stephen King. Di Glow sono alla fine: Girlboss con il wrestling, a tratti, spassoso e colorato. Aspetto, tra le tante cose, soprattutto la Watts. :)

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    1. Netflix tanto produce quanto cancella, mi fido poco ormai, ma un'occhiata alla leggerezza di Glow la darò, così come alla Watts che promette molto bene.

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    2. Secondo me, su lungo tratto, Glow non reggerebbe.
      Però si vede veramente in pochissimo, e si ride.

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  2. Glow è in rampa di lancio...
    The Mist è peggio della nebbia.
    The Bold Type dal pilot sembra un guilty pleasure caruccio.

    Per il resto mi ispirano Snowfall e The Last Tycoon, ma cercherò comunque di vedere più piloti possibili...
    E per The Defenders mi conviene preparare già gli sbadigli. :)

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    1. Dai Defenders starò ben alla larga, le altre le proverò tutte -a parte il bocciato unanimemente The Mist-, sempre se riesco a smaltire le serie primaverili, finite al solito in sincrono...

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  3. ...ma sai che Joy così invecchiato mi fa strano?
    non vedo l'ora torni l'inverno comunque...

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    1. Fa strano pure a me, ma la serie è spassosissima, e dopo una lunga pausa torna per concludersi.

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  4. Netflix dovrebbe puntare sulla qualità che sulla quantità. Ovvero: non ha senso sfornare 400 serie da spalmare in un anno (ma neanche il più incallito dei bingewatchers che la farebbe a reggere il passo) per poi cancellarle dopo un paio di mesi (vedi Girlboss. La volevo vedere, e invece non lo farò, è solo una perdita di tempo). Serie valide, ma troppo costose? Produci meno roba (ma quello sulla suora e quello della ragazzina col cavallo sono davvero necessarie?) e punta su quelle che hanno già un successo consolidato. Altrimenti diventa uno spreco di tempo, denaro e talenti. Comunque, delle nuove serie vorrei vedere Glow e Gipsy che mi sembrano promettenti, anche se temo che avranno vita breve (e io adesso però sto vedendo altro, cos'è, mi devo vedere subito anche queste per aumentare il fantomatico share ed evitare la cancellazione? Ma anche no) e allora è meglio farne un film o una miniserie tipo Olive Kitteridge o Show me the hero, 6 episodi e tanti saluti.

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    1. Mi trovi perfettamente d'accordo, questi tagli poi sono sintomo che qualcosa non va, e lo dico da non propriamente abbonata. Vorranno anche puntare sui film più che sulla serialità, ma non tutto torna. Inutile poi cercare di fare serie su serie, quando se ci si dedica ai giusti titoli, si ha un tornaconto migliore e si evitano polemiche. Girlboss era leggero e gustoso, Sense8 seguitissimo meritava una conclusione e così si ha paura delle tante novità che chissà se resisteranno.

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    2. Sense 8 non l'ho ancora visto, e non so se lo farò. E la sua chiusura puzza più di timori di censura o polemica in vista di 'tempi bui' che di costi, anche perché lo sapevano dall'inizio che se ingaggi le Wachowski non puoi avere un telefilm con il budget destinato per una sit -com da un paio di set in interni stile anni Ottanta. Però se vedi che il pubblico chiede un finale, concludi la serie, almeno in segno di rispetto ai fan. Non l'ho mai capita questa cosa delle serie lasciate a metà. E' vero che è tutto business e ci sono soldi in ballo, ma c'è anche chi ha apprezzato il tuo prodotto e merita comunque la tua attenzione. Lasciare una serie con un cliffanger (perché pensi di rinnovare) o è ingenuo, o è una presa per il culo. E la policy di Netflix mi lascia perplessa, perché sembra buttare tutto nel calderone puntando sull'impossibile, mentre poi basterebbe dedicarsi ai giusti titoli come dici tu, per evitare polemiche.

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