5 febbraio 2018

Il Lunedì Leggo - La Profezia dell'Armadillo di Zerocalcare

Fa sempre paura affrontare quello che piace a tutti.
Da una parte c'è la parte più snob e indie che mi porto appresso dai tempi delle medie che vuole sempre andare controcorrente, ed essere diversa.
Dall'altra c'è la paura che quello che a tutti piace, a me possa non piacere, non trovando una giustificazione per il successo, per le lodi universali.
Con Zerocalcare è stato così.
Da una parte un successo che mi aveva preso alla sprovvista, con il genere "fumetti" a prendere il sopravvento, con le sue vignette fotografate, condivise, ovunque. Perfino a Venezia, dove come inviato piuttosto sbadato di BestMovie non era riuscito a conquistarmi, anzi, con buona pace del sempre ottimo Stefano Disegni.
Dall'altra, la curiosità, e la voglia di scoprirlo davvero, di leggerlo davvero, di giustificare quel successo pur avendo paura di trovare un umorismo, uno stile, un genere, troppo distante da me.
Sono bastate poche vignette per farmi subito cambiare idea.



Per essere precisi, l'inizio di Una Profezia, una premessa che è in realtà una postfazione, in cui lo stesso Calcare si interroga su quel successo, non lo crede possibile, si fa domande, si dà consigli. Come un vecchio Jedi, come una coscienza che parla a sé, sì, ma pure a me, lettrice, rendendomelo subito umano.
Poi la Profezia inizia davvero, e da quei fumetti che avevo abbandonato per sempre nei primi anni del liceo (lì però si trattava di Manga, letti e riletti, fino alle lacrime) mi ci ritrovo immersa per un intero pomeriggio.
L'ho recuperato in ritardo, sì, l'ho voluto scoprire prima su carta che non attraverso i social, l'ho voluto scoprire soprattutto partendo dal suo inizio, da una storia generale che ha il sapore della Nostalgia di cui si parlava ieri, ma anche quello di un destino beffardo che fa soffrire, a cui si alterna la vita dei trentenni in crisi lavorativa, che vivono soli e soli si gestiscono, con situazioni che si fanno comiche, ironiche, e una fantasia che si appropria di icone e di personaggi storici a ricalcare madri invadenti, amici antipatici, datori di lavoro e pure parti di sé, della propria coscienza.
Ora che l'ho letto, però, mi sento in ritardo rispetto a tutti, a parlarne ora, a cercare di riassumere e presentare un libro, un fumetto, un autore, sulla bocca di tutti da anni.
Mi sento fuori tempo massimo.


Ma poi penso che il bello dei libri è che sanno aspettarti, hanno pazienza, e il tempo giusto per loro, per scoprirli, divorarli, amarli, arriva.
Tardi, ma arriva.
Contro ogni aspettative o pregiudizio, ma arriva.
E allora penso che magari, chissà, qualcun altro ha dubbi, ha perplessità, ha pregiudizi uguali ai miei, e da Zerocalcare si tiene distante, non lo critica, non lo sbeffeggia perchè non lo conosce, ma nemmeno lo legge.
E magari capita qui, e qualcosa, una curiosità, una debolezza, lo spinge in libreria a comprarlo, e finalmente scoprirlo, trovandosi davanti un autore sincero, che mette se stesso, dubbi e lacune compresi, in quello che fa, riuscendo a comunicare, a parlare, a commuovere pure e con una sola e semplice frase, lasciata cadere così, a fine pagina.
Quindi è il caso di mettere da parte tutte le parti che giocano contro e lasciarsi andare alla scoperta. Perché sì, ora che Zerocalcare l'ho conosciuto, l'ho letto, ogni barriera è caduta, un mea culpa è necessario, continuare a scoprirlo un dovere. Ma soprattutto un piacere.

8 commenti:

  1. In lista da un po', possibilmente da smaltire prima dell'uscita del film, anche se Zerocalcare lo conosco solo di fama, e idem i romanzi a fumetti. :)

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    1. Era un buon proposito dell'anno leggere qualche fumetto -o graphic novel: divorato, amato, consigliatissimo. E se hai bisogno di altri consigli, Mari di Redrumia ha fatto un post da cui nei prossimi mesi continuerò ad attingere, con buona pace delle mie finanze.

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  2. Anche io non ho mai letto un libro di Zerocalcare, conosciuto in diverse 'stripes' quando ancora i social non erano così diffusi. Ma ho dato un'occhiata recentemente, solo che tra prezzi e ampia bibliografia è difficile capire da dove iniziare.

    Ad ogni modo non è male leggere qualcosa che tutti hanno letto con grande ritardo. Non c'è giustamente nessuna data di scadenza.

    Sul fatto di non apprezzare un'opera da tutti riconosciuta come eccezionale, non sentirti sola: a me è successo spesso :)

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    1. Io ho iniziato dall'inizio, e andrò avanti in modo cronologico cercando di scoprire nel mentre altri autori del genere, ché sì, economico non è, purtroppo. Ma son soldi ben spesi, credimi!

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  3. Io invece i libri di Zero li ho tutti e questo è quello che al momento, assieme ad Un polpo alla gola e Macerie prime, mi è piaciuto di più, perché racconta momenti di vita vissuta, problemi, malinconie, piccole vittorie, paranoie assortite che sono gli stessi che hanno costellato la mia esistenza e quella di mille altre persone della mia età.

    L'unico libro che non mi ha detto nulla di che è Dodici ma hai tempo di arrivarci :)
    Nel frattempo, una volta "esaurito" Zero ti consiglio Il suono del mondo a memoria di Bevilacqua e Residenza Arcadia di Daniel Cuello!

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    1. Segno tutto, ché tra te e Mari mi state iniziando a questo mondo in cui non vedo l'ora di tornare, grazie!

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  4. Anche io mi trovo nella stessa situazione in cui eri tu...
    Di Zerocalcare ho letto giusto qualche "recensione" e vignetta, apprezzandola abbastanza, ma ancora non sono stato colpito da quella "debolezza" capace di convincermi a leggermi una sua graphic novel intera. Capiterà?

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    1. Spero proprio di sì, perchè ti ci ritroverai, e ti commuoverai anche tu, ne sono convinta :)

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