18 ottobre 2017

American Vandal

Settimana Crime

Non un omicidio da risolvere, non un innocente in prigione da scagionare, ma un vandalo, ritenuto responsabile di aver disegnato 27 peni in 27 auto di 27 professori.
Ritenuto tale solo per quel pregiudizio che lo vuole sempre coinvolto quando a scuola qualcosa non va, per quel suo essere irrimediabilmente stupido e sopra le righe.
E ora, Dylan, rischia l'espulsione, rischia soprattutto di pagare per quelle auto che ha imbrattato.
A cercare la verità, non un documentarista impegnato, ma un altro studente, con il pallino per il giornalismo, che vuole vederci chiaro, vuole scovare la verità e il colpevole di tutti quei falli.
Quello in cui si imbatterà, sono tanti segreti di tanti studenti come lui, sono piste e falsi indizi, possibili colpevoli da valutare e un accusato che ha tutto, fuorché un alibi a prova di bomba, e la fiducia dalla sua parte.
Insomma, siamo davanti a un'altra docuserie Netflix che dopo il successo di Making a Murderer e The Keepers, cerca ora di strizzare l'occhio al pubblico più giovane?
No.
Siamo di fronte a un'altra serie Netflix, perchè American Vandal è un mockumentary, niente di quello che vediamo è vero.



L'inganno è ben nascosto, però. Tutto sembra vero, naturale, reale, sembra plausibile quindi l'indagine e l'approfondimento che Peter assieme all'amico Sam fa partire, con i loro pochi mezzi a disposizione, con una telecamerina scolastica, i loro telefoni, per aiutare il non certo brillante Dylan. Uno che passa le giornate -sì, anche a scuola- a bere e fumare, a organizzare scherzi con i suoi amici che poi pubblicherà nel suo canale youtube.
Come credere alla sua innocenza, vista la dirompenza di quei 27 peni di cui tra l'altro è un gran artista a disegnare?
Ci sono prove, però, a scagionarlo: ci sono peli pubici che mancano, per dire, ci sono minuti che mancano, ci sono testimoni oculari che non dicono la verità rispetto alla loro esperienza sessuale, e quindi poco attendibili.
Si usano i mezzi degli avvocati di grido in sua difesa, si usano i mezzi degli investigatori e dei documentaristi più seri, per ricercare la verità. Ad altezza teen, però, e con di mezzo 27 peni.



Insomma, ci si prende gioco in maniera ironica delle più classiche ricostruzioni di gialli e delle ultime docufiction, utilizzando gli stessi mezzi, tra sopralluoghi e lavagne cronologiche, e reiterazioni dei fatti.
Si ride, quindi, in modo goliardico per scorrettezze e sentimenti messi alla berlina, e in modo intelligente, perchè da semplice scherzo, da semplice presa in giro, American Vandal diventa qualcosa di più.
Diventa il ritratto sociologico di un sistema scolastico e di una generazione sempre etichettata, fatta di bulli e losers, fatta di professori bonari e altri severi, diventa soprattutto una riflessione sugli anni scolastici, sulla loro importanza nel formare un'opinione di sé, che non dovrebbe mai passare attraverso gli occhi altrui, come già aveva fatto Tredici, a cui immancabilmente si pensa.
A tratti, si dimentica di assistere a una finzione, ci si immerge nel racconto, nei suoi colpi di scena, e si cade nella rete del mistero cercando di capire chi è il vero colpevole, se Dylan è un bravo manipolatore o davvero la mano di qualcun altro c'è.
Ulteriori spettatori di una serie che diventa virale nella sua finzione, che anticipa così i nostri commenti a riguardo, le nostre simpatie, il tutto diventa un grande, intricato gioco di specchi, a cui si perdonano volentieri certe ripetizioni, certe lungaggini che in una serie di soli 8 episodi di 30 minuti l'uno, non ti aspetti.
Gliele si perdona, per una stoccata finale improvvisamente seriosa che fa riflettere e non si dimentica facilmente.



4 commenti:

  1. Spunto di partenza molto particolare. :)

    E il fatto che possa essere quasi una variante mockumentary di Tredici mi incuriosisce più dei soliti docu.
    Peccato però che, per una volta che volevo vedere una serie di questo tipo, in rete ancora non l'ho trovata...

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    1. Questo è decisamente pane per i tuoi denti!
      E, pss, in rete lo si trova ma non si trovano i sottotitoli italiani, però nelle mie versioni quelli inglesi erano incorporati ;)

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  2. posti sempre più spesso cose delle quali non so decisamente niente di niente...
    però mi affascinano parecchio

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    1. Per la settimana crime ho scavato per bene, ma dalla prossima torno al cinema e al conosciuto, vedrai ;) Intanto, questa serie leggera ma non troppo, veloce e divertente te la consiglio!

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