3 agosto 2017

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 3 Agosto

Neanche a farlo apposta, le (poche) uscite al cinema della settimana sono in linea con l'horror week del blog, che si sa che la paura ha terreno fertile in estate e i brividi fanno bene per combattere la calura.

Annabelle 2: Creation
Solo il Trailer, a me ha messo ha spaventato a sufficienza, anche se sempre di bambole assassine si parla.
Lascio spazio ai fan, che questo sequel non perderanno.
Angoscia
Possessione, sensi di colpa, disturbi mentali. Anche qui manca forse l'originalità, per un horror che si è andati a pescare nel 2015.
Trailer

2 agosto 2017

The Visit

E' già Ieri -2015-

C'è stato un tempo in cui M. Night Shyamalan è stato il mio regista preferito.
Sì, con la tripletta Il sesto senso-The village e Signs, io che amavo i thriller e che mi facevo fregare alla grande dai suoi twist finali, lo avevo eletto a regista preferito. Erano i tempi in cui Armageddon era il mio film preferito, per dire.
Poi, come per i libri, i gusti si sono affinati e sono rinsavita.
Shyamalan lo avevo quindi perso di vista, con film a detta di molti non così appetibili o imperdibili, finché pure lui non è rinsavito, con gli ultimi lavori che l'hanno fatto tornare sulla cresta dell'onda. In attesa di recuperare Split, di cui voglio godere dei mille accenti di James McAvoy, per la mia horror week ho deciso di affrontare i brividi di The Visit.
E che brividi!

1 agosto 2017

Notte Horror 2017 - Candyman

Dal timore della prima volta, ormai, la Notte Horror è diventata un appuntamento immancabile nell’estate del blog, e un modo per me in una settimana a tema, di affrontare brividi e traumi.
Come lo scorso anno, la scelta è stata doverosa: dopo Scream, e in attesa del nuovo It al cinema, c’era un altro film che dovevo vedere con occhi adulti, per far ricacciare indietro quegli spauracchi e quelle paure.
Candyman capitò per caso, in una calda estate in cui si poteva andare a dormire tardi, in cui ancora certi thriller mi appassionavano. Una leggenda, un uomo che appare allo specchio se chiamato per nome cinque volte, e con il suo uncino, squarcia.
Due laureande interessante al folklore moderno, a leggende metropolitane da sfatare e su cui indagare, che vanno ad affondare le loro radici sulle differenze culturali, sulle divisioni della società contemporanea.

Channel Zero - Candle Cove

Mondo Serial

L’horror a puntate è più digeribile per uno stomaco debole?
No, se si fa un binge watching dell'intera stagione approfittando del primo giorno di ferie.
Sì, se le puntate sono horror fino a un certo punto, spaventando a dovere nella prima parte, lasciandosi andare a spiegazioni e investigazioni poco appassionanti nella seconda.
Come le storie americane di Murphy, anche Channel Zero si fa antologica, e punta i riflettori nel suo esordio su Candle Cove.

31 luglio 2017

Il Lunedì Leggo - Libri da Brividi

Da oggi, connessione permettendo, ha inizio una settimana da brividi sul blog.
Una settimana che avrà il suo culmine domani sera alle 21 con il post tutto dedicato alla Notte Horror dei blogger e che andrà a scavare in vecchi traumi.
Strano, quindi, pensare che un tempo quando ancora non avevo affinato i miei gusti, quando ancora ero appassionata e ossessionata da crimini e omicidi, di libri horror e thriller vivevo.
Jeffrey Deaver era il mio beniamino, complice anche una biblioteca casalinga dove pullulavano Patricia Cornwell e simili.
Il giallo, l’investigazione, la ricerca del colpevole, e il sangue, appassionavano più di soliloqui e pensieri sparsi, più di romanzi di formazione e saghe familiari.
Poi, il cuore ha iniziato a cedere, la paura a farla da padrone, e quel periodo sembra ora un lontanissimo ricordo.

30 luglio 2017

La Domenica Scrivo - Baghera #2

Diario del così chiamato Baghera

Giorno 742
Sta succedendo qualcosa.
I miei padroni adottati non me la contano giusta.
Fanno sempre più tardi, tornano sempre più stanchi e sporchi -lui ha i capelli grigi dalla polvere, lei bianchi dal colore- e non rispettano gli orari.
Ma come, dico, li avevo imparati alla perfezione!
Mi affido al suono della loro macchina, dormo, la sento arrivare, mi faccio trovare davanti alla porta. Sembrano apprezzare e aumentano la dose del cibo.
Ah, vi ho fregati anche oggi!
Intanto però, vedo che la macchina la caricano di scatole affascinanti in cui salterei dentro, sento che parlano di me, mi guardano.
Miagolo, allora, miagolo in continuazione, e mi danno ancora da mangiare.
Razioni di oggi: un pranzetto, tre porzioni di scatoletta.


Giorno 801
Continuano a non contarmela giusta.
La casa è sempre più vuota, pure dal mio giardino stanno sparendo piante e fiori. Alcune le hanno fatte pure morire, non si metteva quello lì un giorno si e uno no a curarle?
Sta succedendo qualcosa.
Io, continuo a miagolare, ho capito che più miagolo più cibo mi danno. Al momento il record è 20 minuti di miagolio continuo, poi hanno ceduto. Ancora.
Decido di premiarli.
Mi piace stare dentro quella casa, ho pure trovato un nuovo posto per dormire, un divano grigio. Me lo diceva Vinicio che era comodo.
Ci guardo i film con lei, che gusti strani che ha, guarda film e piange. Perchè guardarli se rendono così tristi?
Tendono le mani, ancora e ancora, ho accorciato le distanze a qualche centimetro, ma non di più. Non di più, devo ricordarmelo.
Razioni di oggi: due pranzetti, tre porzioni di scatoletta

Giorno 816
Sono prigioniero.
Aiuto.
Mi hanno rapito.
C'è da mangiare però.
Ma c'era da mangiare anche stamattina, in quella casa vuota, ma vuota vuota, e con un odore strano e le pareti più bianche.
C'era da mangiare, ma dentro una scatola di ferro. Io mi sono fidato, ho miagolato, e lei mi ha chiuso dentro.
CHIUSO DENTRO.
E sono salito su quella macchina, la loro macchina. Ho grattato, ho miagolato, ho soffiato. Niente. Non si è aperta. Correva lei, e cantava per calmarmi. Sei stonata, cosa canti? Fammi uscire!
Mi ha portato su un tavolo, odore strano anche lì. Tutti che mi guardavano, che cercavano di toccarmi.
Mi hanno spruzzato qualcosa, e quei pidocchi neri che mi facevano grattare e grattare sono caduti giù, uno dopo l'altro.
Poi il buio, ancora in macchina, ancora ho miagolato.
E ora sono qui, è pieno di scatoloni, le finestre sono chiuse, la porta pure. Sono da solo, lei è uscita, per quella porta che ha chiuso a chiave.
C'è il mio vecchio cuscino, però, c'è pure il mio vecchio maglione per quando fa freddo, c'è il cibo, e l'acqua fresca, e la sabbia. Non la terra del giardino, ma la sabbia. In una cassetta.
Devo uscire. Voglio uscire.
Razioni di oggi: un pranzetto (non mangiato, è finito tutto in macchina), due porzioni di scatoletta

Giorno 818
Ancora qui, ancora chiuso.
Lei viene spesso a trovarmi, si siede, mi guarda.
Io soffio, ma poi miagolo, e mangio.
C'è qualcosa di strano, di piccolo e tondo e duro nei miei pranzetti.
Però sto meglio: il pelo sta ricrescendo, non mi gratto più tanto, perfino dall'occhio torbido non lacrimo più.
Chissà cosa sta succedendo. Sembra bello qui, sembra calmo e tranquillo. Ho un cuscino su cui dormire, non fa troppo caldo, ho un tetto sopra la testa.
Razioni di oggi: due pranzetti, una porzione di scatoletta

Giorno 819
Sono libero.
Sono uscito. La porta è rimasta aperta, loro erano lì, che mi guardavano.
Cos'è tutto questo verde, questo giardino che non finisce? Ci sono piante, quelle piante che c'erano lì, e piante più grandi, più alte. Ma non siamo lì. Dove sono?
Mi piace, però. E' bello.
Sembra comunque di essere nel mio parcheggio, si fermano camion, furgoni, passa gente sporca e che sta qui ore, fanno i muri più bianchi, fanno porte, fanno luci.
Io guardo.
Li guardo.
Mi piace.
Razioni di oggi: un pranzetto, una ciotola di spezzatino, una porzione di scatoletta.

Giorno 820
Una nuova scoperta: farsi toccare è bellissimo.
Quelle fusa che ultimamente partivano spontanee, sono aumentate. E' bellissimo farsi toccare.
Le cerco, le loro gambe, e mi struscio.
Mi struscio in continuazione e mi danno cibo. Ma non è solo per il cibo, è proprio bello. E' il mio modo per dirgli grazie.
Lei, che mi ha portato via, è parte del mio branco. Numero membri: noi due. Facciamo naso-naso per salutarci, e mi faccio toccare, sotto il collo, sulla testa. E' bellissimo, mi piace.
Mi piace qui, il giardino è tutto mio, ho un bagno enorme, sconfinato, senza sabbia e terra, ma sassolini. Loro non sembrano gradire, però, mi mandano via, dicono che sia il vialetto d'ingresso, non il mio bagno. Tanto io la faccio quando non mi vedono.
Continuano a passare tanti furgoni, tante persone, continuano a sporcare e lavorare. Io li guardo.
Uscire? No. Sto bene qui. Altri gatti? Nemmeno uno all'orizzonte.
Solo io, solo io e loro.
Spariscono ogni tanto, su per le scale. non mi fido e non ci vado. Resto sul divano, più grande e comodo, resto fuori.
E mi struscio, e mi faccio toccare, ancora e ancora.
Il pelo sta ricrescendo nero com'era e come deve essere, mi danno ancora tanto cibo, e ci sono sempre quei pezzettini tondi più duri.
Sto meglio.
E mi struscio, e mi faccio toccare.
Mi struscio sulle loro gambe, sulla testa quando sono piegati, loro ridono, sorridono, fanno pure gli occhi lucidi. Mi faccio toccare, coccolare, le fusa arrugginite aumentano di volume.
E' il mio modo di dirgli grazie, lo capiranno?
Il mio modo per ringraziarli di non avermi lasciato lì, non avermi lasciato solo un'altra volta, a cercare un'altra famiglia. E' il mio modo per essere grato e felice di stare con loro.
Mi sa che le parti si sono invertite, mi sa che pensavo di averli adottati io, invece mi hanno adottato, e salvato, loro.
E' bello, mi piace.
Razioni di oggi: un pranzetto, due porzioni di scatoletta.

29 luglio 2017

Harry e Tonto

Once Upon a Time -1974-

Ai gatti non so resistere, meglio se rossi.
Ai vecchini neppure, meglio se soli, buffi e profondi.
Così quando mi sono imbattuta nel misconosciuto titolo Harry e Tonto, l’ho appuntato, in agenda, aspettando di trovare il momento giusto, la connessione giusta, per trovarlo e vederlo.
Pensavo fosse un film piccolo, datato, sì, ma dimenticato.
Non sapevo avesse dalla sua un Oscar, quello per Art Carney come miglior attore, non sapevo che quell’Oscar fosse fonte di polemiche: Carney prevalse su gente come Al Pacino (Il Padrino parte II), Dustin Hoffman (Lenny) e Jack Nicholson (Chinatown).
Sotto al video del suo ringraziamento, buffo, come buffo è Harry, si leggono commenti a non finire sull’ingiustizia di tale premio.
Ma l’hanno visto, questi leoni da tastiera, la dolcezza di Harry, con Tonto?


L’hanno sentito cantare a quel gatto, chiedergli chi cantasse quella canzone, tenerlo sottobraccio, disperarsi per la sua improvvisa e breve fuga? Commuoversi alla vista di un amico che non c’è più, indignarsi con la sua città –New York- per lo sfratto da quello che è da sempre il suo appartamento, il suo quartiere, per quanto nel mentre degradato e irriconoscibile?
Io, l’ho visto, e anche se il film non è memorabile e sente il passare del tempo, Harry è un vecchino a cui subito ci si affeziona, sarà per quel gatto che porta al guinzaglio, sarà per la bontà che lo spinge a mettersi in viaggio, a confrontarsi con i sue tre figli e nel mentre conoscere giovani in crisi, indiani guaritori, gattari come lui.


Il road movie incede a passi alterni, dall’aereo mai preso all’autobus poco consono a Tonto, dall’auto usata all’autostop. Procede in direzioni diverse, attraverso l’America che Harry avrebbe voluto attraversare da giovane, attraverso memorie e vecchi amori da ritrovare, figli da conoscere meglio.
Cerca il suo posto, Harry che è senza casa, senza meta, cerca una casa.
In questo lungo viaggio, a lui ci affezioniamo, ci affezioniamo ai luoghi che lo vedono protagonista, alle musiche –quelle belle colonne sonore orchestrali di un tempo- che lo accompagnano.
Magari qualche lungaggine c’è, magari Al Pacino lo meritava comunque un riconoscimento, e il giudizio del tempo ha premiato Coppola e non il misconosciuto Mazursky, Pacino –appunto- e non il buon Carney, ma Harry e il suo Tonto io me li porterò nel cuore per un po’.



Regia Paul Mazursky
Sceneggiatura Paul Mazursky, Josh Greenfeld
Musiche Bill Conti
Cast Art Carney, Herbert Berghof, Philip Bruns, Tonto
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28 luglio 2017

Gatos Viejos - Old Cats

E' già Ieri -2010-

Ci sono film che dal titolo ingannano.
Leggo Old Cats, vedo una locandina con un gatto, e penso che sì, un film che parla di un gatto vecchio e/o di un vecchio/a che ha un gatto altrettanto vecchio, deve fare per me. Anche se cileno, anche se datato 2010.
Indago giusto un po’, scopro che uno dei registi (Sebastiàn Silva) è lo stesso di quel Magic, Magic di cui tanto bene ho sentito parlare e che per l’imminente Settimana Horror vedrò, e allora, lo cerco, lo trovo, lo guardo.
Ma non di gatti si parla, o almeno, non del tutto.
Di vecchi, sì.
E visto che oltre ad essere gattara sono pure vecchiofila, mi accontento.

27 luglio 2017

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 27 Luglio

La desolazione si fa assoluta, visto che nemmeno il blockbusterone di turno si presenta all'appello questo giovedì.
Resta una commedia goliardica ma non certo imperdibile, e... facciamo basta.

Crazy Night - Festa col Morto
Versione al femminile e rivisitata di Weekend col morto, dove a morire nella baldoria di un addio al nubilato, è uno spogliarellista.
Un super cast -Scarlett Johansson, Kate McKinnon, Zoë Kravitz, Demi Moore- ma poco appeal.
Trailer
La Fuga
Un rapinatore di banche in fuga con una escort, inseguito dalla polizia.
Se un film simile, italiano, esce a fine luglio, un motivo ci sarà.
Trailer
Motori Ruggenti
Documentario dedicato alla passione degli italiani verso le quattro ruote.
Trailer