4 ottobre 2017

L'Inganno

Andiamo al Cinema

Premessa necessaria: non ho visto l'originale La notte brava del soldato Jonathan del 1971 con protagonista Clint Eastwood, quindi questo post va preso senza alcun tipo di riferimento o paragone a tale film.
Anche se c'è, da parte mia, una certa perplessità nella scelta di Sofia Coppola di voler per la prima volta nella sua carriera affrontare un remake, e fare un remake di questo film.
Perché, detto così, da subito, io a una storia simile non mi sono appassionata per nulla.
Pur essendoci un'evoluzione in questa, ho trovato piuttosto prevedibili ruoli scalfiti già dopo pochi minuti, piuttosto piatti i dialoghi, beffardo per quanto intuibile, il finale.
Perché quindi la paladina delle storie pop, dirige un film che di pop ha gran poco?
Questione di sottotesti, immagino, di impegno femminista pure, di metafore e riferimenti che si sprecano.
Certo.
Ma la sostanza, in questo quadro splendidamente tratteggiato, dov'è?



Come si è capito no, L'inganno non mi ha ingannato e non mi ha convinto.
Nonostante tutti i pregi del caso.
Nonostante una composizione del film da applausi, con scene che sembrano quadri, con quadri che entrano in scena. Quella fotografia luminosa, quegli abiti bianchi che un po' ricordano il sole dell'estate delle sorelle Lisbon, sono una gioia per gli occhi che si staglia in un mabiente da sogno bucolico come il sud degli Stati Uniti. Lo stesso vale per la musica, anche se quanto composto dai Phoenix ha meno impatto rispetto al rigoroso silenzio che aiuta ad aumentare l'inquietudine e il senso di straniamento rispetto ad un mondo, là fuori, in cui la guerra tuona le sue bombe.
Nonostante poi prove di attrici che confermano la loro bravura, che sia l'ormai rinata Nicole Kidman -la migliore-, la fragile seppur gonfia Kirsten Dunst o l'ormai garanzia Elle Fanning.
Sono forse i loro personaggi a funzionare poco, a non rendersi amabili, e a non scostarsi dai binari in cui fin dal principio li vediamo correre: matriarca che cede volentieri ai piaceri -della carne, dell'alcol-, donna indipendente in trappola o giovane seducente e annoiata, tutte finiranno per fare la corte al soldato John, il nemico, il ferito John, che cambia le regole all'interno di quel collegio, o meglio, le rende evidenti.
Pezzo di un mondo dal quale sono escluse, pezzo di mondo che non può che attrarre, con tutti i pericoli del caso.


Così, se pure Colin Farrell si unisce al coro di ottime prove, se il lato tecnico non mostra nessun difetto, anzi, continua ad incantare anche a visione conclusa, sognando certe case in stile coloniale e certi abiti fissi nell'immaginario degli abiti ideali, L'inganno scivola invece via, non lascia quasi traccia.
Non c'è mordente, non c'è una vera e propria firma, manca Sofia Coppola in tutto questo, anche se la regia -pur di Sofia Coppola- resta indiscutibilmente il punto migliore.
Non che ci si aspetti sempre lo stesso film, sempre le stesse musiche a contrasto o qualche sferzata a dovere, ma il risultato non soddisfa.
Non annoia neppure, semplicemente, non suscita interesse, come in quelle cene dove tutto fila liscio, le conversazioni restano piatte, nessuno urla, nessuno nemmeno ride o si indigna, e nulla -nemmeno i funghi- sono indigesti.


Regia Sofia Coppola
Sceneggiatura Sofia Coppola
Musiche Phoenix
Cast Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, Colin Farrell
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Il giardino delle vergini suicide

8 commenti:

  1. A me la Coppola arriva sempre un po' così, smorzata...
    Questo film non fa eccezione, ma almeno mi ha fatto meno antipatia del solito, sarà che a tratti è perfino molto divertente. Peccato sia esattamente quello che ci aspettavamo dai trailer. Anche se i miei occhi, al diavolo la trama esilissima, erano incantati da quello che vedevano (non solo Elle Fanning).

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    1. Occhi pieni di bellezza, tra abiti e ambientazione era tutto un sogno. La trama è invece un vero incubo, esile esile, che alla fine non resta proprio.

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  2. L'originale è di un altro pianeta.

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    1. L'originale a questo punto non so se vederlo. Prima o poi, magari, a memoria più libera.

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  3. Devo dire la verità, non mi è dispiaciuto :) Certo Sofia ha fatto di meglio e quel meglio per me resta Lost in Traslation

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    1. La parte tecnica non ha un difetto, è il resto che manca di cuore, o anche solo di un qualcosa per renderlo più memorabile.

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  4. Per me la migliore del cast è la "gonfia" Kirsten Dunst. :)

    Per il resto sono d'accordo con te. Un film che non riesce a coinvolgere o appassionare più di tanto e in generale non si può rimanere soddisfatti in pieno. Non da Sofia Coppola.

    Le perplessità iniziali sulla decisione di realizzare un remake al termine dela visione sono ancora più forti...

    Qualche riflessione la parte finale comunque la suscita, però è troppo poco. Sì che a me piacciono i film più forma che sostanza, però qui in effetti di sostanza non c'è manco l'ombra.

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  5. io non concordo al mille x mille...
    c'è una storia, dietro una recitazione che vale, e questa storia ha un suo scorrere, non velocissimo, di certo sommesso, ma affatto scarso, per niente banale.
    il cast poi, beh il cast è un piccolo gioiello alla mercé di una regista che, sicuramente non è al suo top, però che non va sottovalutata nemmeno in questo remake, coraggioso perché poco noto

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