24 giugno 2014

Orphan Black - Stagione 2

Quando i film si fanno ad episodi

La prima stagione era stata divorata in un attimo, scoperta tardiva di un prodotto televisivo esplosivo con un altrettanto esplosiva protagonista: una Tatiana Maslany capace di dividersi e dar vita a un numero sempre maggiore di cloni con proprie personalità, propri accenti e proprie caratteristiche: dalla combattiva Sarah alla schizofrenica Helena, dalla casalinga disperata Alison alla scienziata alternativa Cosima fino alla new entry dell'ultim'ora: la bitches all'interno della DYAD Rachel Duncan.
Si era rimasti con una vita in sospeso e parecchi misteri da svelare, a partire da quello centrale: perchè loro, questi cloni, sono stati creati, e da chi?


Il mistero terrà banco ovviamente anche per tutta la seconda stagione, che avrà modo di introdurre una storia più complessa di quanto si pensi, dove anche i cattivi hanno nemici ancor più cattivi e più in alto nella gerarchia di un esperimento su cui è difficile far luce. Ma le frontiere in ballo sono tante, e da tenere a bada sono anche gli estremisti religiosi riunitisi in una comunità capitanata dall'oscuro Hank, che cattura Helena (la povera Helena) nel nome di Dio; la malattia che progredisce di Cosima; il passato della Signora S. così intrecciato al Progetto LEDA.
Il punto di forza di una serie sci-fi atipica è però nell'ironia incessante che presenta a più livelli, e sono questi che rendono inevitabile l'accendersi di una scintilla: vedere un improbabile viaggio in auto tra Sarah e Helena trasformarsi in un karaoke, vedere Alison e il marito risolvere completamente a proprio modo i loro problemi coniugali, ritrovare tutti i cloni assieme in un'unica stanza.
E poi, come sempre una spanna sopra agli altri, c'è Felix, cardine dello humour quasi british di Orphan Black, che illumina lo schermo ad ogni passaggio.
Tutto questo dà una carica in più ai protagonisti, delineandoli alla perfezioni con pochi tocchi.


La seconda stagione prosegue così sui binari sicuri della prima, introducendo personaggi ad effetto (il padre di Kira, gli adepti della setta) che avranno modo di svilupparsi sicuramente in futuro, abbandonando invece in storyline dallo scarso appeal altri (Paul e un improbabile clone trans) che più avevano dato lo scorso anno o che poco danno per il momento.
Il risultato è comunque fortemente additivo, e complice una colonna sonora doc, una realizzazione che sa rendere reali gli effetti speciali per riunire i cloni in una stanza, e soprattutto una protagonista che è una bomba, la serie si conferma tra le migliori in circolazioni e, con il colpo di scena finale, saprà fare altrettanto, si spera, prossimamente.


4 commenti:

  1. serie continuata alla grande. avendo visto le due stagioni una attaccata all'altra non ho notato grandissime differenze, però va bene così.
    tatiana maslany poi non è solo da golden globe, ma proprio da oscar!

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    1. Come sai ho fatto il tuo stesso percorso, ma questa continuità la vedo come un pregio. La Tatiana mi chiedo perchè non fosse agli Emmy lo scorso anno, spero fosse un problema di tempistiche!

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  2. La Maslany è grandiosa. Grandiosa. Creata in laboratorio, secondo me. Mai visto niente di simile.
    Parlerò del telefilm oggi. Rimane grande, però l'ho trovato un po'... svogliato. Troppo simile a sè stesso.
    Impeccabile, ma mi sarei aspettato un pelino di più. Segue troppo pedissequamente la prima serie, per me. Il finale però lascia presagire grandi (e nuove) cose ;) Ps. Passo solo ora, ché sulla Home di Blogger è da giorni che non uscivano gli aggiornamenti!

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    1. Blogger ha avuto parecchi problemi anche con me, fortunatamente ora è tutto risolto!
      Sulla serie, vero, sugli stessi binari della prima stagione, ma come ben dici, il finale lascia presagire nuove svolte moooolto interessanti!

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