28 dicembre 2014

In Central Perk Awards 2014 - Top Serie TV 20-11

Archiviate le ultime posizioni lì lì per essere delle delusioni, è il turno di chi per poco non è entrato nell'olimpo della top 10, regalando comunque emozioni e sorpresa.
Serie quindi da vedere e recuperare, non ve ne pentirete! 

20. Masters of Sex


I salti temporali portano sempre scompiglio, e quindi anche se l'interesse e l'eleganza della serie sono innegabili, il tutto non è all'altezza dell'esordio.
C'è margine, comunque, per tornare a migliorare.

19. Utopia


Jessica Hyde e compagni continuano la loro lotta alle macchinazione del white rabbit a suon di ironia e umorismo nero.
Realizzazione impeccabile, primo episodio da applausi, poi si divaga troppo.

18. Gomorra


L'Italia ha dimostrato che volendo riesce a fare delle serie all'altezza di quelle internazionali. 
Perchè così in basso allora?
In tutta sincerità, linguaggio mal comprensibile a parte, non è scoccata la scintilla come per altri.

17. Ray Donovan


Più coinvolgente rispetto al freddo esordio, Ray e la sua famiglia con la loro graniticità, questa volta migliorano eccome.

16. Halt and Catch a Fire


La lotta tra nerd e computer non è mai stata così interessante, grazie anche a un trio di protagonisti che si sanno far adorare, e un'ambientazione '80s che spacca.

15. Banshee


Botte da orbi e sesso a volontà. Banshee non cambia la sua formula e vince, dimostrandosi molto più di un guilty pleasure, anche nel suo lato tecnico.

14. House of Cards


Frank Underwood più spietato che mai non arresta la sua scalata al potere.
Difficile non rimanere affascinati da quegli sguardi glaciali e complici di Kevin Spacey.

13. Rectify


Daniel prosegue il suo difficile adattamento al mondo reale dopo anni nel braccio della morte. Intensa e forse ancora più avvolgente, la seconda stagione offre una sceneggiatura d'incanto e prove attoriali da brividi.
Il finale, poi, lascia sospesi.

12. Please Like Me


La scoperta comedy dall'Australia ha il volto strano di Josh, che ci porta nel suo colorato mondo da hipster popolato da personaggi mai secondari a cui si vuole un gran bene.
Si scivola un po' nella seconda stagione, ma lo si perdona subito.

11. Sherlock


Recuperato a una velocità impressionante, entrato dritto dritto fra i cult.
Benedict Regna.

In Central Perk Awards 2014 - Top Film 30-21

Se in coda c'erano quei film che per poco non sono finiti nel calderone delle delusioni, qui troviamo quelli nel limbo, belli ma non abbastanza, d'effetto ma non tanto quanto quelli che ci aspettano domani nella top 20.
Scopriamoli:

30. Dragon Trainer 2


La DreamWorks in campo sequel non è mai una certezza, ma questa volta riesce a non snaturare uno dei suoi prodotti migliori, facendo vivere una grande avventura che non nasconde morali e lezioni importanti.
Ben fatto!

29. Hunger Games: Il Canto della Rivolta Parte I


Il capitolo forse più di mente che di azione, in cui la mancanza di schematicità dei giochi si fa sentire.
E' rimpiazzata, però, da mosse e contromosse e da tattiche politiche e filosofiche.
In attesa del gran finale.

28. Il Giovane Favoloso


Ci si aspettava di più, invece il ritratto che Martone fa del poeta da Recanati si ferma a una ricostruzione storica impeccabile, condita con una gran regia e un gran attore, che non osano nella modernità.

27. Dallas Buyers Club


Interpretazioni intense e da Oscar (non a caso...) per una storia che fa male.
Qualcosina in più a livello di sceneggiatura si poteva fare, ma Jared e Matthew ce lo fanno dimenticare.

26. We Are the Best!


Conflitti adolescenziali in salsa punk e in Svezia. Un cocktail esplosivo per un film semplice e con una colonna sonora da urlo.

25. Le Week-end


Vecchietti+Parigi=l'abbinata perfetta.
Non troppo zuccheroso, venato di malinconia e di splendidi dialoghi che vanno a riflettere sul senso del matrimonio e dell'amore.
Protagonisti incantevoli.

24. Fruitvale Station


Chi lo ha detto che i biopic sono solo per i personaggi famosi?
Qui si parla di Oscar Grant, ucciso involontariamente dalla polizia nel capodanno del 2009, e se ne ricostruisce l'ultimo giorno, per non dimenticarlo.
Lacrime assicurate, rabbia pure.

23. torneranno i prati


Olmi ci mostra la Grande Guerra in tutta la sua insensatezza. Senza grandi effetti speciali, senza grandi location, ma vista dall'uomo che c'era dentro.
E arriva al cuore.

22. Only Lovers Left Alive


I vampiri più stilosi del grande schermo, portati in scena da attori e da un regista altrettanto stilosi.
Incantano, anche nella noia, basta avere il giusto mood.

21. Maps to the Stars


Cronenberg non sconvolge e non inquieta, ma mostra Hollywood nel suo decadimento, in quelle stelle che non accettano il passare del tempo o che si credono in potere di fare qualunque cosa.
Colpita e affondata, grazie a una quanto mai fisica Julianne Moore e a un finale coi controfiocchi.

27 dicembre 2014

In Central Perk Awards 2014 - Top Serie TV 30-21

Dopo aver archiviato il peggio di quanto passato sul piccolo schermo in quest'anno, passiamo alla classifica vera e propria, con le prime 10 posizioni della top 30.
Anche in questo caso, come per i film, c'è chi ha deluso, chi ha fatto un po' peggio della stagione precedente, chi si è fatto inevitabilmente passare avanti da serie molto più accattivanti.
Per scoprire quali, bisognerà aspettare domani, intanto queste sono i fanalini di coda:

30. Looking


Quello che possiamo definire come il Girls al maschile e omosessuale, non si è rivelato così interessante come si sperava. Colpa di personaggi non proprio esaltanti e di una scrittura che solo in un episodio si è rivelata nuova e capace di toccare corde profonde. Sapranno far meglio?
Speriamo.

29. In The Flesh


Con la seconda stagione il dramma emotivo a base zombie perde di intensità, complice anche la mancanza di effetto sorpresa.

28. Vikings


Dateci più Lagherta. E meno salti temporali.
La serie History Channel mantiene alta l'azione e il suo protagonista carismatico, ma anche qui non si è all'altezza dello scorso anno.

27. The Killing


In modo più che travagliato, ma anche Linden e Holder sono riusciti ad arrivare alla fine. La mancanza di un caso forte come quello di Rosie Larsen o delle baby prostitute fa inciapare i due detective, che volenti o nolenti, mancheranno.

26. My Mad Fat Diary


L'effetto sorpresa manca anche qui, ma il ritorno ai mitici anni '90 è sempre piacevole. Di mezzo questa volta c'è la scuola, e una quanto mai complessata Rae, che si rende un po' troppo antipatica, purtroppo.

25. Peaky Blinders


Da serie orgasmica, a serie lenta che sa esplodere solo in un finale perfetto.
Cillian lo si ama, sempre e comunque, ma questa volta Steven Knight è andato con il freno a mano tirato.

24. Episodes


Al terzo giro di boa di Joey, pardon, Matt LeBlanc non ci si è ancora stancati.
Risate garantite, per una comedy sempre geniale.

23. Girls


Le si odia più del solito le ragazze, in questa stagione.
Forse troppo, tanto da oscurare -a volte- la scrittura che c'è dietro.

22. Game of Thrones


La serie che come sempre catalizza milioni di spetatori in tutto il mondo delude quando si dilunga. Non quando lascia spazio all'azione e ai personaggi più importanti, creando attese e sconvolgimenti che difficilmente si dimenticano.
Qualcuno ha detto Vipera Rossa?

21. The Newsroom


Nel suo terzo e ultimo capitolo, la serie sulla redazione in cui tutti vorremmo lavorare, è fin troppo breve.
Sei episodi sono pochi, anche perchè gli ultimi due appaiono attaccati giusto per concludere degnamente, con tanto di lacrime.
Un peccato, e già mancano.

In Central Perk Awards 2014 - Top Film 40-31

Dopo le delusioni prese ieri, è arrivato il momento di entrare nel vivo degli Awards, con le prime 10 posizioni della top 40!
Come piccola premessa, sappiate che nella classifica mancheranno le ultime uscite ora nelle sale (Big Hero 6, Lo Hobbit, Jimmy's Hall e Pride) che visionerò solo in questi giorni di calma vacanziera e film come I toni dell'amore, Sils Maria e Jersey Boys che non sono riuscita a vedere/reperire finora.
Ultima postilla: queste prime posizioni racchiudono sì delle delusioni, anche se non cocenti come quelle di ieri, ma anche film godibili che o non hanno lasciato il segno o sono state facilmente superate dalle altre, che snoccioleremo assieme nei prossimi giorni!
Ma ora, via, si va!

40. The Congress


Futuro distopico, droghe lisergiche e un mondo che si fa di animazione. L'idea sembra geniale, peccato per una realizzazione confusa in cui però non si perde tutta la bravura di Robin Wright.

39. Winter Sleep - Il Regno d'Inverno


Il vincitore dell'ultimo Festival di Cannes non affascina a dovere con le immagini, ma ci rinchiude in un hotel dell'Anatolia e ci annoia con lunghi, infiniti discorsi.
38. Party Girl


Altro vincitore a Cannes, poteva avere tutte le carte in regola per farsi adorare visti i temi "anziani", ma sfora in una protagonista poco empatica e in una storia non così avvincente e molto sporcata.
37. Snowpiercer


Tratto da una graphic novel, e si vede, il primo film americano di Bong Joon-Ho è fatto di livelli, e chiusi come siamo in un treno in corsa, tutto funziona.
Quel finale fin troppo telefonato e un segno non così marcato, lo fa scendere fino a questa posizione...
36. Anime Nere


Non ci fosse già stata Gomorra - la serie, Munzi avrebbe fatto più scalpore. La regia c'è, e è di quelle interessanti, la storia per quanto a suo modo potente, sa di già visto.
35. Posh


I giovani ricchi inglesi sanno davvero farsi odiare. E Lone Scherfig ci prende gusto nel raccontarceli, ma manca qualcosa, una spruzzata di cattivo umore, forse, o un finale più d'effetto.
34. Boxtrolls


La Laika non sbaglia un colpo, almeno a livello di realizzazione, con una finitura incantevole della sua plastilina. Una maggior attenzione a quanto raccontato, però, sarebbe necessaria.
33. St. Vincent


La redenzione di un bastardo potrebbe sembrare cosa vista e stravista al cinema. Ma se il bastardo in questione è Bill Murray e se a contornarlo ci sono personaggi adorabili tra cui una splendida Naomi Watts, la visione scorre via piacevolmente.
32. Magic in the Moonlight


Nell'anno fiacco di Woody Allen non ci si aspettava né più né meno che una commedia frizzantina come questa, in cui una solare Emma Stone ruba la scena al poco pratico Colin Firth.
31. Frank


Atteso come uno dei film più belli dell'anno, si è rivelato piuttosto deludente, scivolando in una seconda parte un po' troppo stantia. Le musiche, per un film musicale, non sono all'altezza.
Fortuna allora che Fassbender ci sa fare anche sotto quella testa gigante, e che il finale non esce dalla nostra, di testa.

26 dicembre 2014

In Central Perk Awards - Diludendi e Cantonate 2014 [SERIE TV]

Sempre più le serie TV danno soddisfazione, facendo fare ai serial addicted come la sottoscritta maratone infinite, le ore piccole oltre che recuperi dell'ultima ora sempre graditi.
Non nei casi di quelle che seguono, però, dove ha prevalso la delusione, la noia e il dispiacere di veder cadere prodotti magari più significativi negli scorsi anni.
Questi, quindi, i diludendi del 2014:

The Americans


Era stata una delle sorprese più gradite lo scorso anno, ma in questo si è rivelato parecchio noioso e parecchio sottotono. Le premesse per tornare ad essere grande ci sono, ma gli americani, pardon, i russi, questa volta scivolano molto in basso.

American Horror Story Coven


Le streghe son tornate, ma questa volta di horror c'è poco, e lo stile e l'ironia prevalgono portando la serie antologica al suo capitolo meno d'impatto e con meno brividi.

Once Upon A Time


Il mondo di Oz e Frozen affondano la serie, sempre una piacevole distrazione, per carità, ma lontana dalle punte di genialità dell'inizio. 
E con l'arrivo nei prossimi mesi di Crudelia De Mon, il miglioramento non sembra essere dietro l'angolo. 

The Walking Dead


Sempre meno zombie, sempre più stupidità. La seconda parte della quarta  stagione si poteva salvare, la prima della quinta proprio no, portando a un complesso negativo del tutto.
NCSP.

The Following


Il thriller più involontariamente comico della TV continua a regalare perle di non-sense e di WTF. Pur non volendolo, quindi, lo si continua a seguire con piacere, e l'attesa per capire quali altre sfortune o quante altre vite hanno i protagonisti, cresce.

Revenge


Con la prima parte appena conclusa in cui poco se non quasi nulla convince, e con il finale primaverile che lasciava soddisfatti e goduriosi, Revenge continua ad essere un guilty pleasure a cui non si riesce a dir di no, anche perchè la speranza è sempre l'ultima a morire.

Boardwalk Empire


Nella sua parte conclusiva, Nucky riesce ad annoiare ugualmente, regalando però sempre una realizzazione eccelsa. A funzionare sono i flashback, più di tutto il resto, e allora in questo finale si resta delusi solo a metà, anche perchè già sappiamo che non lo incontreremo più nel nostro cammino.

Doctor Who


Tra un nuovo Dottore che dalla voce ai gesti non prende come i precedenti, a episodi a senso unico che solo in parte si rivelano geniali, l'ottava stagione e la dodicesima reincarnazione lasciano perplessi, parecchio.

In Central Perk Awards - Diludendi e Cantonate 2014

Pronti, partenza via!
Gli In Central Perk Awards hanno inizio, e come sempre si parte dalle grosse delusioni o dai gran brutti film visti in questo 2014 che volge al termine.
Stranamente, fuori dalla top 40 che sarà stilata domani, restano poche pellicole.
Merito di un'industria più accorta?
No, probabilmente solo dalle mie scelte più oculate, che solo in queste poche occasioni si sono rivelate sbagliate.
Bando ad ulteriori ciance, ecco cosa proprio era meglio evitare di vedere in questi 365 giorni:

The Monuments Men


Il buon George dietro e davanti la macchina da presa richiama un buon gruppo di amici per raccontarci di eroi di guerra la cui missione è salvare le opere d'arte e quindi la cultura di un popolo.
Avvincente? Emozionante?
No.
Neanche un po'.
La mia recensione

Saving Mr. Banks


La Disney finalmente racconta se stessa e il suo fondatore e lo fa con una disneyata pazzesca.
Troppo, anche per una fan come me.
La mia recensione

Pasolini


Ferrara rischia tutto cercando di raccontare un artista fin troppo complesso. E casca male, in una babele di voci, di riproposizioni tutt'altro che eccelse, in un ritratto che non aggiunge nulla, ma forse toglie solo.
La mia recensione

Jimi - All by my side


Raccontare Jimi Hendrix senza la sua musica?
Un'eresia, soprattutto se poi il film lo si fa di tante, troppe parole, e di lunghi silenzi.
La noia.
La mia recensione

American Hustle


Quel compiaciuto di David O'Russell richiama a sé i suoi attori simbolo creando però un pastiche anni '70 altrettanto compiaciuto.
Bravi gli attori, ma ci vuole molto di più per fare un buon film, e una buona azione.
La mia recensione

The Counselor


Michael Fassbender, Brad Pitt, Javier Bardem, Cameron Diaz, Penelepo Cruz.
Il film dell'anno?
Assolutamente no. Si scade nel trash, nel ridicolo, nell'inguardabile.
Per buona pace di Ridley Scott e di Cormac McCarthy.
La mia recensione