5 agosto 2015

Babadook

Andiamo al Cinema

Visto che ieri, nella Notte Horror, di brividi non ce ne sono stati, ho affrontato nuovamente ogni mio timore, andando a vedere quello che la blogosfera aveva incensato qua e là come uno degli horror migliori degli ultimi anni, complice anche un giovine attirato da quel trailer e da quella litania che già fa accapponare la pelle.
La sorpresa più grande è che pure qui di brividi ce ne sono stati pochi, perchè pur essendoci tutti i più classici mezzi del genere per spaventare, la componente psicologica ha la meglio, facendoti addentrare in una famiglia disfunzionale, facendoteli osservare, questa madre e questo figlio, capendo che quel Babadook qualcos'altro è.


Sam è un bambino speciale, evitato dai compagni, terrorizzato da ogni tipo di mostro che può nascondersi sotto il letto, dentro l'armadio, dietro le tende, non concede alla madre una notte intera di sonno, e nemmeno troppa pace visto che a scuola si mette sempre nei guai e fondamentalmente, richiede tanta pazienza e tanta attenzione.
Nato nello stesso giorno in cui il padre è morto, ucciso in un incidente stradale mentre stava portando la moglie all'ospedale per partorire, questa mancanza si fa sentire, lei non ne parla, tiene tutto dentro (di lei e nella cantina), lui si sfoga come può, girovagando per quella cantina, appassionandosi di magia.
Tutto cambia una sera, in cui il libro scelto da Sam per la buonanotte è un grande libro rosso e pop up, che racconta della curiosa e spaventosa figura del Babadook: non c'è niente di innocente nelle rime che compongono il libro, queste filastrocche, unite ai disegni, sono quanto di più spaventoso possa essere letto, sia per un bambino altamente suggestionabile che subito si dispera, sia per una madre sola, che un libro simile non sa come sia arrivato in casa -lei, a suo tempo autrice di libri per l'infanzia- né come continui a tornarci nonostante i nascondigli e l'averlo strappato.
E' da qui che la tensione accumulata in un rapporto già teso per la privazione del riposo unita allo stress lavorativo, esplode, in notti sempre più lunghe, in visioni e allucinazioni sempre più forti, che culminano in una notte davvero horror in cui la profezia del Babadook sembra compiersi.


I brividi in buona parte ci sono, e sono dati dai classici escamotage del genere: porte che crepitano e si aprono, rumori sinistri, ombre, "possessioni", incubi ad occhi aperti, urla e grida, rifugi in cui nascondersi.
Ma non è tanto questo a far paura, è quel mistero che avvolge tutta la vicenda e che si conclude in modo ancora più misterioso, facendo intendere che, appunto, c'è dell'altro.
C'è tanto su cui scavare e pensare, c'è un rapporto madre-figlio da analizzare, una mente suggestionabile volta però alla tenerezza e alla difesa del suo bene più grande, e una privata da sempre di un compagno e di una spalla su cui appoggiarsi, la cui mancanza, dà colpe.
Da sempre.
Girato in economia, perchè il miglior horror se ne frega degli effetti speciali e in modo artigianale confeziona una storia che di mezzi e di attori ne richiede pochi, non risparmia però in un montaggio intelligente, in una colonna sonora che fa il suo dovere alzandosi e abbassandosi, in inquadrature tra il claustrofobico e la bellezza nel terrore.
Il finale, tutto da interpretare, che a quel che si legge in giro i più giovani non hanno apprezzato, diventa la chiave di lettura di una vicenda che può avere tutto come gran poco dell'horror, di certo, lascia il segno, e mostra come anche il più crudele dei mostri, il più umano seppur all'apparenza inumano, possa essere messo sotto controllo, tenuto a chiave, per poter vivere in pace e nella tranquillità, facendo così finalmente i conti con il passato.


5 commenti:

  1. Poco da aggiungere all'ottimo commento, uno dei migliori horror degli ultimi anni, dook...dook...dook! ;-) Cheers!

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  2. Felice che tu lo abbia recuperato. Veramente profondo, e lei bravissima.

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  3. Concordo su tutta la linea.
    "Tutto da interpretare", hai proprio ragione.

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  4. Grandi interpretazioni, grandi profondità.
    Ma un film secondo me non grande cone si dice.

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  5. vedo che anche tu ti sei convertita al verbo del Babadook...dook...dook...dook

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