22 gennaio 2018

Il Lunedì Leggo - Sofia Si Veste Sempre di Nero di Paolo Cognetti

Sofia vi veste sempre di nero.
Sofia è l'adolescente arrabbiata che i colori li lascia fuori dall'armadio, che vive in un quartiere residenziale, piccolo borghese come la sua famiglia, un'isola felice di illusione alle porte di Milano, proprio come i suoi genitori.
Sofia è però anche la neonata prematura cullata dalle lamentele di un'infermiera illusa dall'amore, è la pirata che gioca in giardino con il fratellino che non ha mai avuto, è l'attrice in cerca di gloria, l'amante giovane di un vecchio combattente, la nipote da salvare da se stessa, l'amica a cui confidare le proprie paura.
Sofia è la protagonista di un libro, soprattutto. Quello che si legge, quello che sta per essere scritto.
E Sofia si veste di nero è forse uno dei più bei libri letti ultimamente.
Lo dico così, da subito, che Cognetti prima ancora di conoscerlo fra le montagne che gli hanno fatto vincere il Premio Strega, qui mi ha stregato.



Capitoli a sé, che raccontano sprazzi di vita, momenti diversi e personaggi diversi -famigliari- della vita di Sofia, che potrebbero essere racconti singoli, ma che come perle, formano una collana preziosissima.
C'è spazio per i sogni, per le delusioni, per la poesia.
In quel quartiere che è praticamente un paese, sulle rive di un lago dove giocare ai pirati nasce spontaneo, passando per Milano, per Roma e infine New York, con Sofia si viaggia.
La si conosce e la si scruta, la si giudica soprattutto.
Lei, complessa e complessata, che deve il suo essere a una famiglia che ha i suoi problemi, a una madre intrappolata in una vita e in una malattia che non si cura, ma che fa sbocciare rose, un padre che l'amore lo trova anche nelle peggiori situazioni, che ama donne difficili, che si rode il fegato in una fedeltà tutta sua e commuove fino alle lacrime. Sofia che è ovunque in queste pagine, anche quando a parlare sono una zia combattente, un vicino nostalgico che sogna Lione o un'aspirante scrittore che vive con un'aspirante regista e dà un senso al tutto.
Ogni capitolo, un punto di vista, uno stile, un sommare episodi, fatti, aneddoti e angolazioni per capire di più, di Sofia, di noi.
Difficile sceglie il migliore, tra Le attrici che su di una busta da aprire crea un film intero -bellissimo- o Due ragazze orizzontali, che nomi non ne fa, ma tutto dice, o Le cose da salvare, che mette luce in uno scantinato affollato di ricordi e di fango.
Semplice dire che Cognetti prende e non molla più, che porta a quella contraddizione tipica solo dei libri più belli: non volersene staccare, da quelle pagine, ma non volerlo finire, per rimanerci un altro po' accanto.
Non mi resta che ringraziarlo (e ringraziare Mr. Ink per il consiglio), per questo ritratto di adolescente complicata -così simile a me, o forse a tutte-, per questo suo saper raccontare le donne con estrema poesia, per quel Blues dei marinai di Brooklyn, dei sognatori che sbarcano in America, in cerca di gloria, di fortuna, del film più bello da realizzare. Incappando però nell'amore, nella storia che qualcun  altro potrà raccontare. Così bene.

6 commenti:

  1. Grazie a te per averlo (ri)raccontato così bene, e per questa bella foto di prima mattina. Cognetti bravissimo, sì. Sul comodino, a digiuno da un po', ho proprio ora un'altra raccolta di racconti: Una cosa piccola che sta per esplodere.

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    1. Cognetti lo incontrerò sempre più spesso sul mio comodino dopo questa splendida partenza, ma con calma.
      Baghera ringrazia, ma vorrebbe i diritti per la foto e per la copertina ;)

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  2. Quindi è un libro diviso in racconti, sullo stesso personaggio? non ho mai letto qualcosa con una struttura simile. Sembra molto interessante :)

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    1. Lo si può prendere come un romanzo dai capitoli ben separati, che cambiano voce, punto di vista e a volte pure stile, o una serie di racconti a sé, perchè funzionano tutti pure a sé stanti. Insomma, un gran bel leggere!

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  3. Una protagonista che sembra proprio una di quelle in grado di stregare anche me.
    Credo di averlo già fatto ai tempi in cui ne aveva parlato Mr. Ink, ma me lo (ri)segno!

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    1. Una protagonista che non si dimentica in fretta, come il libro. Risegna, pure io ho aspettato parecchio ma lo si legge e non lo si molla più!

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