Mondo Serial
Tempo di quarantena, tempo di recuperi che si rimandavano da troppo.
È che Succession al suo esordio non sembrava niente di nuovo.
La produzione HBO doveva fare da campanello d'allarme, ma di seguire le vicende di un'altra famiglia ricca e posh, con gli intrighi di una dinastia che deve continuare sotto l'egida di un padre-padrone a capo di un impero che comprende media, crociere e parchi divertimenti... beh, non ne avevo voglia.
Ho iniziato da subito però a pentirmene, per i pareri unanimi di consenso, per la critica che si accorgeva di questa serie.
Con la seconda stagione si è fatto il botto ai Golden Globe e allora, eccomi qui, alla corte dei Roy.
31 marzo 2020
30 marzo 2020
Il Lunedì Leggo - Arrivano i Pagliacci di Chiara Gamberale
(lo avevo detto che sarei stata monotematica per un po')
Probabilmente ce ne stiamo rendendo conto ora più che mai, quanto la nostra casa parli di noi.
Noi che la viviamo, noi che ne abbiamo scelto i mobili, noi che di quei mobili, degli oggetti sparsi qua e là, conosciamo la storia.
Allegra Lunare (un nome che è ovviamente un programma) ha deciso di raccontarla questa storia, e di conseguenza la storia della sua famiglia, ai nuovi inquilini.
A quelli che verranno a stare lì, i signori Godalla (un altro nome, un altro programma) dove la sua famiglia dopo anni di gioia e colore e caos si sono trasferiti, lì dove la sua famiglia si è divisa, è cresciuta, è cambiata.
Ma partiamo dalle basi.
Probabilmente ce ne stiamo rendendo conto ora più che mai, quanto la nostra casa parli di noi.
Noi che la viviamo, noi che ne abbiamo scelto i mobili, noi che di quei mobili, degli oggetti sparsi qua e là, conosciamo la storia.
Allegra Lunare (un nome che è ovviamente un programma) ha deciso di raccontarla questa storia, e di conseguenza la storia della sua famiglia, ai nuovi inquilini.
A quelli che verranno a stare lì, i signori Godalla (un altro nome, un altro programma) dove la sua famiglia dopo anni di gioia e colore e caos si sono trasferiti, lì dove la sua famiglia si è divisa, è cresciuta, è cambiata.
Ma partiamo dalle basi.
29 marzo 2020
La Domenica Scrivo - Un po' di Podcast
Quando ancora si poteva uscire, avevo iniziato a darmi ai podcast.
Con estremo ritardo in base a molti, lo so.
Prima ascoltavo musica, ma essendo una non facile ad abbandonare la solita playlist ben studiata alla lunga mi ero stancata... e non me ne voglia il Cannibale che la musica nuova continua a consigliarla nel suo blog.
Ora, però, avendo un cane che pretende la passeggiata tutti i giorni (non ora-ora, purtroppo per lui, che si accontenta di correre in giardino), per allungare il giro ho scoperto i podcast.
In realtà avevo iniziato con gli audiolibri, con i racconti di Carver in particolare disponibili su RaiRadio3, dove però la voce di Ernesto Goio era un po' troppo fastidiosa per i miei gusti (li trovate QUI).
Così, sono andata a spulciare siti e piattaforme gratuiti (storielibere la fa da padrone), e questa è la selezione che mi ha accompagnato nei mesi scorsi che, va da sé, è consigliatissima:
Serial - Stagione 1
Il podcast per eccellenza, quello che per molti ha fatto da apripista.
E non poteva non esserlo anche per me vista la dipendenza che mi crea il crime.
Qui, la giornalista Sarah Koenig si interessa del caso di Adnan Syed, in carcere da 15 anni, accusato di aver ucciso e occultato il cadavere della sua fidanzata Hae Min Lee.
All'epoca dei fatti (il 1999) aveva solo 18 anni, e da sempre sostiene la sua innocenza.
Con estremo ritardo in base a molti, lo so.
Prima ascoltavo musica, ma essendo una non facile ad abbandonare la solita playlist ben studiata alla lunga mi ero stancata... e non me ne voglia il Cannibale che la musica nuova continua a consigliarla nel suo blog.
Ora, però, avendo un cane che pretende la passeggiata tutti i giorni (non ora-ora, purtroppo per lui, che si accontenta di correre in giardino), per allungare il giro ho scoperto i podcast.
In realtà avevo iniziato con gli audiolibri, con i racconti di Carver in particolare disponibili su RaiRadio3, dove però la voce di Ernesto Goio era un po' troppo fastidiosa per i miei gusti (li trovate QUI).
Così, sono andata a spulciare siti e piattaforme gratuiti (storielibere la fa da padrone), e questa è la selezione che mi ha accompagnato nei mesi scorsi che, va da sé, è consigliatissima:
Serial - Stagione 1
Il podcast per eccellenza, quello che per molti ha fatto da apripista.
E non poteva non esserlo anche per me vista la dipendenza che mi crea il crime.
Qui, la giornalista Sarah Koenig si interessa del caso di Adnan Syed, in carcere da 15 anni, accusato di aver ucciso e occultato il cadavere della sua fidanzata Hae Min Lee.
All'epoca dei fatti (il 1999) aveva solo 18 anni, e da sempre sostiene la sua innocenza.
28 marzo 2020
#LaPromessa2020 - Mandy
- Ieri sera è stata una serata assurda!
Tralasciamo i dettagli della serata in sé (ovvero, non li riporto per rispetto alla privacy) ma ho visto un film che...
- Che film?
- C'era Nicolas Cage.
- Ah.
- Sì, Nicolas Cage, un sacco di sangue, di gente strana, di colori innaturali, gente ancora più strana. Onestamente, non lo so che film fosse... Non ci capivo niente, e non era solo colpa del vino.
DEVI vederlo!
Anzi, sai che c'è?
Te lo metto nella Promessa il prossimo anno, e poi mi dici.
Quel prossimo anno è adesso.
Quel film assurdo con Nicolas Cage è Mandy.
Assurdo lo è davvero.
Oltre ogni limite.
La locandina lo faceva intuire, i pareri che avevo letto tempo addietro pure.
Tralasciamo i dettagli della serata in sé (ovvero, non li riporto per rispetto alla privacy) ma ho visto un film che...
- Che film?
- C'era Nicolas Cage.
- Ah.
- Sì, Nicolas Cage, un sacco di sangue, di gente strana, di colori innaturali, gente ancora più strana. Onestamente, non lo so che film fosse... Non ci capivo niente, e non era solo colpa del vino.
DEVI vederlo!
Anzi, sai che c'è?
Te lo metto nella Promessa il prossimo anno, e poi mi dici.
Quel prossimo anno è adesso.
Quel film assurdo con Nicolas Cage è Mandy.
Assurdo lo è davvero.
Oltre ogni limite.
La locandina lo faceva intuire, i pareri che avevo letto tempo addietro pure.
27 marzo 2020
El Hoyo
Andiamo al Cinema su Netflix
presenti SPOILER
Come funziona è ovvio:
ci sono un n° x di livelli, ad ogni livello due occupanti.
La piattaforma con il cibo scende carica e perfetta dal buco: dal primo livello continuerà la sua discesa, ognuno ha qualche minuto per mangiare tutto quello che vuole.
Vietato tenersi del cibo da parte.
O il livello si scalderà o si raffredderà fino a farti morire.
Tutto il resto è permesso.
Anche uccidere, se si è nel fondo.
Se se ne ha voglia.
Perché come diceva mio nonno: "Beati gli ultimi, sì, se i primi hanno creanza!".
Passato un mese si sentirà un odore di gas e ci si risveglierà in un nuovo livello.
Più in alto o più in basso.
Senza una logica. Forse.
Perché in questo mondo a sé che è Il Buco ci sono solo tre tipi di persone: quelli in alto, quelli in basso, quelli che cadono.
Ed ogni risveglio fa davvero paura.
Altre regole: ogni occupante ha diritto a portarsi un solo oggetto (o animale).
I più furbi, e fa male definirli tali, si portano armi.
Quelli che la rivoluzione vorrebbero farla: un libro, un cane.
Perché ci si prova, a fare la rivoluzione.
Ci prova Goreng, che è lì come volontario, non per scontare una pena.
È lì per prova, per smettere di fumare.
Si ritrova così in un mondo terrificante e con delle regole con cui è davvero difficile vivere, resistere.
Trova compagni di livello che lo istruiscono, lo sfruttano, lo aiutano.
Ed è agghiacciante.
presenti SPOILER
Come funziona è ovvio:
ci sono un n° x di livelli, ad ogni livello due occupanti.
La piattaforma con il cibo scende carica e perfetta dal buco: dal primo livello continuerà la sua discesa, ognuno ha qualche minuto per mangiare tutto quello che vuole.
Vietato tenersi del cibo da parte.
O il livello si scalderà o si raffredderà fino a farti morire.
Tutto il resto è permesso.
Anche uccidere, se si è nel fondo.
Se se ne ha voglia.
Perché come diceva mio nonno: "Beati gli ultimi, sì, se i primi hanno creanza!".
Passato un mese si sentirà un odore di gas e ci si risveglierà in un nuovo livello.
Più in alto o più in basso.
Senza una logica. Forse.
Perché in questo mondo a sé che è Il Buco ci sono solo tre tipi di persone: quelli in alto, quelli in basso, quelli che cadono.
Ed ogni risveglio fa davvero paura.
Altre regole: ogni occupante ha diritto a portarsi un solo oggetto (o animale).
I più furbi, e fa male definirli tali, si portano armi.
Quelli che la rivoluzione vorrebbero farla: un libro, un cane.
Perché ci si prova, a fare la rivoluzione.
Ci prova Goreng, che è lì come volontario, non per scontare una pena.
È lì per prova, per smettere di fumare.
Si ritrova così in un mondo terrificante e con delle regole con cui è davvero difficile vivere, resistere.
Trova compagni di livello che lo istruiscono, lo sfruttano, lo aiutano.
Ed è agghiacciante.
26 marzo 2020
L'uomo invisibile
Diciamo la verità: dell'ennesimo remake de L'uomo invisibile non si sentiva la necessità.
Ma bastano pochi minuti del film di Leigh Whannell per smentire all'istante questo commento.
Si apre, e siamo in una situazione tesa come poche, in cui una donna deve andarsene di casa, e non deve farsi scoprire.
Il perché, lo si intuisce subito, senza bisogno di tante parole, di tanti discorsi.
Se Cecilia da una villa perfetta -seppur gelida- vuole scappare, se arriva a narcotizzare il compagno, a prendere pillole anticoncezionali, ad avere un borsone d'emergenza, il motivo è ovvio.
Bastano questi pochi minuti, allora, in cui si sussulta per una ciotola, per un cane, a far capire la necessità di un film come L'uomo invisibile, che dallo spunto classico -un uomo che diventa invisibile, ripetiamoci pure- costruisce un film che parla di ben altro.
Parla di stalker, di relazioni pericolose, di vittime che continuano ad essere tali e continuano soprattutto ad essere trattate come tali e a non poter uscire dalla loro condizione.
Mai.
La sensazione di essere perseguitate da un'ombra, giudicate da un occhio sempre puntato, il pericolo dietro le spalle, dietro il prossimo angolo.
Così, si vive.
Ma bastano pochi minuti del film di Leigh Whannell per smentire all'istante questo commento.
Si apre, e siamo in una situazione tesa come poche, in cui una donna deve andarsene di casa, e non deve farsi scoprire.
Il perché, lo si intuisce subito, senza bisogno di tante parole, di tanti discorsi.
Se Cecilia da una villa perfetta -seppur gelida- vuole scappare, se arriva a narcotizzare il compagno, a prendere pillole anticoncezionali, ad avere un borsone d'emergenza, il motivo è ovvio.
Bastano questi pochi minuti, allora, in cui si sussulta per una ciotola, per un cane, a far capire la necessità di un film come L'uomo invisibile, che dallo spunto classico -un uomo che diventa invisibile, ripetiamoci pure- costruisce un film che parla di ben altro.
Parla di stalker, di relazioni pericolose, di vittime che continuano ad essere tali e continuano soprattutto ad essere trattate come tali e a non poter uscire dalla loro condizione.
Mai.
La sensazione di essere perseguitate da un'ombra, giudicate da un occhio sempre puntato, il pericolo dietro le spalle, dietro il prossimo angolo.
Così, si vive.
25 marzo 2020
Swallow
Picacismo
anche denominato allotriofagia o, più semplicemente, pica, è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall'ingestione continuata nel tempo di sostanze non nutritive.
Hunter, non in ordine, ingoia una biglia di vetro, una puntina, una batteria, una spilla da balia, un piccolo soprammobile, della terra...
Lo fa, e ne è orgogliosa.
È quella cosa nuova, inaspettata, che il libro per uscire dalla depressione consiglia di trovare e fare.
Lei, depressa, lo è.
Pur vivendo nella ricchezza, con un marito che la ama, in una casa tutta sua da arredare come più vuole.
Anzi, lei depressa lo è perché vive nella ricchezza senza bisogno di lavorare e di potersi esprimere, con un marito che la ama perché più oggetto che soggetto, escludendola dalle conversazioni, dalle decisioni, giocando sottilmente con la sua psicologia, confinandola in una casa vuota, fredda, per tutto il giorno.
Chi è, allora, Hunter?
Perché a costo di rischiare la sua vita e quella del bambino che sta per avere, ingoia cose?
Lo fa per la sensazione euforica di riuscire a fare qualcosa di inaspettato.
Per la sensazione tattile che quegli oggetti hanno.
Per ribellione.
Anche quando quel marito e la sua famiglia invadente e mal fidente, vogliono aiutarla.
A modo loro, escludendola dalle conversazioni, dalle decisioni.
anche denominato allotriofagia o, più semplicemente, pica, è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall'ingestione continuata nel tempo di sostanze non nutritive.
Hunter, non in ordine, ingoia una biglia di vetro, una puntina, una batteria, una spilla da balia, un piccolo soprammobile, della terra...
Lo fa, e ne è orgogliosa.
È quella cosa nuova, inaspettata, che il libro per uscire dalla depressione consiglia di trovare e fare.
Lei, depressa, lo è.
Pur vivendo nella ricchezza, con un marito che la ama, in una casa tutta sua da arredare come più vuole.
Anzi, lei depressa lo è perché vive nella ricchezza senza bisogno di lavorare e di potersi esprimere, con un marito che la ama perché più oggetto che soggetto, escludendola dalle conversazioni, dalle decisioni, giocando sottilmente con la sua psicologia, confinandola in una casa vuota, fredda, per tutto il giorno.
Chi è, allora, Hunter?
Perché a costo di rischiare la sua vita e quella del bambino che sta per avere, ingoia cose?
Lo fa per la sensazione euforica di riuscire a fare qualcosa di inaspettato.
Per la sensazione tattile che quegli oggetti hanno.
Per ribellione.
Anche quando quel marito e la sua famiglia invadente e mal fidente, vogliono aiutarla.
A modo loro, escludendola dalle conversazioni, dalle decisioni.
24 marzo 2020
The Mandalorian
Mondo Serial
Come possono i fan di Star Wars sopravvivere alle grandi delusioni che Star Wars ha saputo loro dare?
Come digerire non uno, ma due capitoli difficili da difendere come episodio VIII e IX?
Come, soprattutto, ci si rialza dopo l'enfasi e le speranze che aveva saputo dare una nuova trilogia?
Lo si fa con una serie TV.
Una serie TV ideata e scritta da Jon Favreau che porta ancora una volta in una galassia lontana lontana, lì quando l'Impero è appena stato sconfitto, lì dove ancora la politica e gli schieramenti si confondono.
La serie in questione è The Mandalorian che fa da apripista a Disney+ che con un ritardo considerevole è arrivata anche in Italia.
Come possono i fan di Star Wars sopravvivere alle grandi delusioni che Star Wars ha saputo loro dare?
Come digerire non uno, ma due capitoli difficili da difendere come episodio VIII e IX?
Come, soprattutto, ci si rialza dopo l'enfasi e le speranze che aveva saputo dare una nuova trilogia?
Lo si fa con una serie TV.
Una serie TV ideata e scritta da Jon Favreau che porta ancora una volta in una galassia lontana lontana, lì quando l'Impero è appena stato sconfitto, lì dove ancora la politica e gli schieramenti si confondono.
La serie in questione è The Mandalorian che fa da apripista a Disney+ che con un ritardo considerevole è arrivata anche in Italia.
23 marzo 2020
Il Lunedì Leggo - Una Vita Sottile e Una Passione Sinistra di Chiara Gamberale
Quando ho bisogno di leggerezza, quando ho bisogno di una voce amica, di storie semplici ma profonde, mi rivolgo a Chiara Gamberale.
Sì, sono una lettrice puntigliosa, ho il mio calendario annuale e soprattutto in tema di autori italiani, vado a colpo sicuro con i nomi che so affidabili.
Quest'anno così particolare, quest'anno che di conforto, di leggerezza, ha un gran bisogno, di Chiara Gamberale ho deciso di far scorta, di andare a coprire la maggior parte dei suoi titoli passati che ancora mi mancavano.
I prossimi lunedì, vi avverto, saranno monotematici.
Una Vita Sottile
Parto dal suo romanzo d'esordio, quello forse più personale e autobiografico, quello che pur nominandolo poco, prendendola larga, parla del disturbo alimentare che la stessa autrice ha affrontato.
Lo fa parlando di sé attraverso gli altri, lo fa raccontando di amici, compagni di classe, amori, famiglia, per parlare in fondo di sé.
Per vedersi oltre la malattia, oltre quel bisogno di non mangiare.
Per riscoprirsi, sentirsi viva.
Si parla del prima, quasi sempre.
Sì, sono una lettrice puntigliosa, ho il mio calendario annuale e soprattutto in tema di autori italiani, vado a colpo sicuro con i nomi che so affidabili.
Quest'anno così particolare, quest'anno che di conforto, di leggerezza, ha un gran bisogno, di Chiara Gamberale ho deciso di far scorta, di andare a coprire la maggior parte dei suoi titoli passati che ancora mi mancavano.
I prossimi lunedì, vi avverto, saranno monotematici.
Una Vita Sottile
Parto dal suo romanzo d'esordio, quello forse più personale e autobiografico, quello che pur nominandolo poco, prendendola larga, parla del disturbo alimentare che la stessa autrice ha affrontato.
Lo fa parlando di sé attraverso gli altri, lo fa raccontando di amici, compagni di classe, amori, famiglia, per parlare in fondo di sé.
Per vedersi oltre la malattia, oltre quel bisogno di non mangiare.
Per riscoprirsi, sentirsi viva.
Si parla del prima, quasi sempre.
Iscriviti a:
Post (Atom)






