9 gennaio 2015

Lo Hobbit - La Battaglia delle Cinque Armate

Andiamo al Cinema

Arrivati alla fine di questa trilogia, arriva anche il momento di fare un po' di conti.
Eran davvero necessari tre capitoli, per raccontarcela?
E' la prima domanda che ci assale, seguita dall'inevitabile paragone con Il signore degli Anelli, che vede questa nuova impresa, rischiosa, di Peter Jackson inabissarsi.
Non che siano mancati i momenti di pathos, le scene in cui davanti alle azioni, davanti agli effetti speciali si rimaneva a bocca aperta, ma è la storia in sé ad essere più debole, appoggiandosi più volte sul futuro per far battere il cuore degli affezionati.
Tralasciate queste inevitabili riflessioni, prendiamo questo capitolo finale nel suo singolo.


Si inizia male, con l'uscita di scena del mitico drago Smaug dopo la distruzione totale di Pontelagolungo.
I sopravvissuti agli incendi e alle devastazioni si ritrovano alla rinfusa in una costa, senza più un regno in cui tornare, senza una casa in cui proteggersi dall'inverno imminente.
La soluzione?
Una sola, rifugiarsi alle porte della Montagna Solitaria e riscattare la parte del denaro promessa dai nani.
Ma come sempre, non tutto va secondo i piani, e il buon Scudodiquercia all'interno di quelle mura sofisticate, ricolme di gemme, ori e preziosi inizia ad essere contagiato dalla smania avara di Smaug, a perdere la testa, il senno e la sua morale, di fronte a richieste non solo logiche ma anche promesse.
Con la follia che avanza, che mette in allarme gli altri nani e il prode Bilbo Baggins, non solo Pontelagolungo, ma anche gli Elfi arrivano per chiedere parte del tesoro custodito.
Si prospetta una battaglia sanguinolenta, per prendere possesso anche di un territorio così strategico, a cui si uniranno orchi e i temibili mannari.


Cinque armate, riunite e armate fino ai denti, per una montagna.
Già la base non sembra reggere, facendo di quest'ultimo capitolo un capitolo non del tutto convincente.
Certo, l'azione, le battaglie dei singoli, i colpi di scena e gli impossibili colpi e contraccolpi sferrati tengono desta l'attenzione ed esaltano come non mai.
E sì, anche di fronte a effetti fin troppo speciali, in cui si storce un po' il naso (qualcuno ha detto le prodezze di Legolas?) si finisce per osannare i protagonisti, sapendo che all'ultimo qualcuno arriverà a salvarli, che quando tutto sembra essere finito in realtà non lo è mai.
Non tutto funziona, però, non tutto ha l'atmosfera epica che ci si aspetta, e anche se a livello tecnico con quella fotografia calda e satura che da sola vale il prezzo del biglietto, il fatto che questo sia l'ultimo capitolo fa gioire.
Non ci saranno più  scampagnate nella Terra di Mezzo, non ci saranno più orridi piedi di Hobbit a tracciare il percorso, né la bonaria risata di un Gandalf a cui si vuole sempre un gran bene. E forse è meglio così, anche se la malinconia sulle note di The last goodbye di Billy Boyd prende il sopravvento.


8 gennaio 2015

Silenzio in Sala - Le Nuove Uscite al Cinema

Dopo la scorpacciata di nominati di inizio anno, si tirano un po' le corde e ad aspettarci in sala ci sono solo 4 pellicole.
Meritevoli?
Meh.
Diciamo che se proprio volete correre in sala, quanto già uscito è molto meglio.
Per fugare ogni dubbio, o per magari trovare qualcosa di vostro gradimento, ecco qualche consiglio:

Come Ammazzare il Capo 2
Il primo capitolo era stata una commedia di quelle che non ti aspetti, in parte goliardica, in parte intelligente, in ogni caso godibile.
Il trio di frustrati lavoratori torna così alla riscossa, con l'intento di mettersi in proprio. Ma andrà secondo i loro piani?
Jason Bateman, Jennifer Aniston, Jamie Foxx, Christoph Waltz e Kevin Spacey nel cast.
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The Water Diviner
Russell Crowe alla regia?
Russell Crowe protagonista?
Io che l'attore proprio non lo sopporto me ne tengo a distanza, per chi è invece interessato alla storia di un massacro (quello di Gallipoli) e di una guerra che prima di essere mondiale, si fa di un padre che c'ha perso i suoi tre figli, sappia che il melodramma è assicurato.
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Ouija
L'annata per il genere horror non è stata delle migliori: tanti cliché, tante cose già viste e sentite.
Come sarà allora un film che usa la tavoletta ouija per comunicare con i morti e che vede protagonista una ragazza che sola in casa prova a contattare l'amica recentemente scomparsa?
Già.
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I Cavalieri dello Zodiaco - La Leggenda del Grande Tempio
In una versione molto più moderna e molto più computerizzata, i Cavalieri dello Zodiaco tornano al cinema.
Nostalgici e appassionati, accorrete.
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7 gennaio 2015

Pride

Andiamo al Cinema

1984. Gran Bretagna.
Un gruppo di persone viene stigmatizzato dal governo, viene infangato dai media, viene ostracizzato , lasciato in disparte a anche ingiuriato dal resto del popolo.
Questo si unisce, allora, scende in piazza a manifestare e a tenere salda la sua posizione, a gridare e inveire contro la signora Thatcher.
Stiamo parlando dei minatori, certo.
Ma stiamo parlando anche della comunità gay.
Due mondi che sembrano molto distanti tra loro: da una parte l'immaginario dell'uomo rude, dalle mani callose che lavora sodo, che si gode la sua pinta al pub, dall'altra un universo colorato ma allo stesso tempo drammatico, con l'accettazione di sé e della famiglia che non è affatto scontata, e con l'ombra dell'AIDS che inizia a mietere le sue vittime.
Questi due mondi, però, proprio nel 1984 si incontrano e si uniscono, per il caso, per il nemico comune da affrontare, per le stesse percosse e trattamenti che la polizia e i giornali intentano ai loro danni.


E' durante il gay pride di quell'anno che Mark Ashton decide di aiutare l'unione dei minatori, di fondare il gruppo Lesbians and Gays support the Miners e di raccogliere per loro dei soldi, di fare collette in modo da contribuire allo sciopero che da mesi portano avanti.
Idea semplice, sembra, ma provate voi negli anni '80 a chiamare identificandovi come membro del LGSM e vedete in quanti vi prendono seriamente.
Per disguidi, per casi fortuiti, a Onllwyn lo fanno.
Un paesino piccolo, molto piccolo, in cui un bus carico di gay e lesbiche non passa certo inosservato, e in cui riuscire a fare breccia, tra pregiudizi e bigotti non sarà così facile.
Allo scontro con mentalità tanto chiuse, che a poco a poco si aprono, va di pari passo la maturazione del giovane Joe, che inizia ad accettare se stesso, pur nascondendosi dal giudizio dei suoi genitori, tenendo segreti i suoi viaggi, la sua partecipazione.
Con il tempo che passa, i mesi che avanzano e i viaggi da e verso il Galles che si fanno più frequenti e anche più gioiosi, la situazione politica non sembra però migliorare.


La pagina inglese che ci viene raccontata è di quelle che i più giovani come la sottoscritta non hanno vissuto in prima persona, e che, se conosciuta, non lo è mai in modo approfondito.
Pride è così una lezione di storia, ma anche e soprattutto una lezione di umanità, di accettazione e solidarietà costruita tra mille difficoltà e diversità.
Gli inglesi ce la raccontano come sanno fare meglio, mescolando espedienti da commedia a quelli del dramma, facendoci ridere e commuovere, tra le note della musica disco e quelle di  Bread and Roses.
Unendo personaggi realmente esistiti e ancora in vita ad altri di finzione, si costruisce un cast corale sentito e in forma, in cui spicca quel macho di tutt'altra sponda in The Affair di Domenic West e l'inimitabile Bill Nighy, più giovani promesse.
Insieme si divertono, e come non amare quelle signore anziane che scoprono le lesbiche e scoprono il veganismo? come non riconoscere che è dall'educazione e dal rispetto che tutto può cambiare?
Non si cade nel buonismo, così, e anche se la durata poteva essere un po' inferiore, con quel finale fatto di mani che si stringono e che si sorreggono a vicenda, l'essere testimoni di questa storia, di questo film, ci rende un po' tutti migliori.


6 gennaio 2015

Doctor Who - Last Christmas

Quando i film si fanno ad episodi.

Ormai l'ho imparato anch'io, che sono una novellina: non c'è Natale che tenga se non c'è Doctor Who in onda, in Gran Bretagna.
E puntuale come Babbo Natale, eccolo qui, a cercare di rimediare ad una stagione per me non proprio esaltante, fatta di episodi fin troppo a senso unico, di ribaltamenti di relazioni che anche no, e di una nuova reincarnazione, quell'arcigno di Peter Capaldi, che proprio non vuole convincermi.
E arrivata alla fine di questo speciale, la conclusione è solo una: se l'episodio è scritto bene, se Steven Moffat si impegna, il Dottore torna a risplendere.


Eravamo rimasti all'addio lacrimoso tra Clara e il Dottore, con l'incognita (anche a livello contrattuale) se la companion così legata al suo destino, ci sarebbe stata di nuovo al suo fianco. Li ritroviamo dopo chissà quanti mesi, o anni, che sembrano non essere passati: il TARDIS li chiama ad una nuova avventura, Babbo Natale, i suoi elfi e le sue renne sembrano indicare qualcosa di pericoloso.
Cosa?
Sarà difficile dirlo, e sarà difficile svegliarsi da quello che sembra un lungo sogno, che li porta ad essere entrambi vicini.
Costruito come un Inception in cui però degli alieni ti succhiano il cervello, l'episodio scorre via portando pathos e adrenalina, dubitando di ogni azione o parola.
Così si fa, così dovrebbe essere, anche quando non c'è un nemico storico e si va solo verticalmente nella struttura della serie.


Corposa quanto basta, non si semina chissà che cosa per un futuro tutto da scrivere e riscrivere visto lo scontento dei fan per la scorsa stagione, ma trova il tempo per dare una conferma che magari non tutti aspettavano, ma che è giusta, per lo meno per far crescere un Dottore che deve convincere: Clara ci sarà ancora, sarà al suo fianco, richiamata da quell'istinto e quella voglia per l'avventura.
Se qualcosa di buono è avvenuto in questo Natale, è stato di aver riportato un po' di speranza per chi in Doctor Who aveva iniziato a dubitare.
Ora restiamo in attesa, sapendo che quell'uomo vestito di rosso e dalla risata contagiosa, è sempre dalla nostra parte.


5 gennaio 2015

Scrotal Recall

Quando i film si fanno ad episodi.

Potrebbe tranquillamente essere il soggetto più geniale per far partire una comedy: chiamare tutte le proprie ex per comunicare loro di avere una malattia sessualmente trasmissibile che forse le ha contagiate.
No, non storcete il naso, nemmeno davanti a un titolo non propriamente fine.
Quello che gli inglesi sanno fare, anche davanti a temi certo non di classe come questi, è saperli sfruttare al meglio e in soli sei episodi ve ne accorgerete e quel naso si raddrizzerà sopra un sorriso a 32 denti.


Dylan, scoperto di avere la clamidia, inizierà infatti un giro di telefonate -aiutato anche dalle amiche birre- che lo porterà a riflettere su tutta la sua vita amorosa: dall'ex che lo ha mollato al giorno di un matrimonio che non s'aveva proprio da fare, alla ragazza che potrebbe essere quella giusta, fino a quelle mollate in fretta perchè non era amore.
Poco a poco, indizio dopo indizio, flashback dopo flashback capiamo l'amara verità: Dylan è innamorato della sua migliore, che a sua volta era innamorata di lui.
Il classico tema che da Dawson e Joey ricorre, è però qui preso tra leggerezza e malinconia, e fatto di sguardi sognanti e disperati della povera Evie tra passato e presente.
In mezzo a loro e ai loro travagliati sentimenti, c'è Luke.
Sciupafemmine incallito, egoista quanto basta, stralunato e folle, che li accompagna e li scorta nel viaggio della memoria, strappando risate e perplessità ad ogni uscita.


Il terzetto è quindi di quelli spumeggianti, uniti da una complicità e da una sintonia sentita che fa passar sopra a come un bel ragazzo come Dylan o una gran bella ragazza come Evie non possano essersi accorti prima della loro attrazione.
Tralasciando questi dubbi, a rendere Scrotal Recall ancora più incalzante è la struttura degli episodi, intitolati con il nome della ragazza passata tra le braccia o nel letto di Dylan, che volta per volta va più indietro o più avanti nel suo tempo.
Il cantante/attore Johnny Flynn dimostra così di saperci fare anche nella parte del bravo ragazzo, mentre la sexy Antonia Thomas trova un nuovo futuro dopo l'uscita di scena da Misfits (che ha segnato anche il declino della serie), completa l'esilarante Daniel Ings, l'amico che tutti vorremmo avere.
Gag e ironia come se piovesse condiscono il tutto, regalando l'ennesima e ottima sorpresa dalla Gran Bretagna, con cui iniziare l'anno è uno spasso.


4 gennaio 2015

Operazione Lazzaro - Un Commento Ci Salverà

L'idea che qualche mese aveva proposto Caden Codard de Il Buio in Sala mi aveva colpito fin da subito.
Se ogni pomeriggio mi ritrovo a scrivere sulla tastiera del mio computer, è per consigliare o sconsigliare dei film. E visto che di tornaconti economici non ce ne sono poi molti, anzi, quello che dà davvero soddisfazione è l'essere letti, e l'essere commentati.
Prima di capire come ben funzionavano i meccanismi della blogosfera, le recensioni che scrivevo erano allo stesso tempo poco lette e per niente commentate.
Cosa triste, molto, soprattutto se riguardavano e riguardano pellicole decisamente meritevoli.

Bene, l'operazione Lazzaro partita da QUI, arriva anche da queste parti (complice, lo ammetto, una vacanza che mi terrà distante una settimana e fatta di post programmati).
Quindi, fatevi e fatemi un favore: resuscitate questi splendidi film con un commento!

[IL TITOLO RIMANDA ALLA RECENSIONE]

C.R.A.Z.Y.
Ricordo ancora la sala vuota in piena estate in cui lo vidi: fu amore.
Per la storia, per il protagonista, per la musica: rock anni '70-'80 e amorevoli canzoni francesi.
Il regista è quel Jean-Marc Vallée che con Dallas Buyers Club si è fatto conoscere, regalando a McConaughey il suo Oscar.




Amami se hai il coraggio
I francesi con le commedie romantiche non scherzano, e l'amore che nasce fin dai tempi dell'infanzia tra Julien e Sophie è fatto di sfide improbabili e crudeli che crescono con il tempo.
Per emozionarsi, e per vedere una giovane ma già bravissima e bellissima Marion Cotillard.




Pollo alle Prugne
Marjane Satrapi è famosa soprattutto per la graphic novel e omonimo film Persepolis.
Passata alla finzione in carne e ossa, non perde il suo stile disincantato e romantico, raccontandoci di un amore mai sbocciato e di un matrimonio ormai stantio.
Ci si emoziona, anche per una pietanza così insolita.

Me and You and Everyone We Know
Romantiche stranezze firmate Miranda July, artista contemporanea, decisamente hipster prima che l'hipster fosse di moda, che ha regalato ultimamente il più sostanzioso The Future.
Qui gioca e scherza con storie che si connettono tra loro.
Non piacerà a tutti per il suo stile, ma alcune scene diventeranno cult.


Dieci Inverni
Chissà che fine ha fatto Valerio Mieli.
Dopo aver diretto questo romantico film diviso tra la splendida Venezia e la Russia, in cui facevano la loro comparsa Michele Riondino e Isabella Ragonese, se ne sono perse le tracce.
Visione meritevole anche per la comparsata del buon Vinicio Capossela





Scott Pilgrim vs The World
Film conosciuto, soprattutto tra chi in questo nerd appassionato di fumetti e di musica ci si ritrova.
La sua scalata all'amore della bella Ramona deve passare -a livelli- per tutti i suoi ex.
Ce la farà il nostro eroe a sconfiggerli tutti?
Un grande Michael Cera e una intrigante Mary Elizabeth Winstead i protagonisti.


50 e 50
Anche in questo caso siamo di fronte a un film conosciuto, ma ahimè i commenti non sono arrivati.
All'inizio del filone cancer movie, al dramma del bel Joseph Gordon-Levitt si univa la commedia, con risate e battute mai insensibili per parlare di una malattia anche con leggerezza.



Kill Me Please
La filmografia belga mostrava già nel 2010 tutte le potenzialità recentemente esplose.
Questa pellicola criticata per il tema trattato, racconta le vicissitudine di operatori e ospiti all'interno di una clinica in cui si pratica il suicidio assistito.




Angels in America
C'è spazio anche per le serie TV in questa operazione, e per quelle d'annata.
Basterebbe il cast (Meryl Streep, Al Pacino, Emma Thompson e Mary-Louise Parker) per recuperarla, se poi ci si mette il fatto che questi attori si moltiplicano e si travestono in più ruoli e che la pièce da cui è tratta parla in modo diretto e giusto della piaga dell'AIDS in America negli anni '80, la visione si fa quasi doverosa.


Taken
Quando ancora una produzione fatta da Steven Spielberg significava qualità, quando la sua ossessione per gli alieni non aveva stancato, il regista aveva partorito questa serie che ripercorreva gli anni e le generazioni di due famiglie opposte sul fronte credere o meno a E.T.
Ulteriore merito? L'aver lanciato la prima delle sorelle Fanning nel dorato mondo del cinema.


Pushing Daisies
Il mio primo approccio con le visioni "trafugate" online è stato proprio con questa coloratissima serie TV, mai beccata in onda e recuperata in un sol fiato.
E' stato amore (il titolo della vecchia rubrica "Il fabbricatorte" vi dirà qualcosa).
Interrotta fin troppo bruscamente, spero ancora in un suo improbabile ritorno.

3 gennaio 2015

Big Hero 6

Andiamo al Cinema

Nerd di tutto il mondo, unitevi.
E correte a vedere il nuovo prodotto Disney che sembra scritto apposta per i genietti del computer, per i secchioni della chimica, per i futuri ingegneri fisici.
Hiro è uno di voi, anzi, molto probabilmente meglio visto che alla tenera età di 14 anni è già diplomato e in grado di costruire un robot spietato che manda in pezzi anche il più agguerrito rivale.
Ma il fratello non vede di buon occhio questa sua passione per le scommesse illegali e incontri clandestini, e come solo un fratello maggiore sa fare, lo invoglia a condurre le sue potenzialità in opere migliori, iscrivendosi ad esempio a quello che è il MIT di Fransokyo.
Ah, perchè non ve l'ho detto, ma Big Hero 6 è ambientato in una futuristica città che unisce la bellezza architettonica d'altri tempi di San Francisco agli skyliner più avveniristici di Tokyo (la cui commistione è presente in tutti gli aspetti visivi del film).
Al San Fransokyo Istitute of Tecnhology Hero avrà il primo assaggio di quanto una quantità giusta di intelligenza può fare: scoperte e invenzioni, ore spese in laboratori attrezzate in cui sperimentare lo sperimentabile.
E' fatta. Hiro è convinto. Vuole entrare nell'istituto.
Manca però l'idea giusta, che possa impressionare il direttore e professore Callaghan.
L'idea arriva, ovvio, ma tutto precipita in una tragedia non prevista, inaspettata.
E qui entra in gioco Baymax, robot gigante e coccoloso che ha la funzione di curare chi ne ha bisogno, sia per quanto riguarda mali fisici che diversi tipi di dolore.
Trovando in Hero un paziente da accudire, questo simpatico pallone bianco si intestardisce nella missione di farlo tornare felice, accompagnandolo in una folle avventura che sa di vendetta, alla ricerca di chi ha rubato la sua invenzione e non solo..


Nella sua pellicola meno classica (non a caso basata su fumetto Marvel, dopo la sua acquisizione) e meno pubblicizzata, la Disney sembra anche rischiare, portandoci nel mondo di cervelloni che parlano a suon di parolone scientifiche e di formule chimiche.
Ma quando Baymax entra in scena, tutto cambio, l'attenzione è catturata da lui, dalla sua espressività data da pochi gesti e da uno sguardo praticamente fisso.
Il doppiaggio italiano è stato nuovamente eccellente, con la voce monocorde di Flavio Insinna che dona al robot quella vena naif e ingenua che conquista.
Non sono da meno i personaggi comprimari, da una zia benevola a quattro cervelloni ben caratterizzati nel loro ruolo di aiutanti che si dividono battute esilaranti fatte anche di citazioni e riferimenti.
La scommessa sembra quindi vinta per i registi Don Hall e Chris Williams e per il buon John Lasseter e lo si immagina esaltato allo sviluppo di una storia simile.
Ma c'è qualche ma lungo il percorso da snocciolare.


Il primo riguarda come è stato trattato il background di Hero, con quei genitori che mancano, con l'ulteriore tragedia che scatena il tutto e che non è l'ultima che è costretto a subire.
Un po' troppo per un ragazzino? Per i bambini in sala?
Forse.
Il secondo riguarda invece proprio il finale, che lascia -non è difficile immaginarlo- ampio spazio per la produzione di un sequel o di una serie TV, e che fa di quelle frasi ad effetto un effetto di incollato per renderli possibile.
Evitabile.
Infine, ahinoi, se la colonna sonora è fatta di canzoni rockeggianti, con le canzoni principali cantata in America dai 30 seconds to mars e dai Fall Out Boy, qui in Italia questo compito è stato assegnato a... Moreno.
Moreno chi?
Il rapper di Amici.
Ecco.
Tolti questi sassolini dalle scarpe, resta comunque un film godibilissimo, che forse i più grandi sapranno apprezzare di più, che farà aumentare l'amore per la scienza e che farà volere, anche se Natale è già passato, un Baymax tutto per sé.
Ba la la la.



PS
Il film è preceduto come da tradizione da un cortometraggio.
Winston vi farà fare un numero impressionante di gridolini di tenerezza e, ovviamente, far scendere qualche lacrima.
Così si fa Disney.


2 gennaio 2015

Calendario Serie TV - Inverno 2015

L'autunno ha portato con sé numerose nuove e vecchie visioni graditissime.
Altrettanto saprà fare l'inverno?
Visti i titoli che ci aspettano, che ritornano e che hanno inizio, pare proprio di sì.
Carta e penna alla mano, queste le date dei loro inizi:

Seconde Parti
Revenge - Quarta Stagione
Domenica 4 gennaio
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



American Horror Story: Freak Show
Mercoledì 7 gennaio
Cosa ci aspetta:



The Walking Dead - Quinta Stagione
Domenica 8 febbraio
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Once Upon a Time - Quarta Stagione
Domenica 1 marzo
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Nuovi Inizi
Les Revenants - Seconda Stagione
lunedì 5 gennaio
Dove eravamo rimasti

Banshee - Terza Stagione
Venerdì 9 gennaio
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Girls - Quarta Stagione
Domenica 11 gennaio
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Looking - Seconda Stagione
Domenica 11 gennaio
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Shameless US - Quinta Stagione
Domenica 11 gennaio
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



The Americans - Terza Stagione
mercoledì 28 gennaio
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Vikings - Terza Stagione
Giovedì 19 febbraio
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



House of Cards - Terza Stagione
Venerdì 27 febbraio
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



The Following - Terza Stagione
Domenica 2 marzo
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Fanno il loro esordio

Better Call Saul - 8 febbraio
Lo spin-off più atteso di tutti i tempi, già rinnovato a scatola chiusa per una seconda stagione.
Che le disavventure dell'avvocato più viscido del piccolo schermo riesca a conquistare come fatto dai suoi clienti Walter White e Jesse Pinkman?
Speriamolo.




Secrets & Lies - 1 marzo
La coppia di protagonisti Ryan Philippe e Juliette Lewis porta in scena il remake dell'omonima serie australiana incentrata sulle vicende di un marito che dopo aver trovato il cadavere di un bambino, viene sospettato di esserne l'omicida.
Non gli resterà che trovare il vero assassino




The Last Man on Earth - 1 marzo
Scritta e interpretata dal Will Forte di Nebraska, la comedy racconta le disavventure di un uomo qualunque durante la fine del mondo.
Potrebbe essere una sorpresa e una visione graditissima. Tra i protagonisti, anche la bella January Jones.





Battle Creek - 1 marzo
Progetto firmato Vince Gilligan ma... 12 anni fa. Ora la CBS lo ripesca, che abbia fatto bene?

1 gennaio 2015

I Film più Attesi del 2015

Avete già stilato i buoni propositi per questo nuovo anno?
Aggiungeteci quello di vedere più film, nella fattispecie quelli qui consigliati perchè sono tra quelli più attesi, certo, e quelli che meritano attenzione.
Carta e penna alla mano, allora, perchè la lista è -fortunatamente- particolarmente lunga!

GIA' IN SALA

Partiamo con il botto, perchè già nel primo giorno dell'anno troviamo al cinema tre film da non perdere:

The Imitation Game, con il bello e bravo Benedict Cumberbatch nei panni del matematico Alan Turing, mente brillante quanto contestata nella sua vita privata per essere omosessuale. Candidato ai Golden Globe e con molta probabilità anche agli Oscar, al suo fianco ha anche un'ottima Keira Knightley.




Big Eyes, Tim Burton sembra essere tornato sui binari giusti, e il suo racconto dell'artista Margaret Ulbrich e della sua lotta per veder riconosciuti i suoi, di lavori sembra già su carta bello potente. Aggiungiamoci le interpretazioni di Amy Adams e Christoph Waltz e la corsa al cinema è già iniziata.






American Sniper, Clint Eastwood ci porta in guerra, in quella quasi personale di un cecchino diventato leggenda. Tornato a casa e alla famiglia, non tutto sarà perfetto.
Ad interpretarlo un ingrassato Bradley Cooper.









GRANDI REGISTI


Sarà un anno di grandi ritorni e di grandi firme quello che ci aspetta.
A partire dai fratelli Wachowski alle prese ancora una volta con un futuro fantascientifico che mescola alieni e esseri umani, passando per Paul Thomas Anderson che abbandona momentaneamente i toni seriosi per abbracciare la commedia intelligente e tagliente con il fido Joaquin Phoenix, e finendo con un Vinterberg che dirige Carey Mulligan e Martin Sheen adattando Thomas Hardy.
Presentato a Cannes, arriva anche da noi la nuova prova di Hazanavicius con Bérénice Bejo, e da Venezia, invece, il ritorno scoppiettante e frizzante di Bogdanovich e quello del vincitore Roy Andersson.
Ron Howard tenterà di trasporre le pagine di Moby Dick, mentre Guillermo del Toro scrive e dirige con Tom Hiddleston e Jessica Chastain.
Infine, anche Jeff Nichols torna, con il fido Michael Shannon, e Kirsten Dunst e Adam Driver.

Jupiter Ascending - 5 febbraio

A pigeon sat on a branch reflecting on existence - 19 febbraio

Inherent Vice - 26 febbraio

The Search - 12 marzo

In the heart of the sea - 19 marzo

She's funny that way - 2 aprile

Far from the madding crowd - 10 settembre

Crimson Peak - 22 ottobre

Midnight Special - 26 novembre


GRANDI ATTORI


Per vedere i vari e probabili candidati all'Oscar di quest'anno bisognerà aspettare poco.
Julianne Moore arriverà già fra qualche settimana, mentre nel prossimo mese ci sarà spazio sia per Jessica Chastain che per Michael Keaton.
Jude Law potrebbe confermare di non sbagliare un colpo con Kevin Macdonald, mentre Channing Tatum e Steve Carrell promettono scintille insieme. La versione di Into the wild al femminile con Reese Witherspoon arriverà prima della primavera, mentre Johnny Depp e Jennifer Aniston tentano di cambiare genere/evitare la china della loro carriera.
Per finire, la coppia che non ti aspetti è quella formata da Bradley Cooper e Emma Stone diretti da Cameron Crowe.

Still Alice - 15 gennaio

Birdman - 5 febbraio

The disappearance of Eleanor Rigby - 5 febbraio

Mortdecai - 19 febbraio

Black Sea - 26 febbraio

Wild - 5 marzo

Foxcatcher - 5 marzo

Cake - 5 marzo

Hawaii (titolo provvisorio) - 5 marzo

BIOPIC


Il genere biografico è in gran voga in una Hollywood priva di idee.
Dal raccontare il genio di Stephen Hawking a quello del pittore Turner, passando per le vicende della II Guerra Mondiale fino alle folli imprese del funambolo Philippe Petit raccontate da Zemeckis e interpretate da Joseph Gordon-Levitt.
Infine, spazio anche per l'Angelina Jolie regista che mostra le imprese impossibili di Louie Zamperini.

La Teoria del tutto - 15 gennaio

Turner - 29 gennaio

Fury - 29 gennaio

Unbroken - 29 gennaio

The Walk - 1 ottobre

ITALIA MON AMOUR


Dopo un anno caratterizzato da tante, troppe, commedie, i grandi registi tornano nelle sale.
I nomi?
Sorrentino, Garrone e la coppia Castellitto-Mazzantini.
Ma prima di tutti, arriverà Saverio Costanzo che ha già convinto a Venezia.

Hungry Heart - 15 gennaio

Nessuno si salva da solo - 5 marzo

La Giovinezza - 21 maggio

Il racconto dei racconti - 14 maggio

SAGHE


La Marvel si scatena, proseguendo con i suoi progetti fatti di sequel e reboot. Reboot che coinvolgono anche altri due miti della nostra infanzia e che sono decisamente rischiosi.
Meglio allora aspettare l'ultimo capitolo delle avventure di Katniss e quello di James Bond.
Il più atteso, si sa, sarà comunque il settimo episodio delle Guerre stellari.

AVENGERS Age of Ultron- 23 aprile

Jurassic World - 11 giugno

Terminator: Genisys - 9 luglio

The fantastic 4 - 10 settembre

007 SPECTRE - 29 ottobre

Hunger Games-Il canto della rivolta parte II - 19 novembre

Star Wars episode VII - 17 dicembre

MONDO DISNEY


Tra film tratti da grandi classici, cartoni propri e quelli dell'amica Pixar, l'anno Disney si prospetta scoppiettante, ma facile sarà cadere in delusioni, visti i titoli coinvolti.
Dato però che quello appena concluso non è stato di certo un anno d'oro per il genere animazione, nuovi progetti son sempre ben accetti:

Cindarella - 12 marzo

Into the Woods - 2 aprile

Tomorrowland - 21 maggio

Pan - 16 luglio

Inside Out - 20 agosto

ALTRA ANIMAZIONE


Non da meno sono le altre case di produzione, con titoli che accontentano i più piccoli, che portano su schermo star della TV tra sequel e altro.
Per i più piccoli (ma non solo), questi i titoli da segnare:

Spongebo Fuori dall'Acqua - 26 febbraio

Shaun the Speep the movie - 26 febbraio

Il libro della vita - 5 marzo

 Home - 26 marzo

B.O.O. - 25 giugno

Pixels - 30 luglio

Minions - 27 agosto

Hotel Transilvania 2 - 15 ottobre

ANCORA SENZA DATA

Attesissimi ma ancora senza una data definitiva di uscita Knight of cups di Terrence Malick, che sarà presentato al Festival di Berlino, Sea of Trees di Gus Van Sant con Matthew McConaughey, Mia madre di Nanni Moretti, The Revenant di Iñárritu con Di Caprio e Tom Hardy e il The Hateful Eights di Tarantino per cui chissà, forse l'attesa si protrarrà fino al 2016.