5 ottobre 2016

Fuocoammare

E' già Ieri. -2016-

Ero anch'io l'altra sera davanti alla TV a vedere Fuocoammare.
Al cinema, dalle mie parti, c'era stato poco, e sempre nei giorni in cui non potevo andare.
La sera in cui l'hanno proiettato al cinema all'aperto, pure.
E così, dopo tanto, sul divano e davanti alla TV ero a vedere qualcosa che la TV mi proponeva.
La messa in onda coincideva con la Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione e coincideva con la decisione di candidare proprio Fuocoammare come film italiano in lizza per l'Oscar al miglior film straniero.
Ne sono nate polemiche, ovviamente.
Polemiche piuttosto sensate, devo dire.
Anche prima di aver visto il film di Rosi, la sensazione che pellicole più meritevoli fossero in gara, c'era, soprattutto in un anno che ha visto il cinema italiano splendere grazie a film dal respiro internazionale come Perfetti Sconosciuti, Lo chiamavano Jeeg Robot, Veloce come il vento.
Su Indivisibili, il preferito da Sorrentino, saprò dire nei prossimi giorni.
Dopo aver visto il film di Rosi, la mia convinzione è ancora più forte, non solo da un punto di vista soggettivo, personale, ma anche da quello più critico, con un film che starebbe bene e sarebbe più giusto vedere nella categoria del miglior documentario.



Questo fa infatti Rosi, nell'anno in cui è stato a Lampedusa: documenta, nel senso più stretto del termine.
Si piazza con la sua macchina da presa, spesso fissa, e osserva, prendendo le distanze, gli sbarchi, il duro lavoro di medici e delle forze dell'ordine, la vita comune nell'isola.
Lo sguardo aderisce a quello segnato del piccolo Samuele, che corre e gioca, che studia e viene visitato.
Ha l'occhio pigro, Samuele, e in questa metafora, è racchiuso il senso della sua presenza.
Francamente, invece, io che del film finora avevo solo sentito parlare, quel medico eroe che corrisponde al nome di Pietro Bartolo lo immaginavo protagonista, e invece, poco appare.
Agli sbarchi assistiamo con tutto il carico di tragedia che comportano, ed è impossibile rimanere indifferenti davanti a canzoni improvvisate che quella tragedia raccontano, davanti a mancamenti e corpi abbandonati come se non avessero più importanza, o mai l'avessero avuta.
Ma devo essere sincera, e le riprese perfette, quella fotografia curatissima di Rosi, non hanno saputo emozionarmi, con i suoi silenzi, con quel montaggio difficile e spesso apparentemente casuale, Fuocoammare non mi è arrivato.


Il pensiero è andato subito a Io sto con la sposa, che la tragedia dei migranti racconta in modo diverso, on the road, rendendo partecipi registi e telecamera, osservando e registrando e testimoniando, con le parole, soprattutto.
Il risultato era più immediato, vero, ma anche più toccante: ci si affezionava ai protagonisti, si capiva meglio la loro storia, il loro passato e le loro speranze.
Non sembra giusto fare paragoni su due documentari che lo stesso tema, lo stesso obiettivo hanno: scuotere, informare.
Ma resta il fatto che un documentario lo si deve vedere anche per il prodotto che è, al di là del buonismo e della politica del soggetto, e se il livello tecnico magari è diverso, il carico emotivo fa la differenza.


Regia Gianfranco Rosi
Sceneggiatura Gianfranco Rosi
Musiche Stefano Grosso
Cast Pietro Bartolo, Samuele Caruana, Maria Costa
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11 commenti:

  1. Se non l'ho visto fino ad ora, c'è un perché.
    Non sono un amante del documentario, per quanto il tema, in un modo o nell'altro, tocchi tutti, e per una volta mi tocca concordare con quel discreto pallone gonfiato di Paolo Sorrentino. Avrei portato Virzì, quest'anno, o Perfetti Sconosciuti. :)

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    1. Virzì ha il limite dell'italianità, mentre Perfetti sconosciuti sarebbe stato... perfetto :) Già me lo vedo un remake mal riuscito made in USA con grandi attori attorno ad un tavolo.
      Tornando ai documentari, sullo stesso tema per me dovresti vedere Io sto con la sposa, molto più comunicativo e toccante.

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  2. Sono d'accordo. Anche io l'ho trovato un documentario troppo documentario e poco emozionante.
    Quello che tu definisci un montaggio "apparentemente casuale", mi sa che non lo è solo apparentemente ahah :)

    Un film da vedere, sì, anche se probabilmente sarebbe stato più divertente guardare il GF Vip. :D

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    1. Oddio, GF Vip anche no, anche se una scarica di leggerezza senza cervello la dà di sicuro ;)

      Il problema forse sta proprio in quel montaggio che rende il film più "esclusivo" e allontana il pubblico. Vero che non siamo tutti scemi, ma se l'obiettivo primo è comunicare, con me non c'è riuscito.

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  3. Cannibale il GF Vip no, ti prego! Secondo me Rosi ha voluto essere freddo di proposito, proprio per (di)mostrare l'indifferenza della comunità internazionale e di noi che più che indignarci guardando il telegiornale (alla fine) non possiamo fare altro... O come me che ho visto l'ennesima foto che riecheggia anche nei giornali stranieri in prima pagina. Domani verrà forse rimpiazzata dalla Brexit o dall'ennesima bega politica...

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    1. Un conto è essere freddo di proposito, un conto è essere poco comunicativo, però. Rosi ha confezionato il bel film, ma che fatica ad arrivare nel suo complesso. Se la tragedia, il dolore, lo si vede, lo si fatica a sentire cercando di dare un senso e un ordine.
      Io sto con la sposa in questo senso riesce meglio sia a raccontare e commuovere, sia ad informare e far conoscere una realtà verso cui si chiudono gli occhi.

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    2. Deve essere interessante Io sto con la sposa, ma comunque Fuocoammare mi ha fatto riflettere, quindi Rosi ha fatto centro. Non dico che tu non ci abbia riflettuto su o non ti interessi, solo che tu avendo visto un altro documentario hai uno strumento in più per fare un'ulteriore analisi. L'importante è che se parli e Oscar o non Oscar, questo film deve essere visto non solo da noi, ma anche dai 'piani alti'...

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    3. Sull'essere visto non discuto, ma avendo parlato anche con altre persone sintonizzate su Rai3 che hanno avuto i miei stessi problemi, penso che se l'obiettivo è far conoscere e informare sulla situazione a Lampedusa e sull'immigrazione, si può essere anche più comunicativi. Ecco.
      Che i liceali di oggi, di fronte al silenzio e al montaggio random, non so quanto possano interessarsi...

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  4. Non sono d'accordo, Lisa. O meglio, probabilmente (anzi sicuramente) non è stata la migliore scelta per quanto riguarda l'Oscar (mai nessun documentario nella storia ha conquistato il premio), ma trovo che la scelta di "Fuocoammare" travalichi il discorso Oscar e meriti la candidatura per il film che è, e per le emozioni che regala. Questo per dire che a me il film è arrivato eccome: la sequenza, tanto per dirne una, in cui un naufrago improvvisa un canto gospel raccontando i tanti pericoli a cui è sfuggito, personalmente mi ha fatto accapponare la pelle... Rosi, a mio avviso, è stato molto bravo nell'alternare scene drammatiche ad altre più leggere, proprio per non speculare sul dolore e mostrarci oltre al dramma dei migranti anche la grande dignità di tutta l'isola e lo spirito d'accoglienza della popolazione. Emblematico anche il piccolo protagonista con "l'occhio pio" che, come dice lo stesso Rosi, "rappresenta l'occhio con cui noi ci accostiamo a questa situazione, che forse dobbiamo guardare diversamente" (ovvero, non con il portafoglio ma con il cuore). Per me è un grande film, che dovrebbe essere visto il più possibile.

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    1. Capisco, Sauro, e le scene che dici, e la metafora, sono arrivate pure a me. È il resto che manca di qualcosa, e ho perso più tempo a cercare di dargli un senso, un ordine, che non a perdermi dentro le immagini. È il problema che ho con film di questo tipo, silenziosi e apparentemente senza un racconto lineare.
      Per questo dico che sì, farlo vedere è giusto, ma allo stesso tempo se l'obiettivo nel mostrarlo è scuotere e informare, Rosi non è abbastanza comunicativo e torno a ripetere che Io sto con la sposa ha tutt'altro impatto e meglio informa.

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  5. D'accordissimo con te, l'ho trovato veramente troppo distaccato e documentaristico, troppo statico e passivo, non mi ha emozionata quasi mai. L'Oscar per me è una follia (ma non credo lo vinca!)

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