Andiamo al Cinema
Good Luck
Buona fortuna a trovare questo film, sparito in fretta dalle sale neanche fosse criptonite.
Un progetto che gira per le scrivanie di Hollywood dal tempo con l'idea iniziale di farne una serie TV e con il senno del poi, forse era la soluzione migliore.
Un tizio che sembra un barbone alcolizzato entra in ristorante e urla "Questa non è una rapina, questa è una missione per salvare il mondo!", chi gli crede a uno svitato così? Uno che dice di venire dal futuro e che nel passato c'è già stato altre 117 volte alla ricerca di volontari che possano accompagnarlo nella sua missione: mettere fine all'imperante e ingombrante presenza dell'internet e dell'intelligenza artificiale. Come? Intanto uscendo da quel ristorante ora circondato dalla polizia, poi sfuggendo a poliziotti e sicari che si mettono alle sue calcagna e poi sfidare apertamente l'intelligenza artificiale e i suoi eserciti fatti di adolescenti cloni e gattini tutt'altro che innocenti.
Have Fun
In questa missione, furba e divertente, folle e esagerata che ha la struttura degli episodi.
C'è l'inizio, folgorante fin dal montaggio, ci sono i flashback a spiegare il passato remoto ma anche prossimo dei volontari che si uniscono a questa missione, tra professori impauriti dai propri studenti, madri in lutto e allergici al Wi-Fi dal cuore spezzato, ci sono ostacoli momentanei da superare prima di arrivare letteralmente alla porta di chi l'intelligenza artificiale la sta sviluppando e si cerca di fermarlo.
Divertiti soprattutto con un cast divertito, a partire dal prode Sam Rockwell, sporco, buffo e strano, che sembra aver perso un po' della polverina magica che per qualche anno lo piazzava nei film migliori. Qui fa un favore a Gore Verbinski che torna dietro la macchina da presa dopo il flop mai perdonato di A Cure for Wellness, con un budget che con il suo nome ha potuto lievitare e coinvolgere i faccini più freschi di Haley Lu Richardson, Zazie Beetz, Juno Temple e Michael Peña.
Don't Die
Non morire, però, di noia.
Perché purtroppo tutto il ritmo, tutta la follia, di questa missione e di questi volontari si spegne in un finale ricco di spiegoni e confronti a parole, più che d'azione, in un eccesso di dialoghi che fa solo sentire la stanchezza per la corsa fatta portando poi a un finale beffardo, aperto ma non per questo non lieto che se fossimo in una serie TV farebbe sperare in una seconda stagione.
La natura televisiva del film è quasi innegabile, la struttura a episodi praticamente definita con tanto di titoli e la sensazione che ci si sarebbe divertiti di più in questo formato, rimane.
Di certo, si sarebbe potuto approfondire un po' di più il personaggio di questo viaggiatore nel tempo che resta avvolto nel mistero, parte del suo fascino e del suo magnetismo, o anche solo spezzare in modo adeguato l'azione tra una corsa, una fuga, una casa da proteggere e un'altra da assaltare.
Come film funziona quindi a metà, mettendoci dentro molto di Black Mirror, va da sé, e molti discorsi che rischiano di essere presto superati, motivo che ha portato i produttori ad accelerare sul progetto ora che il tema dell'AI è così caldo.
Per carità, la noia vera è altra, il divertimento c'è, anche se più estemporaneo, manca forse quel pizzico di fortuna a renderlo più incisivo, più efficace.
Tra le tante invettive e le tante metafore contro l'assuefazione da social, di certo quella di un uomo che arriva dal futuro pronto a sacrificare chiunque per salvare il mondo resta folle, resta godibile.
Voto: ☕☕½/5



Sarebbe stata una serie che mi sarei guardato volentieri, ma anche come film non è malaccio. Una gran pasticcio non granché riuscito, però tutto sommato fa simpatia :)
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