7 giugno 2017

Endorphine

E' già Ieri -2015-

Endorfina
/en·dor·fì·na/
sostantivo femminile

Nome generico di composti chimici organici di tipo polipeptidico secreti dall'ipofisi, con azione simile a quella della morfina ed aventi un importante ruolo come analgesici e nei processi di apprendimento e memorizzazione.

Endorphine
/en·dor·phì·ne/
sostantivo maschile

Film caotico e confuso, difficile da seguire, difficile da capire, difficile soprattutto da apparezzare emotivamente.

E pensare che le premesse per fare furore da queste parti c'erano tutte: fisica quantistica, la percezione soggettiva del tempo, reale e proiezione del reale, sogni rivelatori e sogni ricorrenti.


Questo tutto, però, si perde e si trascina in una storia che lascia fuori le emozioni, la stessa protagonista -Simone- appare apatica, priva di verve e di amabilità, e questo prima che assista all'omicidio della madre.
Poi, poco cambia, anzi, peggiora, trascinandola in un tunnel di domande strane da porre alle persone sbagliate: com'è leccare un'altra lingua non è proprio da chiedere a un padre, tanto meno quando questo ti scopre a leccare una bistecca, com'è baciare alla francese non lo si chiede di provare al cugino, anche se non c'è fatto più divino.
Simone allora, finisce in terapia, cercando di dare un senso a quello che le succede, alla gestione del tempo che ha, mescolato ormai ai suoi sogni, alle sue fantasie.
La si lascia lì, in piena ipnosi, e si conosce un'altra donna, ugualmente apatica, artista anonima e portinaia in un garage. Spia la vicina, osserva le immagini delle telecamere nascoste, e ne sta in silenzio.
Infine, in questo cast prevalentemente al femminile, c'è una dottoressa, che le teorie quantistiche, che la percezione del tempo, cerca di spiegarle ai suoi studenti.


Letto così, Endorphine mantiene il potenziale che le premesse facevano sperare.
Messo in azione, mescolando tempi, personaggi, ripetendo a dismisura azioni e luoghi, sogni e fantasie, il meccanismo si inceppa, e subentra la confusione, la noia, pure.
Il problema non è a livello tecnico, perchè André Turpin ci sa fare, e non a caso è il direttore della fotografia di fiducia di un certo Xavier Dolan e di un certo Denis Villeneuve, e qui, pur non mettendo da parte scene da videoclip e usando in modo sapiente un'unica canzone (la sognante Daydream in Blue degli I Monster), regala ottime scene, ottimi tempi, basterebbe quell'inizio calibrato e sincronizzato come esempio.
Il problema è la mancanza di interesse che la vicenda di Simone suscita, la freddezza che traspare in questo compitino ben limato e ben studiato, che non ha però alcun cuore, come se la scienza, anche quando strana, non ne avesse bisogno.
Ma un film, invece, sì.


Regia André Turpin
Sceneggiatura Robert Morin
Musiche François Lafontaine
Cast Sophie Nélisse, Mylène Mackay, Lise Roy
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3 commenti:

  1. Da questo post ho appreso due cose:

    1) Cos'è l'endorfina

    2)Questo film mi sa che me lo posso anche risparmiare

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    Risposte
    1. Da questo film ho appreso due cose:

      1) Cos'è l'endorfina

      2) Questo film aveva grosse potenzialità, solo su carta, ed è difficile da consigliare. Quasi impossibile.

      Elimina
  2. Ciao,Interessanti le notizie,non il film.
    Ciao,fulvio

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