5 agosto 2026

Good Fortune

Andiamo al Cinema su PrimeVideo

C'è un angelo che vola sopra Los Angeles che vuole interferire nelle vite degli altri, ma non è City of Angels. 
C'è un angelo che vuole mostrare agli altri il vero valore della vita è impedirgli di farla finita, ma non è La vita è meravigliosa.
Sono però chiare ispirazioni di Aziz Ansari che debutta alla regia di un film dopo che un altro progetto -Being Mortal- è stato bloccato per le accuse contro Bill Murray.
Ansari si porta dietro da quel progetto Seth Rogen e Keke Palmer, non certo Murray, ma soprattutto la voglia di scrivere una commedia originale che parli dei nostri tempi.


Tempi matti, tempi brutti, tempi fatti di divisione sociale in cui c'è chi ha tutto e chi ha niente, chi si deve dividere fra tre-quattro lavori sottopagati finendo comunque per vivere dentro un auto e chi si gode la sua piscina, i suoi ricavi, senza in fondo lavorare davvero. Riflessioni sulla situazione paradossale di Los Angeles o degli Stati Uniti o delle grandi città tutte, dove i rider e i tuttofare si svendono e dove inseguire i propri sogni o anche solo un contratto di lavoro migliore sembra impossibile con questa economia che premia i pochi che sfruttano i tanti.
Ansari ci riflette con un certo grado di retorica, va ammesso, ma lo fa puntando alla commedia più classica, con un angelo pasticcione e impiccione che le sbaglia tutte, con lo scambio di vite a dimostrare ben altro rispetto alle commedie degli anni '90 e con una certa quantità di frecciatine che rende coraggiosa la sua distribuzione in Italia su Primevideo.
 

Ora, se Aziz Ansari fa Aziz Ansari con il suo carico di ansia e fare cuccioloso, se Keke Palmer fa la Keke Palmer affascinante e battagliera e Seth Rogen fa il solito Seth Rogen beone e rilassato nella sua villa di lusso, la sorpresa è Keanu Reeves. Che non fa il Keanu Reeves tuttazione ma inizia a prendersi meno sul serio. Funziona? Insomma, nel fare l'angelo stupidotto e goffo e non vezzo ai vezzi umani, messo da parte dagli altri angeli con compiti cmoderni capitanati da Sandra Oh, Keanu stona come stona la sua espressione fissa che solo versa la fine si rilassa un po'. L'idea che mi sono fatta è che John Wick l'ha rotto, fossilizzando le sue capacità recitative e anche se ci prova con progetti di dubbio gusto a passare a fare altro, stona.


La commedia che Ansari sognava di fare non è certo magica e spumeggiante come ci si poteva aspettare.
I suoi momenti ce li ha, le sue risate qua e là le sa fare, ma finisce purtroppo per appesantirsi.
Con la sua retorica, sottolineando fin troppo il messaggio che il film vuole dare siamo ben lontani dalla magia di Masters of None dove in appena 30 minuti Ansari riusciva a parlare di una generazione, di una città, di uno stile di vita. Il suo passaggio ai film è iniziato con una scottatura, questo esordio di passaggio spero sia l'inizio di una filmografia più promettente. 

Voto: ☕☕½/5

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