22 luglio 2018

La Domenica Scrivo - Ripetizioni (di eterni ritorni e qualche cambiamento)

Un anno fa ero alle prese con scatole e scatoloni, in crisi con gli imbianchini per il colore che volevo in cucina, in crisi per un trasloco impossibile verso un gatto che non si faceva avvicinare, figurarsi coccolare, avevo passato quattro ore della mia vita -di nuovo- all'Ikea, e altrettante a scegliere piante e piantine per abbellire casa e giardino.
Oggi, o meglio, ora, sono alle prese con altre scatole e scatoloni, ma per svuotare una stanza colma di tutto che finalmente può diventare il sogno del giovine: una stanza prove tutta per sé.
Sono alle prese con gli imbianchini e in crisi per il colore, ma per l'esterno della casa, per renderle giustizia fin da subito che lo so che l'abito non fa il monaco, ma togliere un po' di sporco, illuminare e abbellire male non fa.
Sono soprattutto in crisi per il trasloco, o meglio trasferimento, non di un gatto ma di cinque, cinque cuccioli capitati per caso in giardino, che il giardino e la stanza di Baghera hanno nel mentre occupato e che ora devo riuscire ad avvicinare, coccolare, per potergli dare una casa.
Ho passato non quattro -fiù- ma due ore all'Ikea per l'annuale processione a prendere quello che manca, quello che si desidera, quello che non si sapeva di volere ma visto che si è qui, prendiamolo!
E infine a scegliere altre piante e piantine per un giardino finalmente più grande e completo.



È passato un anno, ma poco sembra davvero cambiato.
Come una ripetizione continua, un eterno ritorno.
Casi e coincidenze che cene per festeggiare un anniversario certi casi, certe coincidenze, li fanno notare. Che poi pure quella cena sia una ripetizione, un annuale appuntamento per festeggiare in semplicità e con del buon cibo gli anni passati assieme, aumenta lo stupore.
Davvero tutto torna?
Davvero poco di nuovo c'è stato?
In realtà, mi guardo intorno e dico no.
Ci sono stanze, fiori, sedie, fotografie e ricordi soprattutto, a dire il contrario, ci sono scelte, viaggi, visioni e compagnie che sono state fatte, sono cambiate.
È che ripetersi a volte è necessario, è inevitabile, è che il nuovo stupisce, ma è tornare, rivedere, che aumenta quello stupore, perché in fondo si capisce un qualcosa di fondamentale: se siamo ancora qui, se lì torniamo, se certe decisioni dobbiamo riprenderle, a sorprenderci siamo noi stessi e come nel mentre, in un singolo anno, siamo cambiati, diventando più entusiasti (per la stanza prove), più in crisi (per il colore), più decisi (all'Ikea), più ottimisti (per quei cuccioli).

Per ritornare a leggere del trasloco QUI
dell'Ikea QUI
di Baghera QUI

2 commenti:

  1. Bellissimo questo post, è vero, la vita è fatta spesso di "ritorni" (tanto più che l'effetto deja vu deve pur avere un fondamento scientifico, no?). Hai fatto bene a fare dare una mano di vernice all'esterno: imbiancare è costoso e ingombrant, ma ogni tanto bisogna "rinfrescare" la propria casetta :)

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    1. Grazie :) per quanto riguarda l'effetto deja vu ho sempre sostenuto la spiegazione che ne danno in Fringe: significa che la tua vita sta seguendo il giusto percorso.

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