7 agosto 2026

Is God Is

Andiamo al Cinema a Noleggio 

Due sorelle, gemelle, segnate fin dall'infanzia. 
Marchiate con il fuoco, rimaste orfane di una madre che le ha volute risparmiare della sua vista e di un padre colpevole di averlo appiccato, quel fuoco.
Crescono in simbiosi, crescono difendendosi con Racine segnata fin dal volto, bersaglio facile di sguardi e di giudizi, e Anaia che porta solo sul braccio le sue cicatrici chiamata a imporsi e a proteggerla con l'attacco. 
Crescono, lavorano come si può, sempre insieme e sempre pronte a esserci l'una per l'altra, finché una lettera non cambia tutto.
La scrive quella madre ancora viva ma sul letto di morte che le chiama a sé, che cerca di spiegare il suo abbandono, che riguarda quella notte tragica e chiede vendetta. Chiede che venga trovato quel padre colpevole che ha seminato figli e disperazione, e chiede la sua testa.


Sono delle assassine, Racine e Anaia?
Non proprio. O forse sì, perché hanno accumulato rabbia e risentimento, e lo accumulano in un viaggio che le porta a conoscere un padre che non si è pentito, che non chiede scusa e che lungo il tragitto ha sparso altre minacce, altre paure, altro dolore e menomazioni.
È un film nero, nel linguaggio e nella forma, Is God Is
Tratto dalla piece teatrale drlla stessa regista, Aleshea Harris, presentata off-Broadway è un'odissea che porta due sorelle, gemelle, a provare finalmente qualcosa di diverso. Paura e rabbia, sete di vendetta e timore di non essere pronte a quella vendetta, sacrificio e bisogno di andare avanti.
Pensata come un'odissea, con una voce fuori campo che ricorda un canto greco, è perfetta in un film in cui le immagini si caricano di significato, in cui il cattivo si mostra a pezzi decostruendo quanto buono sa essere Sterling K. Brown solitamente, in un crescendo emotivo in cui si sparge sangue, ci si sacrifica, si va avanti.


Nera la storia, nero il cast, nero un linguaggio visivo e parlato, nera la colonna sonora in un film volutamente forte e esagerato, che punta sulle protagoniste Kara Young e Mallori Johnson, sul montaggio veloce e sulla velocità dei dialoghi capaci di incantare più i critici del pubblico. La mancata distribuzione d'appoggio dell'A24 l'ha probabilmente penalizzato, e lo scontrarsi con i film estivi dell'A24 l'ha affossato, ma vale la pena cercarlo e goderne. 

Voto: ☕☕/5

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