24 febbraio 2018

The Disaster Artist

Andiamo al Cinema

Ieri ci si chiedeva se un film potesse essere talmente brutto da risultare alla fine bellissimo.
Oggi ci si chiede come da un film talmente brutto e mal fatto, possa venire prima l'idea, poi il coraggio, di raccontarne la realizzazione, il dietro le quinte, e ci si chiede anche se il making of di un film talmente brutto, possa portare ad un film bellissimo.
Le risposte oggi sono: con tanta follia, e sì.
Sì, perchè anche in questo caso c'è il cuore dietro.
Ok, magari il cuore di Tommy Wiseau batte a scoppio ritardato, forse ci crede troppo, forse c'ha dato dentro troppo con altro, ma al suo progetto, nel suo The Room, mette tutto se stesso, anche se -chiaramente- non basta.
James Franco lo stesso fa con The Disaster Artist, dietro e davanti la macchina da presa, gestendo il fratello, gestendo un altro set nel set, e immergendosi completamente nei panni di un uomo-simil-vampiro, modellando fisionomia e soprattutto voce, l'incredibile, inconfondibile voce con chissà quale accento di Tommy Wiseau.



Ora, viene da farsi un'altra domanda.
Viene da chiedersi se The Disaster Artist possa vivere autonomamente, senza The Room a fargli da supporto e da premessa/visione fondamentale.
Difficile rispondere dopo aver visto e gioito di quella gemma, ma la sensazione è che tra scene madri ricostruite e incluse, ricostruzioni e riferimenti finali, sì, The Disaster Artist è più e va oltre il semplice The Room.
Racconta prima di tutto un'amicizia difficile da definire, fra due non certo coetanei posseduti dal fuoco della recitazione -ma non dal talento di questa- che fuggono a Los Angeles assieme, che insieme vivono, e che insieme decidono di lanciarsi nella produzione di un film.
Ci credono. O almeno ci crede Tommy, Greg piano piano capisce che non tutto funziona, che quel film che sta costando pazienza, soldi, carriera, è un salto nel vuoto che rischia di compromettere anche la sua vita privata.
E sì che il copione, per primo, l'ha letto e l'ha approvato proprio lui!
Sarà quindi una discesa negli inferi, nell'ego e nelle insicurezze di un regista-produttore-attore che fa il misterioso, che sperpera, si arrabbia, si sente tradito fuori dentro il set.


Ed è un piacere ritrovarsi a sbirciare i momenti topici di The Room, i dubbi del cast, della crew di tecnici a lavoro, i mille impedimenti, i mille ciak necessari per far recitare a Tommy le sue battute "difficilissime e intense".
Soprattutto, è un piacere vedere come i dubbi avuti, come le risate fatte e i commenti spontanei davanti al film, sono gli stessi che gli attori coinvolti e il pubblico tutto, hanno avuto.
L'idea folle, coraggiosa, di raccontare come sia stato realizzato uno dei film più brutti della storia del cinema moderno, è fatta con il cuore di chi quel film lo ritiene un vero e proprio cult, è fatta senza sbeffeggiamenti, con goliardia, ma pure con intelligenza.
James Franco non eccede, ricostruisce, diventa Tommy, biascica, si lamenta come lui, e le scene che scorrono a ridosso e dopo i titoli di coda, sono la conferma che l'Academy e il suo puritanesimo, gli han fatto un gran torto a togliergli una sacrosanta nomination.
E proprio come The Room, c'è un senso di colpa e di mancanza a non aver conosciuto prima questo film e il suo creatore, a non aver partecipato a quell'incredibile, imbarazzante e assurda première. Non resta che ringraziare James Franco, allora, per la sua follia, il suo coraggio, che ha fatto conoscere anche a che nemmeno lo aveva mai sentito, un film talmente brutto da essere già un mio cult.


Regia James Franco
Sceneggiatura Scott Neustadter, Michael H. Weber
Musiche Dave Porter
Cast James Franco, Dave ranco, Seth Rogen, Alison Brie
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The Room, Hitchcock, Ed Wood
Voto: ☕☕/5

10 commenti:

  1. The Room non ho ancora trovato il coraggio di vederlo, ma The Disaster Artist accanto a The Florida Project resta la sorpresa di un Torino Film Festival, per il resto, non troppo brioso. Non vedo l'ora di rivederlo: sempre in lingua, sempre legandomi al dito l'affronto dell'Academy fatto a Franco.

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    1. Franco è riucito a bilanciare benissimo la ricostruzione fuori e dentro il set, con l'attesa di rivedere i "momenti topici" del film, e la strana amicizia fra i due protagonisti.

      p.s. Sai che Florida Project proprio non mi è piaciuto, e mi ha irritato a più riprese? Ne parlerò meglio presto, ma una gran delusione.

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  2. Tommy Wiseau con un film brutto è entrato nella leggenda così :D, grazie a James Franco.

    "Sarà quindi una discesa negli inferi, nell'ego e nelle insicurezze di un regista-produttore-attore che fa il misterioso, che sperpera, si arrabbia, si sente tradito fuori dentro il set": direi un ottimo riassunto del film :P

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    1. James Franco c'ha visto lungo, una storia così andava raccontata, e un film così brutto andava fatto conoscere anche a chi -fuori dall'America e da quei cinema che ancora lo proiettano- non poteva conoscerlo. Grazie James!

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  3. Ma quindi ti è piaciuto di più questo o The Room? :)

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    1. Bella domanda! Partendo dal presupposto che possa piacere The Room, poi. Diciamo che inevitabilmente li vedo legati e necessari l'uno all'altro, ma qui -ma va!- c'è più profondità.

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  4. Purtroppo, oggi ho scoperto che al multisala vicino casa mia non lo daranno mai. Non sono interessati a prenderlo.

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    1. Anche dalle mie parti non è arrivato, per fortuna lo si recupera e in v.o. senza grosse difficoltà, ma visto il traino degli Oscar mi aspettavo di più dalla distribuzione.

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