3 giugno 2016

Colonia

Andiamo al Cinema

Cile, 1973.
La rivoluzione civile sembra alle porte, i cileni, e gli stranieri che in Cile si sono trasferiti si schierano: con o contro Allende.
Allende che verrà soverchiato da un colp di stato militare, Allende che verrà ucciso, il generale Pinochet che ne prenderà il posto, istituendo un governo del terrore dove tutti gli oppositori verranno puniti, tra carcere e plotoni di esecuzione.
Seguiranno anni di terrore.
Poco, o niente, so di quegli anni, mai sfiorati a scuola, incrociati qua e là nelle letture.
Di certo, della Colonia Dignidad, comunità religiosa in mezzo al nulla, a 300 km da Santiago, non avevo mai sentito parlare.
Mi ci portano allora Emma Watson e Daniel Brühl, in un film che dalla trama e dal poster sembrava promettere solo un melodramma di quelli fin troppo patinati, dove un amore viene diviso e dove si lotta con tutte le proprie forze per riunirlo.
Invece, Colonia, è molto di più.



È un film romantico, almeno in quell'inizio sì fatto di cliché, con i due che si trovano, si baciano, giocano alla coppia perfetta tra i fornelli e le lenzuola in modo da farceli piacere. E basta poco visto chi sono i due.
Poi però, il trillo di una chiamata, il click di una macchina fotografica, e l'inferno ha inizio.
Daniel, colpevole di appoggiare il movimento pro Allende, di disegnarne i manifesti, viene portato via in quella che solo all'apparenza è un'ambulanza, e dopo giorni di ricerche, Lena lo cercherà infiltrandosi a Colonia Dignidad.
E allora, che cos'è questa Colonia?
È un inferno, dove vigono regole ferree, dove uomini, donne e bambini vivono segregati, dove alle donne spettano i lavori più duri, sui campi, dove le donne vengono punite, severamente, per ogni errore, dove i bambini vengono violentati da Paul Schäfer, che in tutto questo vede invece il suo Paradiso.
Guru, Maestro, che sa come ottenere rispetto, come incutere timore.
Ma c'è ovviamente di più, perchè sotto questa Colonia, in tunnel senza fine, dai mille orrori, vengono interrogati, torturati e uccisi gli oppositori, vengono provate e realizzate armi, il tutto con l'appoggio dell'esercito, di Pinochet.
Daniel e Lena devono quindi prima trovarsi, poi fuggire, in - giorni che sembrano non finire mai, nemmeno una volta che quel filo spinato lo si è lasciato alle spalle.


E così, Colonia, assume anche venature horror, con il cuore che accelera il proprio battito, con l'ansia che cresce e cresce, portata avanti dagli sguardi smarriti dei due, da una musica ben calibrata.
Certo, il finale esagera giusto un po' la loro fuga, neanche fossimo anche dentro un film d'azione in cui cambiano pure i colori, ma Colonia stupisce, per i tanti registri, per l'incubo in cui ci fa entrare.
Non stupisce invece Daniel Brühl, sempre bravo, che recita nella recita, stupisce invece Emma Watson, tornata sulla retta via dopo alcuni scivoloni e stupisce Michael Nyqvist dagli occhi di ghiaccio, dalla presenza inquietante.
Come una storia, che non si conosceva, e che ora non si può dimenticare visto che quella Colonia, ancora esistente, non la si riesce a smantellare.


Regia Florian Gallenberger
Sceneggiatura Tortsen Wenzel, Florian Gallenberger
Musiche André Dziezuk, Fernando Velázquez
Cast Daniel Brühl, Emma Watson, Michael Nyqvist
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3 commenti:

  1. Come sai, una parziale sorpresa anche per me.
    Ansia a mille, storia orribile e miscuglio di survival, storico e mèlo piuttosto riuscito. Bruhl bravissimo - in Chef, con l'antipatico Cooper, si rivela perfetto anche per ruoli più comici - e Watson non "cagna maledetta" (cit. Boris). :)

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  2. Film caruccio, però per me persino troppo caruccio e patinato.
    Sarebbe potuto risultare più inquietante, invece Michael Nyqvist mi è sembrato solo ridicolo.
    Però ci si può accontentare, soprattutto per la presenza di Emma. :)

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  3. E' tra le visioni dei prossimi giorni.
    Spero sorprenda anche me.

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