19 marzo 2018

Il Lunedì Leggo - Storia della Bambina Perduta di Elena Ferrante

C'è chi i quattro volumi li ha letti in una settimana.
Chi si è fermato al primo, non trovando, come me, la magia che si aspettava.
Chi si è ritrovato nella Elena e Lila adulte e invecchiate, alle prese con la famiglia, con i genitori anziani, con l'età che avanza e il corpo che cambia.
Chi, come me, le ha sentite più vicine in quell'adolescenza al sapore di mare, di Ischia, e soprattutto in quell'età di mezzo dove la famiglia per entrambe si forma, il futuro si fa più certo.
C'è chi ha amato Elena, figura strana, scrittrice capace di successo ma anche di continue insicurezze e invidie, chi invece ha amato Lila, capace di tener testa a un rione intero, di chiudersi in quel rione pur potendo andare ovunque, con quella genialità che ha.
Chi, come me, ha faticato a voler bene ad entrambe, così complicate, così nere nel loro mostrarsi con tutti i difetti -la gelosia, la testardaggine, la voglia di superare l'altra.
C'è chi ha odiato Nino Sarratore, e bè, spero ci siano solo questo tipo di persone, che amarlo -egocentrico, egoista ed edonista com'è- lo ritengo impossibile.
E c'è chi -milioni di lettori- in questo mondo creato dalla Ferrante si è perso e si è lasciato avvincere, ha fatto supposizioni, ha avuto speranze, batticuori, moti d'odio, finendo per vivere in quel rione, pagina dopo pagina. Come me.



Il successo -che intimidisce e fa sempre un po' storcere il naso- è per L'Amica Geniale quanto mai giusto, capace com'è di tratteggiare le donne, la situazione delle donne, ma anche degli uomini, della politica, della scrittura e del suo mondo, del commercio in generale, di Napoli, in particolare.
Si vive e si respira quell'aria che sa di polvere e di brutti giri, di famiglia e destini che continuano a fare il loro giro, a ripresentarsi in vesti più nuove nel loro ruolo.
È stato strano arrivare alla fine di questo viaggio, più lungo del previsto, non così facile, ma rimanendo via via sempre più convinta.
È stato davvero come salutare persone che si conoscevano da sempre, che effettivamente si è visto crescere, cambiare, passare dall'essere bambini che tirano pietre a ragazzi che tirano pugni fino a uomini che tirano l'ultimo respiro.

C'è il sapore della malinconia, in quest'ultimo volume, in cui un ultimo scampolo di vita mondana, di famiglia da gestire, ci viene regalato, anche se si fatica a definire famiglia quella che Lila e Elena hanno costruito, così poco materne, loro, nel senso classico del termine.
C'è l'aria della fine che avanza, con nomi di amici e famigliari che si vanno a depennare nel lungo libro della vita, che salutano all'improvviso, per un colpo di pistola, per un cuore che non regge più.
C'è poi la tragedia più grande, quella che non ti aspettavi anche se il titolo la enuncia, un titolo che però si era voluto leggere come quella nostalgia della fine che avanza, dell'inizio ormai lontano. Invece, una bambina si perde, non si trova più, e una madre si perde allo stesso modo, qualcosa si inceppa, finché preferisce scomparire davvero, del tutto, pure lei.
Potrei lasciarmi andare alle mie supposizioni, su questa doppia scomparsa, ma il bello, di questo viaggio ormai arrivato alla fine, di questo viaggio che ha vista coinvolta l'Italia tutta, percorsa tra treni, auto, titoli di giornali e pagine di storia che fanno capolino, è che ognuno può scegliere il qualcosa, il qualcuno, il momento e il volume al quale essere più legato.
E può scegliere anche il finale.
Tra speranza, e gioco amaro del destino.
È difficile, quindi, uscire da quel rione, uscire da queste pagine dense di brutture, di antipatie, e soprattutto di verità. Sarà difficile dimenticarle, ma in quelle ultime righe -che sono un altro ritorno- affiora un sorriso, e questo, ripaga di tutto.

4 commenti:

  1. Ancora una volta ti leggo e non ti leggo, ma già lo sai: la voglia di riprendere la storia di Elena e Lila è ritornata qualche tuo post fa. :)

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    1. Che soddisfazione per una volta consigliare a te un libro (o almeno di riprendere una saga). Già mi mancano, comunque, e già temo la trasposizione HBO/Rai...

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  2. letti tutti e 4 in 17 giorni, coinvolta come non mi capitava da tempo immemore, occhi a cuore per Lila e Lenu, immersa nell'atmosfera di un'Italia che non è la mia, senza potermi fermare di fronte ad una narrazione che incalza... come si fa a non leggerli tutti d'un fiato?

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  3. Lessi i primi tre in un mese. Per questo ho aspettato un anno, per paura dello shock, e... beh c'è stato.
    Straziante e bellissimo.

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