E' già Ieri. -2010-
Un film magico, surreale, che fa scintille come i fuochi d'artificio e che con la sua grazia e leggerezza illumina chi lo guarda.
Non è così esagerata questa definizione per Beginners, film del 2010 dell'acclamato regista Mike Mills, perché il modo in cui decide di mettere in scena una storia in parte autobiografica è decisamente unico e per questo accattivante ed emozionante.
La trama è sintetizzabile in poche righe: Oliver è un giovane artista il cui padre, dopo la morte della moglie, ha confessato inaspettatamente di essere gay e di voler esplorare questo lato della sua vita. Dopo soli 4 anni e la scoperta di un nuovo compagno, anche il padre però muore per un grave cancro ai polmoni lasciando Oliver solo con il suo cane -il Jack Russel Arthur- a cercare di andare avanti. Ad aiutarlo sarà l'incontro con l'attrice francese Anna, di cui si innamorerà e con cui cercherà, nonostante un buffo inizio, di costruire la stabilità.
Sarà proprio attraverso questo nuovo e dolce amore che il regista decide di raccontare la storia: flashback interconnessi, narrazioni in prima persona, presentazioni didascaliche e lo stesso Arthur che, sottotitolato, esterna i suoi pensieri; il tutto compone un film che proprio nella scelta di narrazione pone forza e originalità. Ma gli attori non sono da meno con un Ewan McGregor sofferto e romantico e una Mélanie Laurent bella e brava, anche se a rubare la scena è l'82enne Christopher Plummer che grazie alla sua interpretazione è diventato il più anziano vincitore di un Oscar.
Apprezzato e amato da pubblico e critica nel mondo, in Italia è uscito direttamente per il mercato home video non dando la possibilità di apprezzarlo su grande schermo come invece, un tale piccolo gioiello, meriterebbe.
13 marzo 2012
10 marzo 2012
The Breakfast Club
Once Upon a Time. -1985-
E' uno dei cliché classici ripreso ormai da ogni telefilm per giovani: un gruppo di studenti, chi per un motivo chi per un altro, viene messo in punizione, costretto alla "prigionia" nella biblioteca della scuola e alla convivenza forzata con coetanei sconosciuti/odiati.
The breakfast club parte da questa condizione (poi negli anni ripresa da Misfits o Dawson's Creek, solo per citarne alcuni) facendo un quadro generazionale di quegl'anni di ribellione e di cambiamento che erano gli anni '80.
Una reginetta, un delinquente, un cervellone, una ritardata, uno sportivo. Questi gli stereotipi in cui si ritrovano incastrati i 5 ragazzi costretti da un burbero e demotivato preside a passare il loro sabato tra le mura scolastiche a riflettere su cosa essi siano.
Ma da questa riflessione e soprattutto dalla volontà di far passare il tempo, scattano nuove alchimie: amicizie, confessioni, amori... E un ritratto veritiero dell'essere giovani, delle pressioni e le aspettative che ancora non sono cambiate.
La recitazione assolutamente naturale dei giovani attori vede spiccare su tutti il bullo John Bender, istrionico e catalizzatore è il fulcro del film. Caratterizzato anche da una colonna sonora rockettara e di successo, The breakfast club è ormai diventato di culto proprio per la sua capacità di essere senza tempo.
E' uno dei cliché classici ripreso ormai da ogni telefilm per giovani: un gruppo di studenti, chi per un motivo chi per un altro, viene messo in punizione, costretto alla "prigionia" nella biblioteca della scuola e alla convivenza forzata con coetanei sconosciuti/odiati.
The breakfast club parte da questa condizione (poi negli anni ripresa da Misfits o Dawson's Creek, solo per citarne alcuni) facendo un quadro generazionale di quegl'anni di ribellione e di cambiamento che erano gli anni '80.
Una reginetta, un delinquente, un cervellone, una ritardata, uno sportivo. Questi gli stereotipi in cui si ritrovano incastrati i 5 ragazzi costretti da un burbero e demotivato preside a passare il loro sabato tra le mura scolastiche a riflettere su cosa essi siano.
Ma da questa riflessione e soprattutto dalla volontà di far passare il tempo, scattano nuove alchimie: amicizie, confessioni, amori... E un ritratto veritiero dell'essere giovani, delle pressioni e le aspettative che ancora non sono cambiate.
La recitazione assolutamente naturale dei giovani attori vede spiccare su tutti il bullo John Bender, istrionico e catalizzatore è il fulcro del film. Caratterizzato anche da una colonna sonora rockettara e di successo, The breakfast club è ormai diventato di culto proprio per la sua capacità di essere senza tempo.
9 marzo 2012
In Time
Andiamo al Cinema.
In un futuro lontano gli umani si ritrovano ad avere come moneta di scambio non più spiccioli e banconote, ma il tempo, il loro tempo di vivere. Biologicamente l'età si è fermata a 25 anni e un innesto nel braccio mostra loro, sempre, il tempo rimanente, quanto manca alla loro fine. Divisi in città a fasce "di reddito", sono in molti a ritrovarsi a barattare qualche minuto per riuscire non solo a saldare i propri debiti ma a sopravvivere. Will Salas si trova proprio in una Time Zone di periferia, dividendosi tra un lavoro monotono e ripetitivo e le uscite con gli amici per aiutare la madre. Sarà l'incontro fortuito con un centenario ricco e stanco a cambiare la sua vita, perché prese le sue difese da una gang locale, riceverà in regalo tutto il suo tempo (più di 100 anni) ritrovandosi improvvisamente ricco. Ma questo non basterà a salvare la madre e la sua drammatica perdita sarà il motivo in più a spingere Will alla vendetta e all'azione contro una distribuzione ormai fuori controllo.
Come un moderno Robin Hood, si insidia nel Greenwich, luogo esclusivo per ricchi, dove conosce e rimane affascinato dall'ereditiera Sylvia. I custodi del tempo sono però sulle sue tracce, perché dietro questa iniqua distribuzione vi è un machiavellico progetto di esclusività: per l'immortalità di pochi, molti devono morire. Si parte così per rocambolesche fughe e corse contro il tempo, con l'amore che sboccia e colpi di scena ricchi di suspense per cercare di sovvertire un sistema e cambiare finalmente le cose.
In time conferma il regista Andrew Niccol come uno specialista nel genere fantasy/action dopo i successi di Gattaca e S1m0ne, che rischia mettendo nei panni del protagonista un Justin Timberlake capace però di rendersi credibile ed apprezzabile. Certo, il film si presenta sotto molti aspetti e scelte stilistiche come un classico film d'azione catastrofico ma il tema di fondo, la lotta alla sopravvivenza e le disuguaglianze sociali, sono quanto mai attuali e forse solo con la scelta estrema di rappresentarle visivamente con un continuo conto alla rovescia ci permette di aprire gli occhi su quella che è la nostra, ormai, quotidiana lotta.
In un futuro lontano gli umani si ritrovano ad avere come moneta di scambio non più spiccioli e banconote, ma il tempo, il loro tempo di vivere. Biologicamente l'età si è fermata a 25 anni e un innesto nel braccio mostra loro, sempre, il tempo rimanente, quanto manca alla loro fine. Divisi in città a fasce "di reddito", sono in molti a ritrovarsi a barattare qualche minuto per riuscire non solo a saldare i propri debiti ma a sopravvivere. Will Salas si trova proprio in una Time Zone di periferia, dividendosi tra un lavoro monotono e ripetitivo e le uscite con gli amici per aiutare la madre. Sarà l'incontro fortuito con un centenario ricco e stanco a cambiare la sua vita, perché prese le sue difese da una gang locale, riceverà in regalo tutto il suo tempo (più di 100 anni) ritrovandosi improvvisamente ricco. Ma questo non basterà a salvare la madre e la sua drammatica perdita sarà il motivo in più a spingere Will alla vendetta e all'azione contro una distribuzione ormai fuori controllo.
Come un moderno Robin Hood, si insidia nel Greenwich, luogo esclusivo per ricchi, dove conosce e rimane affascinato dall'ereditiera Sylvia. I custodi del tempo sono però sulle sue tracce, perché dietro questa iniqua distribuzione vi è un machiavellico progetto di esclusività: per l'immortalità di pochi, molti devono morire. Si parte così per rocambolesche fughe e corse contro il tempo, con l'amore che sboccia e colpi di scena ricchi di suspense per cercare di sovvertire un sistema e cambiare finalmente le cose.
In time conferma il regista Andrew Niccol come uno specialista nel genere fantasy/action dopo i successi di Gattaca e S1m0ne, che rischia mettendo nei panni del protagonista un Justin Timberlake capace però di rendersi credibile ed apprezzabile. Certo, il film si presenta sotto molti aspetti e scelte stilistiche come un classico film d'azione catastrofico ma il tema di fondo, la lotta alla sopravvivenza e le disuguaglianze sociali, sono quanto mai attuali e forse solo con la scelta estrema di rappresentarle visivamente con un continuo conto alla rovescia ci permette di aprire gli occhi su quella che è la nostra, ormai, quotidiana lotta.
8 marzo 2012
Silenzio in Sala
Uscite di nicchia nei cinema questa settimana. Ecco una carrellata dei film da non perdere!
Young Adult
La coppia d'oro Reitman-Cody torna a collaborare dopo i successi di Juno e Tra le nuvole. La storia è quella di una sorprendente Charlize Theron, ormai cresciuta ma ancora abituata a vivere come una supponente giovane reginetta del liceo. Il ritorno nella città natale sarà motivo di riflessione e sicuro divertimento per quella che è già stata definita la protagonista più odiosa degli ultimi anni.
Guarda il Trailer
La sorgente dell'amore
Lasciate le vicende colorate e impossibili degli ebrei in Train de vie e il mondo poetico della musica de Il concerto, Radu Mihaileanu ci porta nell'Africa del nord dove una giovane si ribella alla tradizione del suo popolo in cui le donne devono percorrere una lunga e tortuosa strada per portare l'acqua al villaggio. Come? Uno sciopero del sesso.
Guarda il Trailer
Là-bas
Potrebbe essere una versione seria di Benvenuti al Sud, ma il film di Guido Lombardi è un modo crudo e potente di raccontare le implicazioni mafiose sull'immigrazione. Partendo dalla strage di Catelvolturno del 2008 quando vennero uccisi 6 immigrati dai boss dei Casalesi, Là-bas racconta dal punto di vista spesso dimenticato degli extracomunitari quella che è la loro vita quotidiana.
Guarda il Trailer
John Carter
Andrew Stanton abbandona il magico mondo dell'animazione (dopo successi come Monster & Co. e Wall-e) per portarci su Marte mescolando sapientemente live action e personaggi creati in digitale. Orfani di un film di Natale siglato Disney, ci si può rifare con le avventure di John Carter.
Guarda il Trailer
L'arrivo di Wang
I Manetti Bros. tornano e raccontano con il loro umorismo nero la strana vicenda di un'interprete che si ritrova tra le mani un lavoro del tutto straordinario.
Guarda il Trailer
A simple life
Giudicato come uno dei migliori film in circolazione, A simple life è un film orientale e quindi di difficile programmazione e ricezione. I tempi si sa sono più dilatati, ma le recensione ottimistiche e l'amore che la protagonista sa suscitare fanno ben sperare.
Guarda il Trailer
Young Adult
La coppia d'oro Reitman-Cody torna a collaborare dopo i successi di Juno e Tra le nuvole. La storia è quella di una sorprendente Charlize Theron, ormai cresciuta ma ancora abituata a vivere come una supponente giovane reginetta del liceo. Il ritorno nella città natale sarà motivo di riflessione e sicuro divertimento per quella che è già stata definita la protagonista più odiosa degli ultimi anni.
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La sorgente dell'amore
Lasciate le vicende colorate e impossibili degli ebrei in Train de vie e il mondo poetico della musica de Il concerto, Radu Mihaileanu ci porta nell'Africa del nord dove una giovane si ribella alla tradizione del suo popolo in cui le donne devono percorrere una lunga e tortuosa strada per portare l'acqua al villaggio. Come? Uno sciopero del sesso.
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Là-bas
Potrebbe essere una versione seria di Benvenuti al Sud, ma il film di Guido Lombardi è un modo crudo e potente di raccontare le implicazioni mafiose sull'immigrazione. Partendo dalla strage di Catelvolturno del 2008 quando vennero uccisi 6 immigrati dai boss dei Casalesi, Là-bas racconta dal punto di vista spesso dimenticato degli extracomunitari quella che è la loro vita quotidiana.
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John Carter
Andrew Stanton abbandona il magico mondo dell'animazione (dopo successi come Monster & Co. e Wall-e) per portarci su Marte mescolando sapientemente live action e personaggi creati in digitale. Orfani di un film di Natale siglato Disney, ci si può rifare con le avventure di John Carter.
Guarda il Trailer
L'arrivo di Wang
I Manetti Bros. tornano e raccontano con il loro umorismo nero la strana vicenda di un'interprete che si ritrova tra le mani un lavoro del tutto straordinario.
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A simple life
Giudicato come uno dei migliori film in circolazione, A simple life è un film orientale e quindi di difficile programmazione e ricezione. I tempi si sa sono più dilatati, ma le recensione ottimistiche e l'amore che la protagonista sa suscitare fanno ben sperare.
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6 marzo 2012
Plumcake!
Il Fabbricatorte
Un dolce della tradizione perfetto per una colazione gustosa e salutare: il plumcake è facile da preparare ma ancora di più... da mangiare!
INGREDIENTI
300g farina
4 uova
180g di burro
70g cacao amaro
200g zucchero
1/2 bustina di lievito
1 tazzina di latte
1 pizzico di sale
PROCEDIMENTO
In una terrina montare le uova e lo zucchero fino a formare una massa spumosa e compatta. Sempre mescolando aggiungere il latte e il burro, gradatamente amalgamare la farina, il sale e il lievito. Per ultimo unire il cacao (70g sono un valore indicativo per un sapore delicato, se si preferiscono i gusti più decisi aumentare la dose).
Quando l'impasto sarà ben uniforme preparare lo stampo per plumcake imburrandolo e infarinandolo, riempire con il composto livellando per bene la superficie ed infornare a 170° per 60 minuti.
Lasciare raffreddare e... Buon appetito!
Un dolce della tradizione perfetto per una colazione gustosa e salutare: il plumcake è facile da preparare ma ancora di più... da mangiare!
INGREDIENTI
4 uova
180g di burro
70g cacao amaro
200g zucchero
1/2 bustina di lievito
1 tazzina di latte
1 pizzico di sale
PROCEDIMENTO
In una terrina montare le uova e lo zucchero fino a formare una massa spumosa e compatta. Sempre mescolando aggiungere il latte e il burro, gradatamente amalgamare la farina, il sale e il lievito. Per ultimo unire il cacao (70g sono un valore indicativo per un sapore delicato, se si preferiscono i gusti più decisi aumentare la dose).
Quando l'impasto sarà ben uniforme preparare lo stampo per plumcake imburrandolo e infarinandolo, riempire con il composto livellando per bene la superficie ed infornare a 170° per 60 minuti.
Lasciare raffreddare e... Buon appetito!
5 marzo 2012
Hysteria
Andiamo al Cinema.
Hysteria non è certo il classico film storico ma è più una commedia in costume che attraverso l'elemento del vibratore racconta una classica storia d'amore che ha molti ostacoli da infrangere. Si ride e ci si emoziona quindi, con degli attori che incarnano la grazia e l'eleganza di fine '800 (Hugh Dancy e Maggie Gyllenhaal attraggono) e su cui però spicca Rupert Everett, che in quegli anni avrebbe dovuto nascere visto il modo disincatato e perfetto con cui da anni ormai interpreta ruoli in costume, e che è la spalla comica per le scene più divertenti.
Distante quindi dall'erotismo spudorato di Shame, Hysteria parla di sesso in modo naturale e per questo sorprende piacevolmente.
Da non perdere, nei titoli di coda, la comparsa di un acquirente del magico oggetto del tutto particolare.
In quell'Ottocento un po' bacchettone, quasi una donna su due era macchiata di soffrire di isteria. Una "malattia" che comprendeva frustrazione, scatti d'ira, apatia. La cura? Provocare un parossismo, più semplicemente, un orgasmo.
Hysteria racconta dell'invenzione nata un po' per caso un po' per necessità dell'oggetto che ha sconvolto il mondo, e non solo quello femminile di quegli anni: il vibratore.
Protagonista di questa divertente storia è un impacciato Mortimer Granville, giovane medico alla ricerca di imporre un metodo moderno di medicina (che comprende le più normali norme igieniche per combattere degli esserini invisibili chiamati germi) in una Londra vecchia e tradizionalista. Da un impiego all'altro incappa nello studio del Dottor Dalrymple che cura l'isteria femminile con lo stancante ma a suo modo efficace metodo "a mano".
Ma in casa del dottor Dalrymple, Mortimer troverà molto più di un lavoro, l'amore corrisposto per la figlia perfetta Emily ma anche l'inspiegabile attrazione per la sorella Charlotte, donna moderna che lavora e aiuta il prossimo rivendicando i suoi diritti di donna.
Hysteria non è certo il classico film storico ma è più una commedia in costume che attraverso l'elemento del vibratore racconta una classica storia d'amore che ha molti ostacoli da infrangere. Si ride e ci si emoziona quindi, con degli attori che incarnano la grazia e l'eleganza di fine '800 (Hugh Dancy e Maggie Gyllenhaal attraggono) e su cui però spicca Rupert Everett, che in quegli anni avrebbe dovuto nascere visto il modo disincatato e perfetto con cui da anni ormai interpreta ruoli in costume, e che è la spalla comica per le scene più divertenti.
Distante quindi dall'erotismo spudorato di Shame, Hysteria parla di sesso in modo naturale e per questo sorprende piacevolmente.
Da non perdere, nei titoli di coda, la comparsa di un acquirente del magico oggetto del tutto particolare.
4 marzo 2012
Boardwalk Empire
Quando i film si fanno ad episodi.
Motivi per vedere questa serie:
- l'episodio pilota è diretto nientemeno che da Martin Scorsese
- Scorsese è anche tra i produttori, assieme all'attore Mark Wahlberg e lo sceneggiatore Terence Winter
- Il suddetto Winter altri non è che lo sceneggiatore della serie cult I Soprano
- Protagonisti del telefilm sono il grande Steve Buscemi e il bello/maledetto Michael Pitt
Se non vi bastano questi 4 punti, si aggiunga che Boardwalk Empire parla di quegli anni oscuri del proibizionismo, in una città viziosa come lo può essere Atlantic City che grazie a truffe, accordi mafiosi e mazzette riusciva a mantenere inalterato il flusso di alcoolici nei suoi locali. A dividersi la fetta erano gli italiani, gli irlandesi, i politici e i neri.
Nella serie ognuno ha il suo spazio ma la trama si sofferma più sull'ascesa e il declino di Enoch "Nucky" Thompson, tesoriere della città ed implicato in ogni genere di corruzione che vedrà, nella seconda stagione, il suo impero insediato dal suo protetto Jimmy Darmody.
A far da sfondo anche le vicende amorose dei due, con la ricerca della stabilità accompagnata però dall'incapacità di mantenerla, in un eccesso di azione e segreti che andrà ad intaccare anche i moralismi di Van Alden, agente dell'FBI che indaga per incastrare i due.
Le scene sono forti, sia per temi che per dialoghi, ma la fotografia rende quegli anni così oscuri molto più chiari e decisamente cinematografici che ha permesso alla serie di fare incetta di premi negli scorsi anni (tra gli altri il Golden Globe come miglior serie drammatica e miglior attore nel 2011).
Motivi per vedere questa serie:
- l'episodio pilota è diretto nientemeno che da Martin Scorsese
- Scorsese è anche tra i produttori, assieme all'attore Mark Wahlberg e lo sceneggiatore Terence Winter
- Il suddetto Winter altri non è che lo sceneggiatore della serie cult I Soprano
- Protagonisti del telefilm sono il grande Steve Buscemi e il bello/maledetto Michael Pitt
Se non vi bastano questi 4 punti, si aggiunga che Boardwalk Empire parla di quegli anni oscuri del proibizionismo, in una città viziosa come lo può essere Atlantic City che grazie a truffe, accordi mafiosi e mazzette riusciva a mantenere inalterato il flusso di alcoolici nei suoi locali. A dividersi la fetta erano gli italiani, gli irlandesi, i politici e i neri.
Nella serie ognuno ha il suo spazio ma la trama si sofferma più sull'ascesa e il declino di Enoch "Nucky" Thompson, tesoriere della città ed implicato in ogni genere di corruzione che vedrà, nella seconda stagione, il suo impero insediato dal suo protetto Jimmy Darmody.
A far da sfondo anche le vicende amorose dei due, con la ricerca della stabilità accompagnata però dall'incapacità di mantenerla, in un eccesso di azione e segreti che andrà ad intaccare anche i moralismi di Van Alden, agente dell'FBI che indaga per incastrare i due.
Le scene sono forti, sia per temi che per dialoghi, ma la fotografia rende quegli anni così oscuri molto più chiari e decisamente cinematografici che ha permesso alla serie di fare incetta di premi negli scorsi anni (tra gli altri il Golden Globe come miglior serie drammatica e miglior attore nel 2011).
3 marzo 2012
Paradiso Amaro
Andiamo al cinema.
La notte del 26 febbraio in molti erano convinti di vedere George Clooney sul palco del Kodak theatre con una statuetta in mano. L’attore è stato però battuto da Jean Dujardin e il suo The artist ma ciò non significa che George nel ruolo di un genitore che il genitore non lo sa fare, non sia assolutamente credibile e del tutto a suo agio.
La notte del 26 febbraio in molti erano convinti di vedere George Clooney sul palco del Kodak theatre con una statuetta in mano. L’attore è stato però battuto da Jean Dujardin e il suo The artist ma ciò non significa che George nel ruolo di un genitore che il genitore non lo sa fare, non sia assolutamente credibile e del tutto a suo agio.
In paradiso amaro infatti si cala nei panni di un Matt King,
genitore sempre stato assente, impegnato nel suo lavoro di avvocato, che lascia
alla moglie la difficile crescita delle sue due figlie. Ma quando questa stessa
moglie dopo un incidente in barca finisce in coma irreversibile, tutto cade
sulle sue spalle, e la realtà con cui dovrà fare i conti sarà ancora più
complicata di quanto pensi: la moglie lo tradiva, lo voleva lasciare dopo anni
di matrimonio senza più passione e sentimento.
Ma da quello che sembrerebbe un duro colpo da sopportare,
Matt parte per recuperare l’amore e il dialogo con le figlie, soprattutto con la
maggiore, Alexandra. E così la famiglia King assieme allo stralunato Sid (espediente
comico in più di una scena) si mette alla ricerca dell’amante misterioso e nel
farlo troverà una ragione per stare assieme, per volersi bene.
Alexander Payne, già
regista acclamato di A proposito di Schmidt e Sideways, dirige un George
dismesso e umano, adattando benissimo il romanzo Eredi di un mondo sbagliato di
Hemmings, da cui il film è tratto. Candidato
a 2 Oscar è infatti riuscito ad aggiudicarsi la statuetta per miglior sceneggiatura
non originale, proprio perché in Paradiso amaro sono i dialoghi, taglienti e
ritmati, a rivelare il rapporto genitore-figlie non idilliaco, così come la
voce narrante di Matt riesce a fare da contrappunto ad un’interpretazione fatta
più di gesti e sguardi che di parole.
Ambientato alle Hawaii, ciò che vediamo si distanzia molto
dall’immagine da cartolina a cui siamo abituati, il film affronta anche i
legami con la propria terra, perché l’altro grande affare che preoccupa Matt è la
vendita di un lotto di terreni appartenente alla sua famiglia da generazioni. Il
paradiso incontaminato che l’arcipelago era, sembra ormai solo un ricordo, un
paradiso amaro e crudo com’è ora la vita
dei King, ma la speranza, la normalità, sono ancora possibili basta trovare
qualcosa o qualcuno a cui aggrapparsi.
2 marzo 2012
Silenzio in Sala
In Central Perk ha cambiato look e da ora ogni giovedì vi aggiornerà sulle uscite in sala più importanti!
Vediamo cosa ci aspetta questo fine settimana...
50/50
Joseph Gordon-Levitt è ormai un attore affermato. Conosciuto per la splendida interpretazione in (500) giorni insieme, ora è al cinema con Hesher è stato qui, in cui è un delinquente capellone, e con 50/50 in cui è Adam, giovane malato di cancro che ha il 50% di possibilità di sopravvivere. Come affrontare la malattia sarà la chiave per stare bene, con gli amici, con una ragazza on/off, ma soprattutto con se stesso.
Le lacrime sembrano assicurate ma il cinema di Jonathan Levine specializzato in film indipendenti saprà dare leggerezza e inaspettata allegria al tema.
Trailer
Posti in piedi in paradiso
Ennesima commedia italiana (che sembra ormai sfornare solo queste) ma che potrebbe allontanarsi dalla solita comicità grezza e chiassosa. Con un cast all stars (Favino tra tutti), il nuovo film di Verdone parla di divorziati in crisi personale ed economica, che nella convivenza trovano un nuovo modo di confrontarsi e di aiutarsi.
Trailer
The Woman in Black
Daniel Radcliffe è pronto a lasciarsi alle spalle Harry Potter e sceglie questo thriller/horror per farlo. Una casa infestata, atmosfere cupe e scenografie gotiche promettono bene ma le recensioni sono finora discordanti. Nì.
Trailer
Cesare deve morire
Dopo aver vinto l'Orso d'oro alla Berlinale il film dei fratelli Taviani arriva anche nelle nostre sale. Cesare deve morire è un film/documentario che ci addentra nel mondo Altro del carcere, nel padiglione di chi in quella condizione, dietro le sbarre, sarà costretto a rimanere fino alla fine dei suoi giorni. L'allestimento a Rebibbia del Giulio Cesare di Shakespeare è il punto di partenza per una riflessione sulla vita.
Trailer
Vediamo cosa ci aspetta questo fine settimana...
50/50
Joseph Gordon-Levitt è ormai un attore affermato. Conosciuto per la splendida interpretazione in (500) giorni insieme, ora è al cinema con Hesher è stato qui, in cui è un delinquente capellone, e con 50/50 in cui è Adam, giovane malato di cancro che ha il 50% di possibilità di sopravvivere. Come affrontare la malattia sarà la chiave per stare bene, con gli amici, con una ragazza on/off, ma soprattutto con se stesso.
Le lacrime sembrano assicurate ma il cinema di Jonathan Levine specializzato in film indipendenti saprà dare leggerezza e inaspettata allegria al tema.
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Posti in piedi in paradiso
Ennesima commedia italiana (che sembra ormai sfornare solo queste) ma che potrebbe allontanarsi dalla solita comicità grezza e chiassosa. Con un cast all stars (Favino tra tutti), il nuovo film di Verdone parla di divorziati in crisi personale ed economica, che nella convivenza trovano un nuovo modo di confrontarsi e di aiutarsi.
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The Woman in Black
Daniel Radcliffe è pronto a lasciarsi alle spalle Harry Potter e sceglie questo thriller/horror per farlo. Una casa infestata, atmosfere cupe e scenografie gotiche promettono bene ma le recensioni sono finora discordanti. Nì.
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Cesare deve morire
Dopo aver vinto l'Orso d'oro alla Berlinale il film dei fratelli Taviani arriva anche nelle nostre sale. Cesare deve morire è un film/documentario che ci addentra nel mondo Altro del carcere, nel padiglione di chi in quella condizione, dietro le sbarre, sarà costretto a rimanere fino alla fine dei suoi giorni. L'allestimento a Rebibbia del Giulio Cesare di Shakespeare è il punto di partenza per una riflessione sulla vita.
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