Con Naza ad essere passato per pochi giorni in sala prima di essere distribuito in modo gratuito sul sito del The Guardian da novembre, l'autunno entra nel vivo.
Grandi nomi, grandi film, c'è l'imbarazzo della scelta:
Il nuovo imprevedibile film di Iñárritu con cui Tom Cruise tenta di vincere finalmente l'Oscar.
Protesi e balletti, ho già il biglietto in tasca nonostante la mia antipatia verso Tom.
Un tempo un film di Refn era un evento, ora si sa che si devono abbassare le aspettative, soprattutto dopo i fischi a Cannes.
Tra horror e thriller futuristico, ai giovani Charles Melton, Sophie Thatcher e Diego Calva cercherò di dare fiducia.
Una star, una ghostwriter, un rapporto complesso da sbrogliare mentre si deve scrivere una biografia.
Il fascino e l'interesse viene dal cast, con Josh Hartnett, la prezzemolina Anne Hathaway e Dakota Johnson.
Un esercito di superuomini contro un campo di roulotte dove vive una madre ed ex cecchina.
Ingredienti per un film ad alto testosterone, ma i nomi di Adria Arjona, Dan Stevens, Drew Starkey e Rebecca Hall, la produzione A24 e l'essere un seguito stand-alone di The Guest lo rendono più stuzzicante.
Ali Asgari ci porta nell'Iran di oggi, o dell'altro ieri, mostrandoci in modo asciutto e senza retorica la quotidianità di chi questa quotidianità fatta di sorveglianze e minacce dall'alto non la regge più.
Tra i miei preferiti a Venezia, ne ho parlato QUI
Uno zio da ospitare, uno spazio da condividere, in una Oslo in cui da curdi non è facile adattarsi.
Un'opera prima che riflette sulla gestione dei richiedenti asilo in modo fresco e leggero.
Lo cercherò.
Una coppia tradizionalista degli anni '50 viene catapultata nel moderno e complesso 2025, con il ruolo della donna cambiato, quello dell'uomo messo in discussione e una diversa società da accettare.
Commedia spiccia francese, di facile presa.
Fausto Brizzi che dirige Frank Matano e Rocío Muñoz Morales in una commedia sull'intelligenza artificiale.
Anche no, grazie.
Dopo il libro e il podcast, il film.
Siamo di nuovo nella Roma in cui Luca Varani trova la morte, per un film che ha ricevuto fischi a Venezia e di cui non sento il bisogno.
Ma quanti film gira Russell Crowe?
Qui siamo nella solita storia della boxe MMA come sport di redenzione.
Anche no, anche basta.









