11 giugno 2021

Been So Long

Andiamo al Cinema su Netflix

Astinenza da musical?
In attesa pure voi di capire com'è il tanto chiacchierato In the Heights o cosa avrà combinato Spielberg con il remake non richiesto di West Side Story e da ieri -causa rilascio del trailer- già in fermento per Tick, Tick... Boom?!
Vorrei dirvi che potreste consolarvi con quest'altra produzione Netflix, ma mentirei.
Perché sì, di musical si tratta, inglese per giunta, e con un cast che comprende l'idola Michaela Coel e pure George MacKay, ma Been so Long non funziona.
Meglio dirlo subito: non le canzoni, che non si fanno ricordare, non i momenti musical mal gestiti e mal inseriti, non la storia che si dirama in troppe sottotrame, coinvolgendo troppi personaggi.


Ma andiamo con calma.
C'è Simone, madre single che si è rintanata in casa e si sta perdendo la gioventù e l'amore.
C'è Raymond che è appena uscito di prigione in libertà vigilata, ma si ritrova solo visto che gli amici sono andati avanti con la loro vita.
C'è Yvonne, amica scatenata di Simone, che li fa incontrare.
C'è Barney che gestisce un bar a rischio chiusura e che segretamente è innamorato di Simone pur assistendo al primo incontro con Raymond.
C'è Gil, senzatetto probabilmente schizofrenico che ha un conto in sospeso con Raymond e che importuna pure Yvonne.
C'è poi un ex che ritorna in segreto, una madre/nonna che si palesa, un fattorino sexy, una gravidanza inattesa, anche se il fulcro della trama ruota attorno al rapporto tormentato tra Simone che non si lascia andare e Raymond che le sbaglia tutte.


O almeno, così dovrebbe essere visto che in soli 100 minuti si lascia anche troppo spazio ai personaggi secondari, si rende il barista Barney un pretendente altrettanto papabile confondendo il pubblico, si rende Simone così istintiva da non meritare sempre il nostro appoggio.
Il fatto è che Been so long è più confuso e caotico del necessario.
I momenti di dramma sembrano forzati, non si capisce cosa provare per certi personaggi (lo schizofrenico Gil, soprattutto) né che ci stanno a fare in certi punti. 
Unito al fatto che le canzoni molto black e R'n'B composte da Christopher Nicholas Bangs passano via senza lasciare traccia di sé e che il film per stile e costumi sembra molto più vecchio del 2018, allora, capisci che qualcosa non va.


Facciamo pure tutto, a parte Michaela Coel che si scopre saper pur cantare un gran bene oltre a recitare e scrivere in modo spettacolare come dimostrato in I may destroy you, e il bel MacKay, ma forse è la mia cotta per lui che gli perdona anche questo passo falso canoro dopo Sunshine on Leith.
La febbre da musical resta quindi alta, ma conviene aspettare titoli più blasonati per farla passare.

Voto: ☕½/5

3 commenti:

  1. Aspettavo di vedere McKay, che tanto mi è piaciuto in Captain Fantastic, in un ruolo importante, ma forse non è questo il giorno...

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    1. Questo lo puoi tranquillamente saltare, se vuoi vederlo cantare e ballare Sunshine on Leith non è male anche se leggerissimo ;)

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  2. A parte La La Land, la mia febbre da musical non è mai stata molto alta.
    Vediamo se salirà prossimamente...
    Questo film non lo conoscevo e m'hai fatto venire quasi voglia di vederlo per vedere se, da premesse così buone, finisce per essere davvero così pessimo. :)

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