19 dicembre 2013

La Mafia Uccide Solo d'Estate

Andiamo al Cinema

Ci sono esordi che, per quanto incerti a livello tecnico, non posso passare inosservati.
Il primo lungometraggio di Pif, dopo anni di gavetta televisiva con telecamerina alla mano per sfornare minidocumentari ironici e veritieri, poteva essere ed è un salto nel buio.
Alle prese con il cinema di finzione, il ragazzo non si dimostra così impreparato o poco impegnato, raccontandoci in modo quanto mai poetico e dolce alcuni degli anni più bui della nostra Italia e della nostra Sicilia. Gli anni in cui i morti ammazzati per strada erano all'ordine del giorno, in cui le sirene della polizia come quelle dell'ambulanza erano in perenne movimento, a scortare magistrati o a soccorrerli.


In questi anni cresce Arturo, con la mafia sempre accanto, fin dal momento del suo concepimento, avvenuto proprio nel momento dell'uccisione di Michele Cavataio da parte del clan di Riina. Da qui in poi, con gli anni della scuola e dei primi amori, la sua intera esistenza ruoterà attorno ai fatti più tragici della sua Palermo, arrivando a toccare con la sua ingenuità persone importanti come Rocco Chinnici o il generale Dalla Chiesa.
Ma Arturo in questi anni, e in quelli successivi, ha anche altro a cui pensare! Oltre ad aver scelto Andreotti come suo mito personale (e da lui impersonato in una festa in maschera), Arturo è follemente innamorato di Flora, e cercherà sempre di conquistarla sbagliando però tempi e modi. Grazie a lei, però, entrerà in contatto con il mondo del giornalismo, che una volta adulto sarà il suo improbabile lavoro che gli permetterà, finalmente, di ritrovare la sua Flora fuggita con il padre banchiere in Svizzera, in anni che, sempre più ferocemente, mettono alla prova la pazienza e l'omertà dei palermitani.


Sarebbero molti i piccoli difetti da imputare a un film d'esordio come questo. Ci sarebbe da ridire sulla recitazione tentennante dei più giovani, o di quella forzata della Capotondi. Ci sarebbe poi qualche dubbio su battute e momenti comici non sempre azzeccati, o sulla tecnica di ripresa non sempre perfetta.
Ci sarebbe poi un po' troppo disequilibrio tra una prima parte folgorante e di accecante dolcezza, con miti e credenze mafiose da sfatare, e una seconda in cui è difficile mantenere lo stesso livello.
Ci sarebbero questi difetti, è vero, ma tutti scompaiono di fronte alle lacrime sincere che il ricordo e la denuncia di anni di morti e di sacrifici di Uomini con la U maiuscola fanno sgorgare. Lacrime che hanno dentro tutto il dolore e tutta la paura che un'intera città ha subito per anni, e che Pif riporta fedelmente facendo molto di più: rendendo omaggio a questi cittadini che finalmente arrivano a rivoltarsi, e portando, assieme alla nuova vita, quella speranza che sta proprio negli insegnamenti, e nel non dimenticare ciò che è accaduto.
E questo, insegnare e continuare a ricordare, La mafia uccide solo d'estate lo fa alla perfezione. E scusate se è poco.


10 commenti:

  1. Commento perfetto per una pellicola di denuncia che a me è piaciuta moltissimo!
    Serena serata!:)

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    1. Serena serata anche a te, cara Nella!
      Felice che ti sia piaciuto!

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  2. bella recensione, davvero appassionata e sentita, una delle migliori che hai scritto :-) sto film mi interessa assai, appena sarà reperibile in versione hd lo vedrò senz'altro anche se la capotondi mi sta antipatica

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    1. Oh, grazie :)
      La Capotondi qui non brilla di certo, ma lo si dimentica di fronte al resto del film!

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  3. Assolutamente da vedere, la Capotondi, poi, mi è sempre piaciuta un sacco, nonostante la recitazione tentennante.
    Oh, e complimenti per il blog, sei ufficialmente tra la gente figa che seguo. :D

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  4. Aspettavo un film così da un po di tempo.
    Sono felice di averlo visto

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  5. No, non è affatto poco per un film che una volta avremmo definito 'necessario'... io non sono per la cultura imposta, ma questa pellicola dovrebbero davvero vederla tutti. Ottimo esordio. E bella recensione!

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