6 settembre 2015

Venezia 72 - Janis


Janis Joplin.
E' uno di quei nomi che hai sempre sentito, di cui, magari anche conoscendo poco della sua musica, hai pensato di sapere il necessario: voce incredibile e potente, faro femminile negli anni della rivoluzione sessuale e musicale americana, morte tragica, e decisamente prematura.
Ma come sempre, c'è dell'altro, dell'altro che ovviamente i veri fan conoscono, ma dell'altro privato rimasto in disparte finora.

Venezia 72 - El Clan


Ci sono anni in Argentina ancora immersi nel buio.
Sparizioni, omicidi, sequestri rimasti insoluti.
Pablo Trapero ci parla di alcuni di questi, ci parla dei motivi che spinsero veri e propri clan a mettersi in proprio negli anni della fine della dittatura militare, e che in mancanza di un vero e proprio lavoro iniziarono a sequestrare, e in caso le cose andassero storte, uccidere persone innocenti dopo aver incassato il denaro per il riscatto.
Senza remore, senza sensi di colpa, in un ambiente dove l'omertà vige, anche i vicini di casa, gli amici di sempre potevano essere le vittime, bastava semplicemente che avessero abbastanza denaro, e che i famigliari poi pagassero.

Venezia 72 - L'Hermine


Ah, i francesi!
Con loro sai sempre di andare sul sicuro. 
Già hanno divertito e commosso con Marguerite, e ora fanno lo stesso con L'Hermine calando l'asso Fabrice Luchini.
Credi di trovarti davanti un film processuale, un La parola ai giurati ammodernato, e portato a Calais, ma non è così, perchè quello su cui ci si concentra davvero, sono le vite di ognuno di questi giurati, e in particolare del Presidente della Corte di Assise, Racine, acciaccato, in via di divorzio, integerrimo, che si ritrova in aula quell'anestesista che con tanta cura anni fa lo aveva assistito in ospedale, e di cui è stato segretamente innamorato per tempo.
La ritrova fortunatamente dalla parte giusta dell'aula, in qualità di giurato sostitutivo, chiamata a decidere la sorte di un giovane accusato di aver ucciso a calci la figlia di 7 mesi.
Il processo parte, vengono ascoltati i testimoni, gli agenti di polizia, la compagna dell'uomo, mentre lui non vuole parlare, continuando a dichiararsi innocente.
Nei tre giorni di questo processo si conoscono meglio tutte le figure che vi ruotano attorno, si inizia a sentire quell'amore riemergere, e Racine farà un nuovo tentativo, quasi disperato, di dare un senso alla sua vita vuota.
Non è la verità quella che interessa, non è capire cosa possa essere successo in un complesso popolare di Bel Air, in un giorno di primavera, quella difficilmente si saprà mai.
Interessa mostrare le qualità umane coinvolte, i sentimenti in gioco, e la speranza in un uomo non così amato, che però per amore si apre.
Il film si regge quasi esclusivamente sulle spalle di un Luchini splendido, che con una smorfia o una parola sa far ridere, che con uno sguardo sa emozionare.
Non è il classico film da concorso, L'Hermine, non ha la pesantezza, non ha un livello tecnico particolarmente incisivo, ma ha il suo perchè, ha una canzone di accompagnamento che culla e dei dialoghi, degli attori, per i quali ti trovi a sorridere per l'intera visione.

Venezia 72 - A Bigger Splash


Sei Tilda Swinton è già sei fortunata così.
Ma per di più sei una Tilda Swinton rocker in fase depurativa e di recupero, in vacanza a Pantelleria con il tuo fidanzato, un certo Matthias Schoenaerts, presente?
Nonostante i 6 anni di fidanzamento, siete ancora belli focosi, girate nudi nella vostra villa, fate all'amore un po' ovunque.
Cosa potrebbe rovinare un idillio simile?

Venezia 72 - L'Attesa


Team antiSorrentino siete avvertiti, questo film non farà per voi.
Il motivo principale è che il regista Piero Messina proprio del premio Oscar è stato assistente, formando così un suo stile chiaramente influenzato dall'estica e dal ritmo dell'amico.

5 settembre 2015

Venezia 72 - The Danish Girl


Lo si deve ancora vedere sul red carpet veneziano, ma già si sa, Eddie Redmayne calcherà sicuramente quello dei prossimi Oscar.
Lui, di certo, splendido e toccante, ma pure un'incredibile Alicia Vikander che da A Royal Affair a Ex Machina sta inanellando interpretazioni via via più importanti, che hanno il suo apice (al momento) proprio qui.

Venezia 72 - The Childhood of a Leader


Esci dalla sala e vieni investita dalle domande:
Perchè Brady Corbet ha voluto esordire alla regia?
Perchè quella musica assordante che ti costringeva a tapparti i timpani all'inizio alla fine?
Perchè quel bambino era così? Cattiveria di natura? Cattiveria da educazione rigida?
Perchè si è tanto pubblicizzato questo film per Robert Pattinson con ragazzine che hanno invaso la sala, e lui c'è per appena un quarto d'ora su due ore totali?
E perchè alla fine Robert ha tirato pacco a Venezia, si è reso conto di quello che ha girato?
E per finire, cosa voleva dirmi questo film?

Venezia 72 - Equals


Da queste parti Drake Doremus si è fatto apprezzare con il non del tutto riuscito Like Crazy e con l'intimo e trattenuto Breathe In.
Abbandonato il Sundance, esordisce a Venezia lasciando anche la nostra epoca, ambientando il suo Equals in un futuro di orwelliana ispirazione, ma che ai colori cupi, al grigiore, preferisce un bianco asettico.

Venezia 72 - Tharlo


Ho cercato di evitarlo, di scansare il più possibile il fantasma del cinema orientale nel mio programma, ma di fronte alle richieste di una madre, non c'è niente da fare.
Armate di tanta pazienza e di un pizzico di curiosità per un film tibetano, ci siamo apprestate alla visione di Tharlo, presentato in concorso alla sezione Orizzonti.

Venezia 72 - Marguerite


Quanto è labile il confine tra sublime e ridicolo?
Quanto contano i sogni, il proprio credere, di fronte a una realtà molto più cruda di quella che si immagina?
Sono domande che nascono spontanee di fronte alla storia di Marguerite Beaumont, contessa francese, appassionata di musica, aspirante cantante lirica, ma soprattutto donna che non conosce l'amore.