23 aprile 2019

The Cry

Mondo Serial

Una famiglia all'apparenza perfetta, un bambino che sparisce nel nulla, i media chiamati a coprire e aiutare nelle ricerche e le prime crepe che in quella famiglia iniziano a farsi vedere.
Sembrerebbe l'ennesima miniserie inglese che di crime parla, se non fosse che la polizia, le indagini, non sono al centro della scena.
Lo è quella famiglia, quella giovane coppia bella e telegenica, che viene sezionata a favore di telecamera e che sembra sapere più di quel che mostra.
Il racconto si fa quindi a scoprire, andando poco per volta indietro nel tempo, in flashback rivelatori, in flashfoward che sanno come catturare l'attenzione.
Lei, Joanna, insegnante d'asilo, lui, Alistair, uomo politico. Con lei che ne diventa senza saperlo l'amante, con il matrimonio di lui che non regge e la figlia che vola con la madre in Australia.  La lotta per rivederla, per un affido congiunto, deve vedersela anche con la gravidanza imprevista di Joanna e con il suo dover far fronte alle necessità di un bambino impegnativo da sola.



Sola, immersa in pannolini, in pappe e in pianti isterici, Joanna sembra non farcela.
Pure quel volo di 30 ore deve affrontarlo da sola, con gli altri passeggeri ad odiare lei e il bambino che zitto non vuole stare.
Si parla di baby blues, allora, si parla delle difficoltà della maternità che non è sempre tutta una gioia.
Con quella scomparsa improvvisa che incuriosisce, quella famiglia allargata in cui di tutti si finisce per sospettare.
In sole 6 puntate seguiamo l'evoluzione di Joanna, viviamo e sentiamo il suo dolore, la sua frustrazione, la sua stanchezza. E finiamo per odiare l'egoista Alistair, a sospettare di quella prima moglie.
Il racconto è di quelli equilibrati, di quelli in cui una semplice frase o gesto cambiano il punto di vista, il presunto colpevole.
Divisi fra la natura incontaminata dell'Australia e il grigiore scozzese, a catturare lo sguardo è però sempre lei, Jenna Coleman -indimenticata Clara di Doctor Who, ora regina Victoria- qui in panni finalmente moderni.
Le sue lacrime, trattenute o falsate, sono al centro della scena, dei tabloid.
La sua verità, quella che farà più male.


Voto: ☕☕/5

2 commenti:

  1. Conoscevo solo di nome. Potrebbe essere una di quelle produzioni brevi ma intensissime da recuperare. 😊

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    1. Intensa almeno nei primi episodi, di certo si diverte a mescolare le carte. Visto che le grandi serie finiscono fra qualche settimana, come tappabuchi funziona benissimo.

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